Veterinaria, dati in calo per gli antimicrobici alimentari nel 2017

La distribuzione e vendita per prodotti di questo tipo nel mercato domestico americano è calata del 33% nel 2017 e del 43% rispetto al 2015, anno di picco. Dal 2009, anno della prima edizione del rapporto, il calo complessivo è stato del 28%

Zoppia equina

La Food and drug administration ha pubblicato un report in cui si evidenzia il fatto che tra il 2016 e il 2017 c’è stato un calo nelle vendite interne agli Usa per gli antimicrobici nei cibi per animali. La distribuzione e vendita per prodotti di questo tipo è calata del 33% nel 2017 e del 43% rispetto al 2015, anno di picco. Dal 2009, anno della prima edizione del rapporto, il calo complessivo è stato del 28%.

L’andamento

La Fda ci tiene a precisare che i dati non rilevano il tasso di utilizzo di questi prodotti, bensì l’andamento del mercato domestico americano che può dare delle indicazioni di massima. Il calo può avere diverse motivazioni. Sicuramente uno delle più importanti è l’effetto delle politiche di contrasto all’abuso degli antibiotici per ridurre gli effetti dell’antibioticoresistenza. Per esempio la tetraciclina, che rappresenta il prodotto che ha più volumi di vendita (3 mila tonnellate nel 2017) è calato del 40% tra il 2016 e il 2017. In totale il mercato Otc è calato da 8 mila tonnellate nel 2016 a 271 tonnellate durante il 2017.

Gli usi

Tornando ai vari elementi utilizzati nella produzione di cibo per animali, il grosso del mercato domestico americano è coperto dalla tetraciclina (64%). La penicillina è la seconda (12%) e i macrolidi si posizionano sul terzo gradino del podio (8%). Seguono i sulfamidici e aminoglicosidi (5%), i lincosamidi (3%) e le cefalosporine e fluorochinoloni (1%). Il grosso dell’uso riguarda il bestiame (42%) e il 36% per i maiali. Poi ci sono i tacchini che coprono appena il 12% del range di destinatari di questi prodotti. A chiudere la classifica ci sono i polli e altri con solo il 5%. Per il bestiame le sostanze più usate sono le cefalosporine (80%) e i sulfamidici (72%). Seguono aminoglicosidi e le tetracicline. Per i suini sono più usati i lincosamidi (40%) e i macrolidi. La penicillina per oltre il 60% è destinata ai tacchini.