Tumore al polmone avanzato, la Fda approva nuova combinazione di chemio e immunoterapia

L'Agenzia statunitense ha approvato atezolizumab in combinazione con bevacizumab, paclitaxel e carboplatino, per il trattamento di prima linea del tumore al polmone metastatico, non squamoso, non a piccole cellule, senza mutazioni tumorali Alk o Egfr

Nuova combinazione di chemio e immunoterapia per il trattamento del tumore al polmone metastatico. Lo scorso 6 dicembre la Food and drug administration ha approvato l’anticorpo monoclonale anti PD-1 atezolizumab (Tecentriq di Roche) in combinazione con bevacizumab (che blocca la crescita di nuovi vasi sanguigni), paclitaxel e carboplatino (due chemioterapici) per il trattamento di prima linea del tumore al polmone metastatico, non squamoso, non a piccole cellule (NSq Nsclc), senza mutazioni tumorali Alk o Egfr. La dose raccomandata di atezolizumab è 1200 mg per via endovenosa per 60 minuti ogni 3 settimane.

“Il regime terapeutico ha dimostrato un significativo beneficio in termini di sopravvivenza nel trattamento iniziale del tumore al polmone non a piccole cellule metastatico” ha sottolineato Sandra Horning, Chief medical officer di Roche, che attualmente ha 9 trial di fase III in corso su atezolizumab nel tumore al polmone, da solo o in combinazione con altre terapie.

Lo studio IMpower150

L’approvazione è giunta in seguito ai dati dello studio IMpower150 (NCT02366143), a tre bracci, randomizzato (1: 1: 1), in aperto. Il trial ha arruolato 1202 pazienti che hanno ricevuto il trattamento di prima linea per il Nsclc metastatico NSq. L’ottantasette percento dei pazienti (1045) non aveva mutazioni tumorali Egfr o Alk. Lo studio è stato progettato per confrontare ciascuno dei bracci contenenti atezolizumab con il braccio di controllo. I pazienti, randomizzati, hanno ricevuto: atezolizumab, carboplatino, paclitaxel e bevacizumab (regime con quattro farmaci); Atezolizumab, carboplatin e paclitaxel (regime con tre farmaci); Carboplatino, paclitaxel e bevacizumab (controllo).

Dopo il completamento di 4 o 6 cicli di carboplatino e paclitaxel, i pazienti appartenenti al gruppo in trattamento con 4 farmaci e gruppo controllo, hanno continuato a ricevere bevacizumab e hanno continuato a ricevere atezolizumab nei due bracci sperimentali fino alla progressione della malattia o alla tossicità inaccettabile. Le principali misure di efficacia erano la sopravvivenza globale (Os) e la sopravvivenza libera da progressione (Pfs).

I risultati clinici

Tra i pazienti con Nsclc NSq senza una mutazione Egfr o Alk, la sopravvivenza globale mediana stimata era di 19,2 mesi per i pazienti trattati con 4 farmaci e di 14,7 mesi per quelli trattati con carboplatino, paclitaxel e bevacizumab (hazard ratio [HR] 0,78; 95% CI: 0,64, 0,96, p = 0,016). La sopravvivenza libera da progressione mediana stimata era di 8,5 mesi per i pazienti trattati con il regime a 4 farmaci e di 7,0 mesi per quelli nel braccio di controllo (HR 0,71, IC 95% 0,59, 0,85, p = 0,0002). I tassi di risposta complessivi erano del 55% nel braccio con 4 farmaci e del 42% nel braccio di controllo.

Non sono state osservate differenze significative tra Os intermedio o Pfs finale tra il braccio con 3 farmaci e il braccio di controllo. Atezolizumab è stato sospeso per reazioni avverse nel 15% dei pazienti; la reazione avversa più comune con conseguente interruzione di atezolizumab è stata la polmonite (1,8%).