Dalle aziende medtech, un cuore digitale per testare le terapie

Diverse società stanno provando a sfruttare l’intelligenza artificiale per migliorare l’assistenza sanitaria e ridurre gli sprechi: da Siemens Healthineers a Philips e Ge Healthcare è una corsa per sviluppare software come il cuore “gemello” del paziente, su cui eseguire diagnosi e testare terapie

cuore digitale per testare le terapie

Un cuore digitale per testare le terapie. Un “gemello” identico al cuore vero del singolo paziente, in grado di simulare le proprietà elettriche e fisiche delle cellule nel cuore,. È l’ultima avanguardia delle aziende tecno-medicali che stanno provando a sfruttare l’intelligenza artificiale per migliorare l’assistenza sanitaria. Benjamin Meder cardiologo presso l’ospedale universitario di Heidelberg di recente ha utilizzato gli elettrodi di un pacemaker in un cuore digitale creato su immagine di quello di un paziente, come racconta la Reuters. La simulazione doveva servire per capire se il pacemaker era in grado di mantenere vivo il malato affetto da insufficienza cardiaca congestizia, prima di essere operato.

La grande sfida del cuore digitale per testare le terapie

Il cuore digitale è un esempio di come i produttori dei dispositivi medici più all’avanguardia, stiano provando a utilizzare l’Ai per supportare i medici nella diagnosi. Con la speranza di arrivare a diagnosi sempre più precise, mentre la medicina si appresta a diventare sempre più personalizzata. In questo caso il dispositivo è stato sviluppato da Siemens Healthineers, ma sono anche altre le aziende impegnate nel settore, come Philips e Ge Healthcare. Obiettivo comune sembrerebbe mantenere un vantaggio sui giganti della tecnologia da Alphabet di Google ad Alibaba, che mirano a utilizzare i big data per accaparrarsi una fetta della spesa sanitaria.

Ai per ridurre gli sprechi

L’idea insomma è di sfruttare strumenti di intelligenza artificiale come il cuore digitale “gemello” per alleggerire i budget dei sistemi sanitari, sempre più sotto pressione. In questo caso per esempio il dispositivo potrebbe aiutare a prevedere gli esiti di un trattamento, evitando interventi chirurgici inutili. Consentendo così, ipoteticamente, risparmi anche di decine di migliaia di dollari. Inoltre la carenza di medici in paesi come la Cina, sta stimolando la richiesta di nuovi strumenti di intelligenza artificiale per analizzare le immagini mediche. La sfida insomma sembra destinata a portare sul mercato prodotti che potrebbero ridimensionare i sistemi sanitari in tutto il mondo.

Le previsioni

Secondo quanto dichiarato dal portale Statistica il mercato globale dei software destinati all’analisi delle immagini mediche è destinato a raddoppiare nei prossimi anni. Si prevede infatti che dai 2,4 miliardi di dollari registrati nel 2016, si passi ai 4,3 miliardi nel 2025. Inoltre, secondo uno studio della società di ricerca Frost & Sullivan i ricavi degli strumenti di intelligenza artificiale arriveranno a toccare i 6,7 miliardi di dollari entro il 2021, quando solo nel 2015 erano 811 milioni di dollari. Questo grazie all’utilizzo da decenni, dell’intelligenza artificiale nella tecnologia medica; la disponibilità di enormi quantità di dati, minori costi di elaborazione e algoritmi più sofisticati.

L’importanza dei dati

Il successo dell’Ai nella tecnologia medica, secondo gli esperti sarà dettato dall’accesso a dati affidabili. Non solo per creare modelli per la diagnosi, ma anche per prevedere l’efficacia dei trattamenti per un determinato paziente. “Immaginiamo in futuro di riuscire a simulare la complessità delle funzioni organiche e cellulari di un paziente”, ha spiegato Meder, che sta testando il cuore digitale di Siemens Healthineers. “Saremmo in grado di prevedere con settimane o mesi in anticipo, quali pazienti si ammaleranno, come un particolare paziente reagirà a una determinata terapia, chi ne trarrà maggiori benefici. Potrebbe rivoluzionare la medicina”.

I test sul cuore digitale

Nel caso del cuore digitale, il sistema di Ai è stato progettato per mettere insieme dati sulle proprietà elettriche e fisiche e la struttura di un cuore. Tutto in un’immagine 3D. Per testare la tecnologia, il team di Meder ha creato 100 gemelli digitali di pazienti trattati per insufficienza cardiaca in un periodo di prova di sei anni. Il computer fa previsioni basate sul gemello digitale che vengono poi confrontate con i risultati effettivi. Il gruppo di ricerca spera di concludere le valutazioni delle previsioni entro la fine del 2018. Se i risultati sono promettenti, il software verrà testato in una prova multicentrica più ampia. Primo passo per poi essere approvato dai regolatori per uso commerciale.

Ancora però non si sa quando la tecnologia di Siemens Healthineers potrà essere utilizzata in clinica. Né si hanno notizie su come il cuore digitale – o i modelli di altri organi che stanno sviluppando come i polmoni e il fegato – potranno essere monetizzati.