Infezioni nel sito chirurgico, costano oltre otto miliardi di euro all’anno

Petrosillo (Istituto nazionale malattie infettive): "Secondo i dati di uno studio di prevalenza eseguito dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dopo quella respiratoria, l’infezione più frequente, tra quelle associate alle procedure assistenziali, è quella del sito chirurgico". *In collaborazione con Giava

“Secondo i dati di uno studio di prevalenza eseguito dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, dopo quella respiratoria, l’infezione più frequente, tra quelle associate alle procedure assistenziali, è quella del sito chirurgico. Il costo per ognuna varia da 10 mila a 30 mila euro, a seconda del tipo. Quello annuo tra i 3,2 e gli 8,6 miliardi di euro, con una mortalità da 2 a 15 volte superiore tra i pazienti che la contraggano”. Lo ha detto Nicola Petrosillo dell’Istituto nazionale malattie infettive a margine di un convegno svoltosi a Roma e organizzato dall’Osservatorio sanità e salute per ridurre le infezioni del sito chirurgico e migliorare la gestione dell’emostasi in chirurgia.

L’importanza delle evidenze scientifiche

“Oggi le principali agenzie sanitarie internazionali, per la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico raccomandano l’applicazione di quelle misure la cui efficacia è riconosciuta attraverso evidenze scientifiche. Tali evidenze – continua Petrosillo – vanno utilizzate nella gestione preoperatoria del paziente (evitare le rasature della cute per togliere i peli, trattare eventuali infezioni esistenti, preparare la cute prima dell’incisione con antisettici di dimostrata efficacia), intraoperatoria (corretta profilassi antibiotica perioperatoria, evitare temperature corporee troppo basse durante l’intervento e garantire livelli glicemici adeguati) e postoperatoria. Queste misure vanno associate a una asepsi assoluta sul campo operatorio e un’igiene del personale operatoria massimale”, ha aggiunto”.

Gestire le emorragie

“Nella sicurezza e nella qualità delle cure, in ambito chirurgico la prevenzione delle emorragie è fondamentale. Oltre ad aumentare la morbosità e la mortalità (dallo 0,5 al 20%) tra i pazienti operati, le emorragie gravano economicamente con costi oscillanti tra i 40 mila e i 50 mila euro per singolo caso complicato”, ha concluso Petrosillo. La giornata di lavoro si è conclusa con l’intervento di Vittorio Sgarbi con una lectio magistralis sulle epidemie nell’arte pittorica.

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