Startup, ecco i vincitori di Open Accelerator 2018

La terza edizione del programma ha premiato quattro startup nelle aree terapeutiche del Sistema nervoso centrale e del Respiratorio con investimenti fino a 100 mila euro e la possibilità di avviare una partnership con Zambon

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Una sfera per ridurre il tremore essenziale delle mani e permettere ai pazienti di svolgere in tranquillità le attività quotidiane; scarpe con un dispositivo integrato che monitora l’andamento motorio dei pazienti affetti dal morbo di Parkinson e fornisce al medico specialista la possibilità di aggiustare la terapia ed evitare dannose cadute; uno stetoscopio digitale collegato allo smartphone che rileva i suoni dei polmoni e prevede le esacerbazioni; un test del sangue per la diagnosi precoce della Sclerosi Multipla. Sono questi i vincitori della terza edizione di Open Accelerator che hanno ricevuto un investimento seed, la possibilità di avviare una parternship strategica con Zambon e servizi consulenziali e legali per facilitare il loro ingresso sul mercato.

I vincitori

I vincitori sono quattro. Prindex ossia un test del sangue per la diagnosi precoce Sclerosi multipla, non invasivo, basato su un semplice prelievo di sangue – Università Federico II, Napoli. Investimento seed di 100 mila euro. Vilimball cioè un dispositivo terapeutico a forma di sfera in grado di ridurre temporaneamente il tremore essenziale delle mani. Il paziente, tenendolo tra le mani per pochi minuti, può ricevere sollievo temporaneo da questo disturbo avendo la possibilità di svolgere attività quotidiane – Lithuanian University of Health Sciences, Kaunas, Lithuania. Investimento seed di 50 mila euro e partnership engagement di Zambon.

Mobile GaitLab ovvero sensori di movimento per pazienti che soffrono di Parkinson integrati in scarpe ortopediche che registrano continuamente dati sull’andatura del paziente dei quali il neurologi può tenere traccia tramite un’app – Universität Erlangen, Nürnberg, Germania.
Investimento seed di 50mila euro e partnership engagement di Zambon. LungPass, uno stetoscopio digitale che, combinato a un’applicazione basata sul machine learning, permette ai pazienti che soffrono di Bpco di monitorare da remoto i suoni dai polmoni e tenere traccia delle loro condizioni per prevenire le esacerbazioni – Minsk, Bielorussia. Investimento seed di 30 mila euro e partnership engagement di Zambon.

Le startup vincitrici avranno, inoltre, la possibilità di utilizzare gli spazi di OpenZone gratuitamente per un anno. Infine, alla camerunense Diagnos, protagonista di un fast track speciale per la progettazione di un’app che mette in contatto pazienti e specialisti da remoto, è stato riconosciuto un premio speciale di 10 mila euro.

La palestra Open Accelerator

“Il programma si svolge in OpenZone dove la scienza viene messa in contatto diretto l’industria”, afferma Elena Zambon, presidente della società omonima. “Abbiamo focalizzato questa edizione sulle malattie neurodegenerative e respiratorie per mettere a disposizione il nostro network e le nostre competenze. È così che possiamo promuovere imprenditorialità di valore cercando di anticipare il futuro”.

L’accelerazione per le startup

“L’innovazione va premiata e continuamente alimentata del corretto supporto di competenze. Per questo abbiamo studiato un percorso di accelerazione su misura per ogni startup”, continua Giovanni Rizzo, Chief of innovation division, Zcube. “Nel campo delle Scienze della Vita sono tante le professionalità e le competenze che bisogna mettere insieme e in questo senso un programma come Open Accelerator assume grande importanza. Grazie al supporto di Zambon, al contributo di un network globale di mentor, collaboratori, advisor e tutor sono state offerte alle startup le conoscenze specifiche e multidisciplinari per avere successo. Una novità importante è che tre delle startup premiate avranno la possibilità di avviare una partnership strategica direttamente con Zambon”.