Un algoritmo per calcolare il giusto prezzo degli innovativi

La formula – che prende in considerazioni voci fisse e variabili – può essere usata per sapere quale può essere la proposta ragionevole di prezzo per un nuovo medicinale. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Reviews Clinical Oncology

prezzo degli innovativi

Il prezzo elevato dei farmaci innovativi è un problema ormai comune, a cui da tempo si cerca una soluzione. Non tutti i servizi sanitari possono infatti permettersi cifre esorbitanti per sostenere i costi delle terapie per tutti coloro ne hanno bisogno. Una nuova idea per cercare di gestire la questione arriva da due ricercatori dell’Erasmus University di Rotterdam: un algoritmo per calcolare il giusto prezzo degli innovativi. Il lavoro frutto di Carin Uyl-de Groot e Bob Löwenberg – rispettivamente membro della Eha (Associazione europea di ematologia) Task Force on Fair Pricing ed ex presidente Eha – è stato pubblicato su Nature Reviews Clinical Oncology e presentato al 23esimo congresso dell’Eha. “Abbiamo sviluppato un approccio basato sull’adozione di un nuovo modello di impostazione dei prezzi” spiegano gli autori. “Questo modello è destinato a modificare l’equilibrio tra l’imprenditoria sociale ed economica.

Ridefinire il sistema di definizione dei prezzi

“Grazie alla nostra formula – commenta Uyl-de Groot – d’ora in poi possiamo sapere quale può essere la proposta ragionevole di prezzo per un nuovo medicinale. L’anello mancante è la legge. Oggi le case farmaceutiche applicano ai nuovi farmaci anticancro prezzi di gran lunga troppo alti– riporta ancora l’AdnKronos salute –  e possono farlo perché i governi si limitano a lasciare che accada. I decisori politici dovrebbero invece facilitare il cambiamento del sistema di definizione dei prezzi attraverso nuove norme sia in Ue che negli Stati Uniti”.

Benefici più alti profitto maggiore

La formula proposta dagli autori ha tre variabili: costo di ricerca e sviluppo, numero di pazienti da trattare in un anno e numero di anni di copertura brevettuale. In particolare: “il costo del trattamento con un nuovo antitumorale si compone del costo delle attività di ricerca e sviluppo diviso per il numero di pazienti trattati in un anno moltiplicato per il numero di anni rimanenti di copertura brevettuale. A cui si sommano i costi di fornitura (spese generali, produzione, commercializzazione). Non solo, al risultato va aggiunto un margine di profitto da correlare ai benefici clinici attesi. Stimabili questi attraverso scale specifiche della società americana di oncologia medica Asco, o della sua omologa europea Esmo. “In questo modo – precisano gli esperti – nel nostro modello i farmaci con benefici più alti ricevono più alte percentuali di profitto”.

Gli elementi variabili

Va considerato poi che alcuni elementi inseriti nell’algoritmo variano nel tempo. Per esempio la durata restante del brevetto, le tecnologie di produzione, la platea di pazienti trattabili che si può ampliare grazie a nuove indicazioni autorizzate dalle autorità regolatorie. Per questo il calcolo del giusto prezzo degli innovativi andrebbe rifatto a intervalli regolari e definiti, come sottolineano gli autori: “Ad esempio ogni 3 anni”.  Sempre tenendo conto logicamente del “fattore-Paese” visto che il prezzo definitivo di ogni nuovo farmaco viene negoziato a livello nazionale.

La controprova

Gli autori hanno anche provato ad applicare il loro algoritmo a due prodotti già sul mercato: enzalutamide, oncologico usato contro il tumore alla prostata in fase avanzata; e il farmaco orfano ruxolitinib indicato per la mielofibrosi. Utilizzando la formula del prezzo giusto, il primo dovrebbe costare poco più di tre mila dollari e il secondo circa 17 mila. Molto meno rispetto ai prezzi effettivi dei due trattamenti: oltre 88 mila dollari negli Stati Uniti e più di 36 mila dollari nel Regno Unito per enzalutamide; 90 mila dollari in Usa e quasi 60 mila dollari in Uk per ruxolitinib.

Uyl-de Groot ha anche lanciato una petizione online consapevole che una mobilitazione collettiva può favorire un ridimensionamento del fenomeno. Unita a un quadro ufficiale di nuove regole, senza le quali l’industria non aggiusterà il tiro.