Interpol, scovate 500 tonnellate tra farmaci e device illeciti venduti online

L'operazione Pangea XI ha portato alla chiusura di numerosi siti web e all'arresto oltre 850 persone. L'indagine è stata condotta grazie al supporto delle agenzie di controllo e regolatorie di vari Paesi nel mondo, nonché all'aiuto di Facebook e Twitter

Salute

Sono state scovate 500 tonnellate di farmaci illeciti venduti online. Lo ha dichiarato l’Interpol in un comunicato diramato il 23 ottobre a seguito dell’operazione Pangea XI. I Paesi coinvolti sono 116 per un totale di 465 siti internet.

Operazione globale

Nel mirino della polizia internazionale ci sono oppioidi, antitumorali e device. L’ammontare del valore totale si aggira intorno ai quattordici milioni di dollari. Anche la Fda ha collaborato alle indagini e ha inviato sette warning letters in cui sono descritti i siti che hanno violato il Fd&c act (Federal food, drug, and cosmetic act). I destinatari, come rivela Raps, Farma Glow, Discount Pharmacy, Store Pills Network and RxAff. Gli investigatori sono riusciti a risalire a circa 500 tonnellate di farmaci e a 11 mila device. L’operazione condotta tra il 9 e il 16 ottobre 2018 ha portato inoltre all’arresto 859 persone. Tuttavia, precisa il segretario generale dell’Interpol Jürgen Stock che rispetto alla precedente operazione sono stati trovati meno medicinali. L’obiettivo, precisano, è comunque stato raggiunto.

I prodotti illeciti

L’Interpol specifica nel dettaglio quali sono i prodotti illeciti. Antiinfiammatori, antidolorifici, pillole per la disfunzione erettile, sedativi e ipnotici, steroidi anabolizzanti, antiretrovirali e trattamenti per parkinson e diabete. Per i dispositivi medici si trovano siringhe, strumenti chirurgici, lenti a contatto e apparecchi acustici.

Il network

“I gruppi criminali distribuiscono prodotti sempre più piccoli per evitare meglio i controlli”, spiega Stock. Le autorità polacche hanno scovato pillole contraccettive illegali all’interno di scatole per Dvd. In Irlanda, invece, all’interno di libri. Il trucco sta tutto nel far passare il prodotto per un altro. Un esempio arriva dall’ibuprofene. Più di quattro milioni di pillole sono state rinvenute in Argentina dopo essere state dichiarate in altro modo e in Gran Bretagna è avvenuta una cosa simile con 150 mila sonniferi. In questo caso specifico i medicinali erano mimetizzati tra vestiti e cibo. In Macedonia, invece, sono stati recuperati 737 strumenti per la chirurgia cardiaca di dubbia funzionalità.

La collaborazione internazionale

Ma il tutto è stato possibile grazie a una sinergia tra Interpol e autorità nazionali. In Macedonia ha giocato un ruolo rilevante la Customs administration, mentre altrove è stato possibile avvalersi anche di organismi internazionali. Customs organization (Wco), il Forum internazionale permanente per i crimini farmaceutici (Pfipc), Heads of medicines agencies working group of enforcement officers (Wgeo), Europol, l’Istituto per la sicurezza farmaceutica (Psi). Curioso e interessante anche l’appoggio delle grandi aziende social come Twitter e Facebook e le compagnie di pagamenti bancari con cui sono stati analizzati profili social e transazioni finanziarie. “Internet è diventata la maggiore risorsa per trovare medicinali contraffatti”, ha detto Derek Fitzgerald, manager della compliance di Medsafe, l’autorità per la sicurezza di dispositivi medici e farmaci della Nuova Zelanda.