Salute in Europa, summit dell’Oms a Roma: focus su disuguaglianze e prevenzione

Si tiene a Roma dal 17 al 20 settembre il 68esimo Comitato regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale per la sanità

Salute in Europa

In Europa si vive bene e in salute, ma non ovunque allo stesso modo. È il tema delle diseguaglianze uno dei più rilevanti sull’agenda del 68esimo Comitato regionale dell’Oms Europa che si riunirà a Roma dal 17 al 20 settembre, evento presentato oggi nel corso di una conferenza stampa al ministero della Salute. Secondo l’ultima edizione dell’European Health Report, che verrà formalmente presentata nel corso del summit ospitato dall’Italia, la percezione che i cittadini europei hanno della loro salute, del loro benessere e della soddisfazione che registrano rispetto alle proprie condizioni di vita è al di sopra di quella in molte altre aree del mondo. Alla domanda: “Quanto ti senti soddisfatto delle tue condizioni di vita?” la maggioranza degli interpellati in Europa ha dato risposte molto positive. Nei 53 Paesi della regione europea dell’Oms – su una scala da zero (affatto soddisfatto) a dieci (decisamente soddisfatto) – si è registrato un punteggio pari a sei. Tuttavia, l’Oms segnala un divario notevole tra Paesi: alcuni si attestano a cinque o anche meno, altri presentano una media tra le più alte al mondo (7.6). Diseguaglianze che penalizzano soprattutto l’Est Europa.

Un bilancio e le prossime sfide

L’appuntamento di Roma – che riunirà oltre 400 funzionari di 53 Paesi – traccerà un bilancio di quanto è stato raggiunto dei termini indicati nel quadro “Salute 2020” e di quali priorità vadano delineate, politicamente, per promuovere la salute e per mantenersi in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. “Il documento European Health Report – commenta Zsuzsanna Jakab, a capo dell’Oms Europa . ci illustra che la maggior parte dei Paesi in Europa ha mosso passi importanti per allinearsi ai criteri di Salute 2020. Il miglioramento è notevole ma non omogeneo, sia tra Paesi che all’interno degli stessi. E’ imperativo che si collabori tutti per riuscire a mantenere l’impegno espresso nel 2015 attraverso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per garantire che la salute sia di tutti”.

Tre dati da cui partire

L’Oms invita a riflettere in particolare su tre dati:

  • In media I cittadini europei vivono un anno in più rispetto a cinque anni fa. Però, permane un divario di oltre dieci anni tra i valori più alti e quelli più bassi in quanto ad aspettativa di vita tra i Paesi della regione europea dell’Oms.
  • Il numero di morti per tutte le cause e per tutte le età è diminuito del 25% dall’anno 2000.
  • Complessivamente, la regione europea sta superando l’obiettivo dell’1.5% di riduzione annuale delle morti premature causate da malattie cardiovascolari, cancro, diabete mellito e malattie respiratorie croniche fino al 2020. I dati più recenti domostrano una riduzione pari al 2% all’anno, in media.

Tuttavia – sottolinea l’Oms Europa – sussiste il “rischio concreto che tali margini guadagnati vadano vanificati se proseguirà l’andamento al rialzo in termini di percentuali di obesità, fumo e consumo di tabacco, oltre al calo dei dati inerenti alla copertura vaccinale”.

Cinque punti chiave

Sono almeno cinque i punti chiave su cui si concentreranno i lavori del summit dal 17 al 20 settembre:

  • Una nuova strategia per la salute e il benessere maschile. Sebbene i maschi vivano più a lungo e più in salute, l’attesa di vita alla nascita varia da 64 ad 81 anni tra i diversi Paesi europei. Un uomo che vive nella parte Est dell’Eurioa ha cinque volte più probabilità di morire prima dei 45 anni rispetto ad uno che si trova nella parte Ovest.
  • Adozione del Piano di azione per rafforzare la capacità di risposta alle emergenze della sanità pubblica. Le epidemie che si sviluppano in altri Paesi non sono più distanti in quanto gli spostamenti e i commerci globali rendono maggiore il rischio di contagio. Il nuovo Piano di azione intende accellerare l’implementazione del Regolamento sanitario internazionale del 2005, uno strumento chiave nella capacità collettiva di preparazione e risposta, per garantire che un miliardo in più di persone in tutto il mondo siano protette meglio dalle emergenze sanitarie entro il 2023.
  • Vaccini e immunizzazione. L’attuale focolaio di morbillo – che ha causato 41.000 casi della malattia e 37 morti in tutta la Regione nel primo semestre di quest’anno è un grave promemoria della necessità di mettere in atto immediate ed ampie misure specifiche per ogni Paese.
  • Malattie trasmesse da vettori. Malattie trasmesse da zanzare e zecche si stanno rivelando i minacce alla salute pubblica in Europa a causa della globalizzazione, dei maggiori volumi di viaggi e commerci e dei cambiamenti climatici. In particolare, le infezioni da virus West Nile stanno aumentando marcatamente nell’Europa meridionale e centrale. Si valuteranno le misure messe in atto contro questi fenomeni.
  • Finanziamenti per la salute. Fino all’8% delle famiglie della regione europea dell’Oms non possono coprire i costi legati a necessità di base (cibo, affitto, bollette) dopo aver pagato di propria tasca per l’assistenza sanitaria. Ogni Paese – secondo l’Oms – dovrebbe limitare queste spese sostenute in prima persona dai pazienti al di sotto del 15% della spesa complessiva per la sanità.

Focus sull’Italia

L’European Health Report passa al setaccio anche il nostro Paese. L’aspettativa di vita alla nascita in Italia è la seconda più alta di tutti i Paesi dell’Unione europea e due terzi della popolazione in Italia gode di buona salute.

Segnali positivi, con risultati tra i migliori in Europa, si registrano nel limitare i danni nella popolazione adulta, causati da fumo, alcol, sovrappeso e obesità. Ma le statistiche sono molto meno positive tra gli adolescenti e questo potrebbe creare dei peggioramenti ulteriori in futuro. Mentre il numero di fumatori adulti è diminuito, attestandosi lievemente al di sotto della media europea, il numero di fumatori tra gli adolescenti è tra i più elevati d’Europa. Inoltre, un italiano su cinque è obeso e il 26% dei maschi di 15 anni è sovrappeso o obeso.

Quanto alle malattie infettive, il nostro Paese registra uno dei livelli più alti in Europa di resistenza antimicrobica, alcune coperture vaccinali sono al di sotto della soglia del 95% fissata dalle line guida Oms e siamo tra i Paesi europei più colpiti dal morbillo.

“Gli indici che l’Oms segnala per l’Italia – commenta il ministro della Salute, Giulia Grillo – sono incoraggianti nella popolazione adulta, meno nella fascia giovanile, in cui si registrano segnali d’allarme non più trascurabili. Riguardo alle malattie infettive – prosegue il ministro – abbiamo l’obiettivo di definire il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinali adatto alla situazione epidemiologica e accompagnato da campagne informative per migliorare la consapevolezza sull’indispensabilità dei vaccini. Tutto questo, senza perdere di vista la sostenibilità di un sistema sanitario che garantisca sufficienza ed adeguatezza dei servizi erogati alla popolazione”.

Grillo: “Al lavoro sui ticket”

Rispondendo a una domanda sulla spesa sanitaria, il ministro Grillo ha spiegato che il Governo è “al lavoro sulla spesa out-of sulla spesa out-of pocket, che vogliamo ridurre aumentando l’efficienza e intervenendo sull’appropriatezza della prescrizioni, ma anche riducendo i ticket, e le prime interlocuzioni che abbiamo avuto con Mef su questo argomento in vista della Legge di bilancio sono incoraggianti”. Sarà questo, dunque, uno dei terreni di confronto in vista della prossima manovra finanziaria. Dove, secondo Giulia Grillo, dovrebbero trovare spazio anche lo “sblocco del turnover per il personale sanitario, la questione payback e la governance del farmaco”. Sul tema della carenza di medici, il ministro annuncia di essere a lavoro su un decreto “sblocca concorsi”, in particolare per le aree dell’emergenza, della medicina generale e della pediatria.  Un provvedimento in grado “di ridurre i vincoli e garantire almeno per quest”anno, in attesa di una riforma ufficiale, che i concorsi non vadano deserti, come è successo anche di recente”.