Forum Leopolda: si guarda al futuro, ma è allarme sulla tenuta del Ssn

Al via a Firenze la tre giorni dedicata alle sfide della sanità e all’innovazione nell’healthcare. In vista del 40° anniversario del Servizio sanitario nazionale viene rinnovato l’appello per il rilancio del finanziamento pubblico

forum leopolda

“Tra dieci anni avremo ancora un servizio sanitario pubblico così come lo abbiamo conosciuto finora?”. È la domanda che rimbalza da una sala all’altra della Stazione Leopolda di Firenze, dove ha preso il via la terza edizione del Forum Sistema Salute, una tre giorni di riflessione sul Servizio sanitario nazionale (Ssn) e il panorama healthcare italiano. A lanciare per primo l’interrogativo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, presentando la sessione inaugurale del Forum dedicata ai 40 anni del Ssn e alla sue (non troppo rosee) prospettive.

Bisogni e spesa in crescita

Lo scenario è quello che vede, da un lato, la crescita della spesa sanitaria (e dei bisogni di salute) e dall’altro l’erosione della copertura pubblica e universalistica. I dati del Terzo rapporto Gimbe sulla sostenibilità del Ssn, ricordati da Cartabellotta, parlano di una spesa (pubblica e privata) pari a 157,61 miliardi nel 2016 che crescerà fino a 220 miliardi nel 2025, cioè 3.631 euro per ogni cittadino. I bisogni sociosanitari, nel 2025, ammonteranno a 17 miliardi, di cui 9 miliardi destinati ad assistenza familiare e badanti; 4,2 miliardi per la partecipazione alle spese sociali; 4,1 miliardi per il mancato reddito dei caregiver.

Demografia e cronicità

Il progressivo invecchiamento della popolazione rimanda alla sfida di assistere sempre più pazienti con comorbidità. Un trend che preoccupa molto Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla saluta nelle Regioni italiane: “Nel 2025 ci saranno circa 25 milioni di pazienti multicronici. La spesa sanitaria pubblica stimata per multicronicità per il 2028 è di 70,6 miliardi di euro, circa quattro miliardi in più rispetto al 2016. Sempre nel 2028 – continua Solipaca – ci saranno 1,7 milioni di italiani non autonomi nella cura della propria persona, mentre saranno 4,7 milioni quelli che non potranno gestire da soli attività quotidiane (pasti, farmaci, impegni domestici)”.

Crisi di sostenibilità

Alla “bomba demografica” e della non autosufficienza si sommano una serie di “macro determinanti” della crisi di sostenibilità del Ssn: “Ci riferiamo – spiega Cartabellotta – al definanziamento, all’aumento delle prestazioni incluse nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), a sprechi e inefficienze, all’espansione incontrollata di un secondo pilastro sanitario”. La questione del finanziamento pubblico alla sanità è centrale, soprattutto alla vigilia della prima manovra finanziaria del Governo M5S-Lega. In questi anni e anche nei giorni scorsi la Fondazione Gimbe, numeri alla mano, ha più volte evidenziato l’insufficienza delle risorse destinate al settore. “In sostanza al ‘paziente Ssn’ manca l’ossigeno”, incalza Cartabellotta, auspicando un cambio di rotta: “Speriamo di poter festeggiare dignitosamente a dicembre il quarantesimo compleanno del Ssn”.

L’agenda politica

Fra gli obiettivi del Forum della Leopolda c’è anche quello di portare la sanità al centro del dibattito pubblico. “Nell’agenda politica il tema delle risorse per la salute non è molto presente”, commenta Marina Sereni, responsabile Salute nella segreteria del Partito Democratico. “La manovra  si sta concentrando su alcuni temi, come il reddito cittadinanza, la flat tax e le pensioni. Ma la sanità – sostiene l’esponente Pd – deve entrare in agenda di maggioranza e opposizione il più presto possibile. Al momento c’è solo quel miliardo di euro lasciato dall’esecutivo precedente. Il sistema è in sofferenza. Di fronte al rischio che questo sistema possa entrare in crisi, bisogna fare delle scelte. Non possiamo più dare per scontato che il Ssn stia in piedi da solo. Serve un patto trasversale sulla salute, dentro e fuori il Parlamento”.

La strada è lunga. Fabiola Bologna, deputata M5S in Commissione Affari Sociali, indica alcune priorità da cui partire: “Tutti conosciamo il valore del nostro sistema sanitario universalistico, ma bisogna affrontare le diseguaglianze di 21 sistemi sanitari regionali. L’invecchiamento della popolazione ci pone di fronte  a sfide urgenti, così come l’evoluzione della domanda di assistenza. Dobbiamo occuparci dell’integrazione tra sistema sanitario e sociale, della carenza di personale sanitario, della governance della spesa farmaceutica su cui si può fare ancora molto”.

Il Forum Sistema Salute

Il Forum Sistema Salute in corso a Firenze si concluderà venerdì. L’appuntamento, ideato e organizzato da Koncept srl, conta 50 eventi ed è un’occasione di confronto a livello nazionale tra tutti gli stakeholder del settore. “C’è da riflettere sul futuro del Ssn. In Italia – commenta Giuseppe Orzati, amministratore della Koncept – stiamo vivendo un periodo di cambiamento politico-istituzionale e delle incertezze transitorie che questo comporta. In questo contesto – continua – è fondamentale il ruolo dei manager della sanità e della loro capacità di indirizzare e gestire il cambiamento. A questo saranno dedicate molte iniziative del Forum”.

Alla Stazione Leopoda si parla in questi giorni di governance farmaceutica, management nella sanità, algoritmi, tecnologie dei dati e intelligenza artificiale. Sono previsti anche tavoli di lavoro tra fornitori e centrali di acquisto regionali su “procurement e innovazione”. Novità di quest’anno è il Forum Giovani, che coinvolge sociologi, esperti di ambiente, di alimentazione, di sport, per parlare con i giovani della salute, della qualità della vita, del cibo, dell’attività fisica e della creatività come motore di opportunità. Riflettori puntati anche sulle innovazioni delle medicina: le nuove frontiere della lotta contro i tumori, l’importanza della diagnosi prenatale per la Sma; la ricerca nel campo delle malattie rare. Spazio anche alle sfide della divulgazione e della comunicazione medico-scientifica, con due seminari organizzati dall’Ordine dei giornalisti della Toscana.