Premio Merck in Neurologia, ecco i vincitori della terza edizione

Sono due i progetti vincitori di quest'anno Ramsai e h-Address che sviluppano soluzioni per migliorare la qualità di vita dei pazienti. A loro un premio in denaro di 40 mila euro ciascuno

ocrelizumab

Merck ha annunciato oggi i vincitori della III edizione del Premio Merck in Neurologia, patrocinato, anche quest’anno, dalla Società Italiana di Neurologia (Sin). L’edizione 2018 ha avuto come tema centrale il miglioramento della qualità di vita della persona con Sclerosi multipla (Sm) in ambito lavorativo o relazionale. A ciascuno dei progetti vincitori verrà dato un finanziamento di 40 mila euro.

I progetti vincitori

Sono due i progetti scelti. Ramsai (Remote assistant for multiple sclerosis associated issues) e h-Address (Hybrid Bci to access digital devices for people with multiple sclerosis). Ramsai è stato ideato  ideato Gloria Dalla Costa dell’ospedale San Raffaele di Milano per sviluppare un agente di conversazione automatizzato (un chatbot simile a Siri) che fornisca assistenza ai pazienti con Sm. Ramsai fornirà questo supporto nel formato di brevi conversazioni quotidiane che facilitino la riduzione dell’ansia correlata alla patologia stessa. Verrà creata un’app di messaggistica istantanea utilizzabile su dispositivo desktop o mobile. Il chatbot implementerà algoritmi di elaborazione del linguaggio naturale per analizzare le richieste degli utenti. Verranno fornite informazioni sulla Sm, feedback sul decorso della patologia, informazioni sulla gestione dell’ansia attraverso conversazioni basate sulla terapia cognitivo-comportamentale, reminder sui farmaci e aiuto nella gestione delle emergenze.

Il progetto h-Address, elaborato da Donatella Mattia, Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma, prevede, invece, la realizzazione di un ausilio tecnologico che integri le più avanzate soluzioni di tecnologie assistite con la tecnologia delle interfacce cervello-computer. Vuole quindi offrire alle persone con Sm un accesso personalizzato e adattabile ai mezzi di comunicazione (pc, tablet, cellulare) in modo da supportarle in tutte le fasi di progressione della malattia. Grazie al coinvolgimento di un team di ricerca multimediale, questo sistema verrà disegnato in base alle necessità e capacità dell’utente, valutando ad esempio le sue difficoltà visive e il grado di familiarità con tecnologie informatiche.