Novartis-Sandoz, si pensa a una possibile separazione

Niente di sicuro, ma è un'idea che il ceo Vas Narasimhan ha condiviso con gli investitori della multinazionale svizzera. L'obiettivo è rendere la controllata più snella e dinamica sul mercato dei generici

Si pensa a una possibile separazione in casa Novartis. Infatti Vas Narasimhan, ceo della multinazionale svizzera, ha reso nota la possibilità di rendere indipendente l’affiliata Sandoz.

Processo di trasformazione

L’operazione è da tempo nell’aria. Basti pensare che a settembre 2018 la compagnia di Basilea ha trovato accordo di vendita di parte del portfolio della sua controllata all’indiana Aurobindo. Narasimhan non ha mai nascosto di voler fare della sua azienda un punto di riferimento nella medicina di precisione nel settore oncologico e quindi liberare fette di business che non rientrano in questo progetto. Inoltre, sempre di recente, l’azienda si è mossa anche con acquisizioni e licenziamenti (area R&S).

Maggiore autonomia per Sandoz

Il portavoce dell’azienda Sreejit Mohan ha dichiarato a Reuters che si vuole dare maggiore libertà di movimento a Sandoz, rendendola un soggetto indipendente sul mercato mondiale dei generici. Tra l’altro la controllata sta affrontando momenti difficili sul mercato americano e una soluzione di questo tipo la renderebbe più agile. Infatti la pressione della Casa Bianca sulla questione dei prezzi sta rimettendo in dubbio alcune scelte di mercato e l’autonomia potrebbe favorire scelte mirate sul lancio di nuovi prodotti. Per esempio, Sandoz di recente ha deciso di richiedere l’approvazione alla Fda per la genericazione di rituximab (tumori e artrite reumatoide) di Roche del valore di mercato di circa sette miliardi all’anno.