Università Bicocca e Asst Monza: un accordo per promuovere la ricerca

Firmato un accordo triennale tra i due enti per la promozione di attività di ricerca e sperimentazione clinica svolte da personale universitario e medici ospedalieri, attraverso la condivisione di strutture e competenze. Obiettivo rendere il sistema lombardo sempre più competitivo in Europa

Università Bicocca e Asst di Monza

Un accordo per promuovere la ricerca, a iniziare dalla Lombardia. È quanto hanno stipulato l’Università Bicocca e l’Asst di Monza (Azienda socio sanitaria territoriale), con l’obiettivo di sostenere le attività dei ricercatori in ambito sanitario, dalla gestione dei progetti all’individuazione delle opportunità di finanziamento fino alla partecipazione ai bandi. La partnership, della durata di tre anni, definisce una nuova forma di collaborazione per le attività di ricerca e sperimentazione clinica svolte da personale universitario e/o da medici ospedalieri. Un modello che potrebbe essere di riferimento per tutta la regione, per rendere il sistema lombardo sempre più competitivo in Europa.

Un modello innovativo

“Questo accordo rappresenta un eccellente risultato di solida collaborazione e scambio di virtuose competenze” ha affermato il rettore dell’Università degli studi di Milano-Bicocca Cristina Messa. “Da una forte partnership formativa oggi nasce anche un accordo per valorizzare la ricerca e la sperimentazione clinica in ambito ospedaliero, con particolare attenzione al trasferimento dei risultati. Speriamo che questa convenzione sia presa come modello innovativo, capace di coniugare al meglio assistenza, formazione e ricerca, per un continuo miglioramento delle conoscenze e delle cure”.

Promotori della ricerca

L’accordo mira, al di là della promozione della attività, a offrire un supporto operativo e logistico ai ricercatori, talvolta soli nello sviluppo dei loro progetti. La ricerca no-profit, finalizzata, per definizione, al miglioramento della pratica clinica, porterà a un conseguente miglioramento della qualità delle prestazioni sociosanitarie erogate dall’Asst. L’Ateneo assume dunque il ruolo di promotore della ricerca no profit svolta in ambito ospedaliero. Con l’obiettivo di promuovere quantitativamente e qualitativamente le sperimentazioni cliniche sfruttando le competenze presenti in Università relative alla ricerca di bandi, al supporto allo sviluppo e alla gestione delle attività di ricerca e al trasferimento e la valorizzazione dei suoi risultati.

Sinergia

“Presso la Asst di Monza realizzazione e lo svolgimento delle sperimentazioni sono diventati sempre più complessi e di sempre più difficile gestione – ha aggiunto il direttore generale Matteo Stocco – in particolare per quanto concerne alcune funzioni, quali il supporto allo sviluppo e implementazione dei protocolli di ricerca. Esse rappresentano un ambito strategico da sviluppare poiché utili a mantenere e aumentare la qualità anche dell’offerta socio sanitaria di alta specializzazione, in un’ottica di continua crescita e sviluppo, in un ambito sinergico tra Asst e Università”.

Un modello di riferimento

La sinergia dei due enti, finora eccellente sul piano della formazione di nuove generazioni di clinici e di professionisti della sanità – ribadita da una convenzione quinquennale sottoscritta da entrambi un anno fa – esce rafforzata da quest’accordo che potrebbe diventare un modello di riferimento anche per altre Asst lombarde che mirino a una maggiore integrazione con l’università nello sviluppo della ricerca, imboccando l’unica strada possibile per poter competere nell’ambito della ricerca sanitaria a livello europeo.

Un volano per la ricerca scientifica

“La collaborazione tra il mondo universitario e quello ospedaliero genera un volano per la ricerca scientifica che rappresenta un orgoglio per Regione Lombardia” ha concluso Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, innovazione, università, export e internazionalizzazione delle imprese. “Sosteniamo fortemente la partnership tra enti e istituzioni per promuovere le sperimentazioni scientifiche grazie alle competenze in ambito ospedaliero e universitario, attraverso un lavoro di squadra che consente di raggiungere obiettivi sempre più grandi”.