Spesa sanitaria privata, +9,6% tra il 2013 e il 2017

Secondo i dati forniti dal VIII Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermedia la cresciuta è stata di quasi dieci punti percentuali negli ultimi sei anni e ha riguardato due italiani su 3 (44,1 milioni di persone)

Finanziamenti farmaceutici

La spesa sanitaria privata è cresciuta di quasi dieci punti percentuali negli ultimi sei anni. Dal 2013 al 2017 è aumentata del 9,6% e ha riguardato due italiani su 3 (44,1 milioni di persone). I dati sono stati forniti dal VIII Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermedia.

I dati

Allo stato attuale sono 150 milioni le prestazioni sanitarie pagate di tasca propria dagli italiani per una spesa di quasi 40 miliardi. L’espansione, come detto, è in corso. I dati degli ultimi cinque anni lo dimostrano. L’esborso medio è di circa 655 euro a cittadino e poco meno del 15% di queste spese sono state rimborsate da forme sanitarie integrative. Il resto è lasciato alle tasche delle famiglie che devono ricorrere ai propri risparmi. Nel 2017 oltre 11 milioni di italiani si sono indebitati per finanziare le proprie cure. Sette milioni hanno intaccato i propri risparmi e meno di tre milioni sono arrivati a vendere immobili o a liquidare propri investimenti mobiliari, soprattutto titoli di Stato. Chi aderisce a una forma sanitaria integrativa beneficia già del finanziamento di oltre il 66% del costo medio delle cure che dovrebbero pagare di tasca propria. Nel 2017 il rimborso medio è stato di 433,15 euro.

Il secondo pilastro sanitario

Il report sottolinea il fatto che una buona governance da parte dello Stato possa abbattere svariati miliardi. Per un investimento tra i 900 milioni e il miliardo di euro, sarebbe possibile, secondo i ricercatori, abbattere la spesa fino a 20 miliardi di euro con un contenimento di quella pagata di tasca propria che va dai 200 ai 340 euro. In sostanza le compagnie assicurative spingono affinché la spesa sanitaria passi attraverso un modello parallelo (secondo pilastro) affinché sia più equa rispetto a una spesa individuale.

Le fasce di reddito

La spesa privata out-of-pocket ammonta a 39,7 miliardi di euro. Di questi poco meno di 13 miliardi si riferiscono alle cure dei cittadini con un reddito compreso tra i 35 e i 60 mila euro all’anno. Nella fascia 60 – 100 mila (29%) la spesa si aggira agli 11,5 miliardi. Tuttavia il calo risulta drastico per i cittadini con un reddito elevato, oltre i 100 mila euro all’anno. Queste persone (di numero certamente inferiore rispetto alle altre categorie) spendono cinque miliardi (15%). Con i redditi inferiori, ossia nella fascia 15-35 mila la spesa è di sei miliardi. Un terzo inferiore quella fino ai 15 mila.