Trump contro Pfizer, la società torna sui suoi passi sul rincaro dei prezzi

Dopo circa 24 ore dall'attacco su Twitter del presidente Usa, l'azienda fa sapere che bloccherà il rincaro dei listini, in attesa di nuove politiche presidenziali sul costo dei medicinali

Trump contro Pfizer

La vicenda Trump contro Pfizer ha avuto un risvolto immediato. L’attacco tramite l’account personale del presidente Usa ha sortito il suo effetto. L’azienda, infatti, ha deciso di bloccare l’aumento dei prezzi dei farmaci. La decisione della società è arrivata a seguito di un confronto tra il ceo Ian Read e l’inquilino della Casa Bianca.

Tutto fermo

Pfizer ha deciso di bloccare l’aumento che aveva annunciato all’inizio di luglio. Read ha dichiarato che la nuova politica dei listini sarà utile “”per dare al presidente l’opportunità di lavorare sul suo piano per rafforzare il sistema sanitario e fornire un maggior accesso ai pazienti”. Tutto tornerà ai prezzi precedenti al primo luglio non appena i tempi tecnici lo permetteranno. Questi prezzi “rimarranno in vigore fino a quando non sarà operativo il piano del presidente o fino alla fine dell’anno”. Resteranno invece in vigore le riduzioni di prezzo decise da Pfizer il primo luglio.

Pfizer si difende

L’azienda punta il dito contro Trump e i detrattori del settore farmaceutico, reo, secondo alcuni, di mirare solo al profitto. Read ha più volte ribadito che il settore farmaceutico porta lavoro e valore alla società, giustificando, quindi la politica dell’innalzamento dei prezzi. Tuttavia la decisione di qualche settimana fa aveva scatenato dure polemiche nei confronti del colosso di New York. Il presidente plaude alla decisione e affida a Twitter il suo pensiero.