Genetica, contro l’Hiv annunciati in Cina test sul Dna

Lo scienziato He Jiankui ha lavorato alla modificazione del Dna sui feti di due gemelline nate con inseminazione artificiale. L'obiettivo finale del lavoro sarebbe stato quello di riprodurre una maggiore resistenza contro il virus dell'Aids che già esiste naturalmente in alcuni individui

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Annunciati test sul Dna per far fronte all’Hiv. Anzi più precisamente dalla Cina arriva la notizia che sono stati creati i primi essere umani geneticamente modificati, ossia due gemelline nate nel mese di ottobre 2018 il cui Dna sarebbe stato modificato per riscrivere il proprio codice genetico.

La sperimentazione

A dar conferma o comunque a non smentire le voci di questa sperimentazione, ci sarebbe anche uno scienziato americano che avrebbe collaborato con He Jiankui. Negli Usa questa tecnica di genoma-editing è vietata in quanto non sembra esserci certezza che queste modifiche non intacchino o danneggino altri geni. Le polemiche non sono mancate. Stando ad Ap sarebbero stati alterati gli embrioni di sette coppie durante i trattamenti di fertilità. L’obiettivo finale sarebbe stato quello di migliorare la resistenza ai virus dell’Hiv.

Le gemelline

La madre delle due sorelline ha iniziato una gravidanza con fecondazione in vitro, tuttavia dopo la fertilizzazione artificiale è stata applicata la tecnologia Crispr/Cas9. In questo modo si è lavorato direttamente sul genoma per renderlo resistente alle infezioni da Hiv. La base di partenza, secondo lo scienziato cinese, è una componente naturale che alcune persone già presentano nel proprio codice genetico. In sostanza alcuni individui già hanno in loro una resistenza genetica alla patologia e tutto ciò che è stato fatto nei laboratori cinesi è stato quello di riprodurre artificialmente questa caratteristica.

La questione etica

C’è cautela nell’ambiente accademico e scientifico. Manca una pubblicazione da parte del ricercatore e la stessa Southern University of science
and technology di Shenzhen ha dichiarato di essere completamente all’oscuro di tutto e che He Jiankui sarebbe addirittura in aspettativa fino al 2021. La pesante accusa che piove sul docente ha a che vedere con comportamenti al limite del lecito e dell’etico, secondo l’università e altri rappresentanti della comunità scientifica. La stessa università ha detto di essere pronta a fare chiarezza sulla vicenda