Aderenza terapeutica, quando non funziona costa 11 miliardi di euro

Le evidenze arrivano dall'incontro  ‘Territorio bene comune’ nell’ambito di Glocal Salute durante il Festival del giornalismo locale a Varese organizzato da Inrete

Quando c’è scarsa aderenza terapeutica o c’è inefficienza della presa in carico di un paziente cronico c’è uno spreco in sanità di 11 miliardi. Le evidenze arrivano dall’incontro  ‘Territorio bene comune’ nell’ambito di Glocal Salute durante il Festival del giornalismo locale a Varese organizzato da Inrete.

I dati di Iqvia

Secondo l’analisi di Iqvia, solo il 41% dei pazienti affetti da una patologia cronica è in cura e l’aderenza media alla terapia è del 45%. La percentuale sale al 60% tra la popolazione anziana (oltre i 65 anni) dove si rileva una scarsa qualità dell’interazione e dell’ascolto in oltre il 30% dei casi. L’introduzione di Antonella Levante, senior principal Iqvia, ha ricordato anche che la scarsa aderenza e un processo di presa in carico dei pazienti non ottimizzato causano circa 11 miliardi di spesa sanitaria aggiuntiva a livello nazionale. Uno spreco evitabile sfruttando meglio le opportunità della digitalizzazione e dei big data in ambito sanitario. Carlo Salvioni, senior director Iqvia, ha completato le evidenze offerte alla discussione degli amministratori regionali sottolineando il ruolo della Lombardia nell’ambito della ricerca clinica. La regione concentra importanti centri di eccellenza (clinica e gestionale) che consentono di trattare pazienti con terapie d’avanguardia.

Il rischio di rimanere indietro

L’Italia perde tuttavia terreno in ambito europeo in area clinical trial con effetti negativi anche sull’accesso alla innovazione. Le analisi Iqvia mostrano un significativo ritardo nell’immissione di nuovi farmaci rispetto alla media europea.
Gli spunti sono stati commentati da Emanuele Monti, Presidente commissione sanità della Lombarda e Margherita La Rocca Ruvolo, presidente commissione salute della Sicilia.