Assobiomedica presenta il nuovo codice etico: “La corruzione danneggia le imprese oneste”

Focus su trasferimenti di valore, sponsorizzazioni, eventi formativi e convegni. Il plauso di Cantone (Anac): "E' la strada giusta, l'imprenditoria deve contribuire alla lotta alla corruzione"

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Le imprese di dispositivi medici si dotano di nuove regole per garantire trasparenza e integrità nel settore, soprattutto per quanto riguarda la collaborazione con i medici, la sponsorizzazione di eventi formativi e le relazioni con gli stakeholder. È il nuovo Codice etico presentato oggi a Roma da Assobiomedica, l’associazione di Confindustria che riunisce i produttori di medical device.

Assobiomedica, le nuove regole

Trasparenza totale sui cosiddetti “trasferimenti di valore”, regole per la sponsorizzazione indiretta degli eventi formativi e introduzione di un Sistema di valutazione delle conferenze (Svc) sono tre delle principali novità introdotte dal nuovo Codice etico di Assobiomedica.

Nel dettaglio, per quanto riguarda i trasferimenti di valore, l’associazione si appella al principio della “full transparency”, ovvero la pubblicazione sui siti delle imprese di tutti i trasferimenti di denaro a favore di società scientifiche, provider, organizzazioni sanitarie, ma anche di tutti gli importi versati agli operatori medico-sanitari o altri soggetti per consulenze per progetti di ricerca, borse di studio o collaborazioni per l’innovazione e l’utilizzo di dispositivi medici.

Il Sistema di valutazione delle conferenze (Svc) è, invece, destinato a cambiare registro sul fronte degli eventi formativi nazionali e regionali: a partire da gennaio 2019 una piattaforma on line gestita da Assobiomedica valuterà preventivamente (dai sei mesi ai 120 giorni prima) il rispetto di una serie di requisiti, “sobrietà” in primis.

Sempre nell’ambito degli eventi formativi – cioè congressi, workshop o seminari – viene poi introdotta la sponsorizzazione indiretta. Tradotto: l’impresa darà il suo contributo per la formazione degli operatori sanitari a soggetti terzi, come provider, strutture sanitarie o società scientifiche, senza intervenire nella scelta dei professionisti che ne beneficiano, del programma scientifico e dei relatori degli eventi formativi. Aspetti che saranno definiti dalle società scientifiche e dai relativi provider.

Boggetti (Assobiomedica): “Un passo importante”

Tutte le imprese associate ad Assobiomedica sono tenute a rispettare il nuovo Codice etico. La sua violazione può generare una serie di sanzioni, fino all’espulsione dall’associazione. “Con la sottoscrizione del nuovo codice etico – commenta il presidente di Assobiomedica, Massimiliano Boggetti – le imprese dei dispositivi medici fanno un passo importante, introducendo nuove e stringenti regole per prevenire comportamenti a rischio e aumentare il livello di trasparenza”.

Il focus è sui rapporti tra industria e mondo clinico: “Dobbiamo essere tutti consapevoli – sottolinea Boggetti – che il rapporto tra industria, ricercatori e medici è il vero motore dell’innovazione ed è indispensabile nel processo di ideazione e sviluppo delle tecnologie mediche: ha permesso la creazione di più di 500mila dispositivi medici, che oggi stanno rivoluzionando la medicina moderna e non va visto come un conflitto di interessi, ma come una grande opportunità per il miglioramento della salute dei cittadini. Gli episodi di corruzione – continua il presidente di Assobiomedica – vanno contrastati fermamente perché danneggiano in primis l’immagine delle imprese serie e responsabili, quando non hanno ricadute negative sui pazienti, va però anche superata quella cultura del sospetto che demonizza queste collaborazioni”.

Cantone: “Prevenzione si fa collaborando con le imprese”

Al “battesimo” del nuovo codice etico di Assobiomedica è intervenuto anche Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac): “La sanità è uno dei temi di maggiore interesse per quanto riguarda la corruzione e l’anticorruzione. Sono convinto che si debba lavorare moltissimo sulla prevenzione e per farlo bisogna coinvolgere anche la parte imprenditoriale. L’idea di una prevenzione della corruzione indipendente dalle imprese non va bene.  Il fatto che discutiamo del codice etico in un settore delicato, quello del contatto tra ambiente imprenditoriale e sanità in riferimento ai dispositivi medici,  è molto interessante. Nel codice ci sono una serie di cose molto rilevanti, credo che questa sia la strada giusta. L’imprenditoria, così come ha fatto nella lotta alla mafia, deve partecipare alla lotta alla corruzione”.

A una domanda sulla necessità di strumenti normativi ad hoc per contrastare la corruzione in questo settore, il presidente Anac replica così: “Io non credo servano altri strumenti normativi sotto questo profilo, ci sono tante cose che si stanno già mettendo in conto. Sono convinto che questa soft regulation, una regolazione non vincolante, possa essere molto utile soprattutto quando si tratta di regole etiche adottate dal mondo imprenditoriale. Servono a formare quella coscienza etica senza – conclude Cantone – la quale le norme non servono a nulla”.

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