Digital Awards 2018, il futuro ha cinque anni

Dal 2013 al 2017 l’ambito concorso si è arricchito di tante novità. Il premio promosso da Hps-AboutPharma cambia per rispecchiare la realtà dell’healthcare e adeguarsi alla tecnologia che evolve rapidamente. Ecco come seguire l'evento 2018

Sono passati cinque anni dalla prima edizione dei Digital Awards. In cinque anni si completa la scuola superiore e ci si prepara a superare l’esame finale. Al sesto anno, quando comincia l’università, uno studente si guarda indietro e ripensa ai banchi di scuola, ai libri, alle interrogazioni. E si fa un bilancio, a mente fredda. Oggi i Digital Awards hanno brillantemente superato l’esame di maturità e adesso si apprestano a entrare nella sesta edizione che quest’anno vedrà la cerimonia di premiazione a Roma il prossimo 25 ottobre 2018 presso lo Spazio Novecento. Inevitabile guardarsi indietro e vedere come si è cresciuti nel lustro appena trascorso. La mente vola alla prima edizione che è stata un po’ come il primo giorno di scuola.

2013: Hilton hotel di Milano

La prima edizione meneghina nel 2013 è stata ospitata all’Hotel Hilton e ha visto la partecipazione di 85 progetti candidati. Dieci le categorie, tra app per medici e pazienti, miglior sito aziendale, miglior progetto formativo digitale, gaming e realtà aumentata. E ovviamente la Best digital company che ha visto trionfare Msd. Proprio in questa edizione, infatti, l’azienda ha inaugurato un ciclo vincente che si concluderà solo quattro anni dopo.

2014: squadra vincente non si cambia

Il successo della prima edizione ha spinto Hps a riprovarci. Il palcoscenico si sposta all’hotel Melià, sempre a Milano. I candidati salgono a 95 e vengono proposte nuove categorie: progetti rivolti a istituzioni, pazienti, medici e opinione pubblica, empowerment, social e digital marketing e, novità, il miglior progetto votato dal web che ha visto vincitore il portale Univadis di Msd Italia (che ha vinto anche il premio best digital company). Ma a primeggiare sono stati anche Medtronic, Janssen, Abbvie, Sanofi Pasteur e Merck Serono.

2015: la consacrazione

Ma è la terza edizione a consolidare l’iniziativa targata Hps-AboutPharma. I partecipanti aumentano ancora e si arriva a 153 progetti. L’hashtag #timetoimpact dà le linee guida e diventa trend su Twitter. In questa edizione si valuta la capacità di impattare su qualità della vita dei pazienti, efficacia dell’azione dei professionisti della salute e del sistema sanitario nel suo complesso. Al Marriott Hotel di Milano, Msd alza per la terza volta consecutiva il premio best digital company, ma i 25 giurati premiano anche Pfizer, Novartis, Epiclick, Janssen, PharmaWizard, CompuGroup Medical, Eli Lilly e Merck Serono.

2016: impact, innovate, implement

I venticinque giurati di questa quarta edizione sono stati chiamati a valutare i 139 progetti in gara non solo in base alla loro capacità di impattare sulla qualità di vita dei pazienti, ma anche sul loro coefficiente di reale innovazione e sulla loro effettiva implementazione, cioè sulla loro concreta fruibilità e sul loro inserimento in un ecosistema di servizi e prodotti in grado di garantire ai pazienti un’effettiva utilità all’interno del percorso di diagnosi e di cura. Ben sei aziende si sono qualificate per partecipare al premio Best digital company: Abbvie, GlaxoSmithKline, Msd (vincitrice), Novartis, Pfizer e Sanofi, in una competizione sempre più serrata. Tantissime sono state poi le “new entry” e le conferme fra i vincitori delle diverse categorie, a riprova di un grande fermento, sul fronte del digitale, da parte dei protagonisti dell’healthcare. “Nel 2016 abbiamo suggerito una sorta di roadmap per realizzare questi obiettivi. Abbiamo infatti individuato nell’innovazione e in una compiuta implementazione i requisiti imprescindibili per un’offerta di servizi digitali di reale impatto nel mondo dell’healthcare”, dichiara l’ad di Hps-Aboutpharma Stefania Ambra.

2017: arrivano le startup

Il 2017 è stato importante per due motivi. Il primo ha riguardato Msd. I tetracampioni della categoria Best digital company hanno lasciato lo scettro a Janssen e si sono dovuti “accontentare” dell’ex aequo con Sanofi per la categoria Best social company. La seconda novità ha riguardato le startup che per la prima volta hanno fatto il loro ingresso nella manifestazione, la cui cerimonia è avvenuta al teatro Litta di Milano. A trionfare è stata Carepy nella sezione “miglior progetto startup”. Ma l’evento dello scorso anno è stato anche contraddistinto dal più alto numero di progetti presentati, 167.

2018: l’edizione della grande bellezza

L’evento di quest’anno si terrà a Roma. Ci si sposterà nella capitale d’Italia nella sede di Spazio Novecento. Come da tradizione, il 25 ottobre, in un’elegante serata di gala, saranno presentati i progetti selezionati da una giuria di esperti. Anzi due. Perché come sempre i Digital Awards si basano sul giudizio di ben due gruppi di scrutinatori. Quella tecnica e quella istituzionale. La prima composta da docenti universitari, esperti di digitale e di processi di innovazione. La seconda formata da rappresentanti di istituzioni pubbliche e private nel settore healthcare. Ma c’è una new entry nelle categorie. Il wellness, sottocategoria del cluster “Progetti rivolti alla persona”. Focus sul benessere della persona e soprattutto alla prevenzione delle patologie. L’industria healthcare si spende molto nel promuovere politiche e abitudini atte a migliorare la qualità della vita delle persone soprattutto per evitare disturbi e complicazioni future. Sarà dato spazio a progetti che permettano una maggiore consapevolezza del proprio benessere e che migliorino la prevenzione.

Come seguire l’evento: #digitalawards2018

L’edizione 2018 potrà essere seguita in diretta. Per chi vorrà ci sarà la possibilità di vedere la cerimonia di premiazione in streaming (qui), ma anche attraverso numerosi canali social. #digitalawards2018 è l’hashtag ufficiale dell’evento attraverso il quale verrà raccontata la serata di gala su Facebook, Twitter, Linkedin e quest’anno, per la prima volta, anche su Instagram.