Regione Lombardia, attivato un bando da 70 milioni per la ricerca

L'iniziativa è destinata a organismi di ricerca, università e imprese aggregati in forma di partenariati, composti da un minimo di tre soggetti a un massimo di otto. Di questi almeno una Pmi e un ente di ricerca. L'apertura è prevista a gennaio e la chiusura a marzo 2019

Al via un bando da 70 milioni di euro destinato a organismi di ricerca, università e imprese aggregati in forma di partenariati, composti da un minimo di tre soggetti a un massimo di otto. Di questi almeno una Pmi e un ente di ricerca. Lo ha presentato il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, innovazione, università, export e internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala.

I contributi per le piccole, medie e grandi aziende

I contributi del bando, sia per attività di ricerca industriale che di sviluppo sperimentale, sono al 60% delle spese ammesse per le piccole imprese. Al 50 per le medie e al 40 per le grandi e organismi di ricerca. L’agevolazione concessa per singolo partenariato non potrà essere superiore a cinque milioni di euro.

Sette aree di riferimento

La “call hub ricerca e innovazione” prevede il finanziamento di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in sette aree di specializzazione: aerospazio, agroalimentare, eco-industria, industrie creative e culturali, industria della salute, manifatturiero avanzato e mobilità sostenibile. “Stimiamo di generare 140 milioni di euro su progetti di ricerca e innovazione – ha commentato Sala – visto che le imprese coprono i costi al 50%. I progetti muoveranno investimenti pari a 1,4 miliardi, l’equivalente dello 0,5% del Pil della Lombardia”.

Il concorso

“È un bando innovativo che aprirà a gennaio – ha detto ancora Sala – e si chiuderà a fine marzo. Il termine massimo per l’avvio dei progetti è a 30 mesi. Premiamo le eccellenze, le idee che abbiamo nelle università, nei centri di ricerca e nelle aziende – ha concluso – in linea con la nostra impostazione che vede in primo piano il trasferimento tecnologico”. I principali obiettivi strategici della misura sono tre. In primo luogo, facilitare le relazioni tra università, imprese, centri di ricerca e cittadini e la messa a sistema delle competenze strategiche e delle eccellenze presenti sul territorio.

Gli hub territoriali

Ma l’idea è quella di promuovere gli hub territoriali con proiezione internazionale. Da una parte questi partenariati integrano ricerca, innovazione e istruzione e, dall’altra, prevedono forme di coinvolgimento degli utilizzatori finali. L’altro elemento strategico consiste nella promozione dello sviluppo duraturo e sostenibile e della crescita competitiva. Il tutto attraverso il potenziamento delle dotazioni materiali e infrastrutturali della ricerca e innovazione per la maturazione tecnologica e il trasferimento tecnologico e delle conoscenze.