M&A, Eli Lilly acquisisce Loxo Oncology per otto miliardi

La casa farmaceutica americana irrobustisce il proprio portfolio oncologico, ma questa operazione non è l'unica di peso nel settore. Di recente ha tenuto banco anche l'accordo tra Bms e Celgene

nerviano medical sciences

Il 2019 inizia ingranando la quinta con vari accordi di peso in ambito oncologico come l’accordo per acquisire Celgene da parte di Bristol-Myers Squibb per 74 miliardi di dollari o la più recente di Eli Lilly che fa sua Loxo Oncology per otto miliardi di dollari. Proprio come il 2018 (anch’esso iniziato bene per le M&A) il nuovo anno parte con grandi operazioni all’orizzonte.

Eli Lilly si rafforza

La casa farmaceutica americana sborsa 8 miliardi di dollari per irrobustire il proprio portafoglio di prodotti anti-cancro. Gli azionisti di Loxo riceveranno 235 dollari per azione in contanti. L’intesa è l’ultima in ordine temporale. Di recente, infatti, ha tenuto banco il matrimonio tra Bristol-Myers Squibb e Celgene.

Nuovo attore sulla scena biofarmaceutica: Bms acquisisce Celgene

I due consigli di amministrazione di Bms e Celgene hanno già dato parere positivo e si attende ora l’approvazione da parte degli azionisti e organi regolatori. Le condizioni per l’ok, tuttavia, ci sono tutte. L’acquisizione per 74 miliardi di dollari, sarà tra le maggiori della storia nel settore pharma. I due gruppi puntano alla chiusura entro il terzo trimestre del 2019. Nei corridoi delle due società si parlava da tempo di questo accordo anche perché c’è in programma il lancio di nuovi prodotti entro i prossimi due anni. La quote del nuovo colosso che si affaccerà sui mercati nel 2019 saranno ripartite come segue: 69% a Bms, 31% a Celgene. L’obiettivo di questa operazione è quello di smuovere le acque nel settore dei trattamenti antitumorali e malattie immunologiche e creare un nuovo attore sulla scena internazionale con una capitalizzazione che si aggira intorno ai 130 miliardi di dollari. Possibile, secondo gli analisti, che questa operazione possa portare a ulteriori acquisizioni di peso nel campo oncologico lungo tutto il 2019.

Il 2019 all’insegna dell’oncologia

Ma è tutto il settore in fermento. Anche Teva e Sanofi si stanno muovendo in questo senso. In Israele, l’azienda di bandiera Teva sta pensando di cedere l’unità Oncotest che commercializza prodotti diagnostici per test genetici in ambito oncologico. Ma oltre a ciò la compagnia sta puntando anche a creare una joint venture e sta tastando il terreno della diagnostica con quattro gruppi farmaceutici sia per quanto riguarda la vendita sia per creare, appunto, una partnership di lunga durata e rafforzarsi così sul mercato. Sempre nei primi giorni dell’anno Sanofi ha stretto un nuovo accordo con la biotecnologica tedesca BionTech. L’accordo è la naturale prosecuzione di una cooperazione avviata nel 2015 e che vede ora la un investimento di 80 milioni in azioni facendo sì che Sanofi diventi uno degli azionisti di punta di BionTech. Oltre a ciò le due società hanno stretto un ulteriore accordo per la sperimentazione clinica di nuove immunoterapie.