Farmaci, in Ue import-export in crescita costante dal 2002

Secondo un report pubblicato da Eurostat importazioni ed esportazioni di medicinali e prodotti farmaceutici hanno raggiunto rispettivamente 156 e 77 miliardi di euro nel 2017. Gli Stati Uniti sono i principali partner commerciali

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Il mercato import-export dei farmaci nei paesi dell’Unione Europea cresce a ritmo costante. Da almeno quindici anni. A dirlo è un rapporto dell’Eurostat. Il documento mostra  come tra il 2002  e il 2017 le importazioni e le esportazioni di farmaci e prodotti farmaceutici sono cresciute quasi ogni anno. Nello specifico queste attività hanno raggiunto rispettivamente 156 miliardi di euro e 77 miliardi di euro nel 2017. Inoltre, con un aumento delle esportazioni superiore alle importazioni, la bilancia commerciale è aumentata da un avanzo di 22 miliardi di euro nel 2002 al massimo storico di 80 miliardi nel 2017.

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Gli Stati Uniti principale partner commerciale dell’Unione Europea

Dal report emerge come gli Stati Uniti interpretino un ruolo fondamentale nelle dinamiche del mercato farmaceutico dell’Unione. In altre parole, gli Usa sono il principale partner commerciale dell’Ue in questo mercato. Le esportazioni oltreoceano, infatti, ammontano al 31% del totale. Ben oltre il valore di quello di Svizzera (13%) e Cina (6%). Ancor più significativo il dominio degli Stati Uniti nel campo delle importazioni, seppur con un divario più sottile tra primo e secondo partner.  Qui gli States guidano con il 40% della quota di mercato seguiti da Svizzera (34%) e, staccato, Israele (5%).

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La Germania guida tra i Paesi dell’Ue, più indietro l’Italia

In questo contesto, per quel che riguarda l’Italia nel 2017 l’export è valutato di poco superiore ai 10 miliardi di euro, mentre l’import si aggira intorno ai 7,7 miliardi. Tra gli stati membri , la Germania nel 2017 ha fatto la parte del leone nelle esportazioni extra Ue (40 miliardi di euro), seguita a debita distanza dal Belgio (20 miliardi di euro) e dall’Irlanda (18 miliardi di euro). E sempre la Germania è stato il principale paese importatore, con 14 miliardi di euro, seguito da Belgio (13 miliardi) e Paesi Bassi (11 miliardi).