Società italiana di neonatologia, Fabio Mosca è il nuovo presidente

La nomina è arrivata durante l’Assemblea dei soci, riunita a Roma in occasione del XXIV Congresso nazionale il 28 settembre 2018. Nell'occasione è stato nominato anche il nuovo consiglio direttivo

È Fabio Mosca il nuovo presidente della Società italiana di neonatologia. La nomina è arrivata durante l’Assemblea dei soci, riunita a Roma in occasione del XXIV Congresso nazionale il 28 settembre 2018. Nell’occasione è stato nominato anche il nuovo consiglio direttivo.

Il profilo

Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Milano e direttore della Scuola di specializzazione in pediatria dello stesso Ateneo, Mosca è anche direttore dell’Area neonatologica e pediatrica della Fondazione Irccs Ca’ Granda ospedale maggiore policlinico di Milano. Mosca coordina l’attività assistenziale e di ricerca di 10 unità operative complesse.

Dirige inoltre 45 medici specialisti e 200 infermieri. Un’equipe che negli ultimi anni ha eseguito procedure chirurgiche eccezionali, spesso seguite da colleghi neonatologi di tutto il mondo, collegati in presa diretta con le sale operatorie della Mangiagalli. L’“Ex-utero intrapartum treatment” del 2016 e l’istituzione di un centro Ecmo (Extracorporeal membrane oxygenation) – con un team dedicato all’assistenza del neonato che necessita di circolazione extracorporea – sono solo due esempi recenti dell’approccio d’avanguardia perseguito dal team di Mosca.

Nel 2016, inoltre, Mosca ha inauguraro alla clinica Mangiagalli la Banca del latte umano donato più grande d’Italia. Qui sono messi a disposizione ogni anno 1500 litri di latte grazie a circa 150 donatrici. La struttura, ogni anno si prende cura di mille neonati, di cui 150 bebè di peso inferiore a 1,5 chilogrammi.

I punti programmatici: livellare le performance

Mosca spiega quali sono i punti programmatici su cui si concentrerà il nuovo direttivo nei prossimi anni. In primis il tentativo di compensare gli squilibri regionali nelle cure neonatologiche, “livellando le performance alla media nazionale che si attesta a un ottimo livello, con un tasso di mortalità neonatale fra i più bassi al mondo”, rimarca il neopresidente.

Tuttavia Mosca tiene a precisare che esiste il “paradosso di una mortalità dei nuovi nati che nelle regioni del Sud è del 39% superiore rispetto al Centro-Nord, e con addirittura una mortalità del 203% più alta nella regione con i risultati peggiori rispetto a quella più virtuosa”.

La denatalità

Mosca prosegue dicendo che sarà fondamentale occuparsi della denatalità “anche in chiave di sostegno al problema previdenziale”. Una sfida che non può prescindere dal potenziamento della rete neonatologica: “È un aspetto da portare all’attenzione delle istituzioni quello delle risorse umane dedicate alla cura del neonato, sia mediche che infermieristiche – dice Mosca – che oggi non sono sufficienti a far fronte alla domanda assistenziale.

In Italia nel 2017 sono nati 464 mila bambini di cui circa il 10% prematuri. Piccoli pazienti che necessitano di strutture e attrezzature moderne e di medici e infermieri altamente specializzati. Se non troveremo rapidamente dei correttivi – avverte senza mezzi termini – la carenza di neonatologi, a tutte le latitudini del Paese, metterà a rischio l’attuale buon livello delle cure neonatologiche italiane”.

Il supporto alle famiglie

Un altro punto programmatico è dedicato al supporto alle famiglie dopo la dimissione dall’ospedale. “Bisogna ripensare in parte il modello assistenziale delle cure al neonato dopo la dimissione. Il sostegno offerto oggi alle famiglie è insufficiente”, denuncia Mosca. “In caso di problematiche pesanti può generare squilibri gravi, sia di ordine familiare sia di tipo economico. Su questo fronte – dichiara, individuando un terreno d’azione concreto – il primo obiettivo deve essere quello di fornire adeguata assistenza domiciliare ai neonati con patologia cronica”.

Il dialogo con le aziende

Sul versante del rapporto con le aziende, Mosca affida ad AboutPharma un impegno e una richiesta: “Lavoreremo ancora di più sulla trasparenza nei rapporti fra la società scientifica, i suoi soci e le aziende. Soprattutto quelle che ci sostengono nella formazione Ecm, senza le quali –sottolinea – l’aggiornamento e l’avanzamento professionale di infermieri e neonatologi sarebbe probabilmente impossibile”.

Quindi l’invito e la richiesta: “Diffondere gli sforzi crescenti, in termini di ricerca e di innovazione, anche in un’area in qualche modo ‘di nicchia’, almeno in termini numerici, come la neonatologia. L’innovazione di cui abbiamo bisogno – conclude il nuovo presidente della Sin – dovrebbe riguardare non solo le nuove tecnologie terapeutiche, come farmaci e dispositivi, ma anche lo sviluppo di nuove modalità di formazione degli operatori sanitari che si occupano di neonatologia. Ad esempio modelli umani sempre più progrediti, o nuovi software per la simulazione degli interventi e delle procedure più avanzate”.