M&A, gli scenari possibili nel 2019

Alcune ipotesi e previsioni sulle operazioni di acquisizioni e fusioni a livello internazionale per il 2019. Per quest'anno ci si aspetta un +7% di fusioni

M&A

Non è facile prevedere cosa accadrà nel 2019. Il sito del Nasdaq comunque ha provato a dare delle indicazioni e ha elencato le aziende che potrebbero essere nel mirino di future acquisizioni.

Possibili target

La prima è Biomarin che con i suoi farmaci orfani e una robusta pipeline per le malattie rare potrebbe entrare negli appetiti di Gilead, Amgen e Roche. Nel campo della fibrosi cistica c’è Vertex che con la sua combinazione tezacaftor/ivacaftor (approvata negli Usa e in Europa nel 2018) potrebbe allettare molte aziende attive in quest’area. Secondo gli analisti una delle aziende potenzialmente interessate è Pfizer. Altra azienda interessante da monitorare potrebbe essere Incyte intorno alla quale, rileva il sito del Nasdaq, si aggirano Gilead, Amgen e Bms (fresca quest’ultima dell’acquisizione di Celgene). Incyte, infatti, ha visto approvata una terapia per due rare malattie del sangue, la policitemia vera e la mielofibrosi senza considerare un altro importante farmaco contro l’artrite reumatoide, baricitinib, disponibile sia negli Usa che in Europa. Un mercato interessante che potrebbe valere circa 14 miliardi di dollari.

Con farmaci approvati per tre malattie ultrarare (emoglobinuria parossistica notturna, sindrome uremica emolitica atipica e miastenia gravis generalizzata), anche Alexion Pharmaceutical può essere una delle aziende appetibili da Big Pharma. Per il business stimato di circa 25 miliardi Roche, Pfizer e Novartis potrebbero anche farsi avanti. Infine c’è Alnylam che seppur più piccola delle altre, ha ottenuto buoni risultati con il suo patisiran nel trattamento dell’amiloidosi ereditaria mediata dalla transtiretina (amiloidosi hATTR) nei pazienti adulti con polineuropatia allo stadio 1 o 2. Pare che Sanofi possa mostrare interesse.

Le previsioni di Baker McKenzie: +7% nel 2019 di fusioni

Il 2019 potrebbe essere l’anno buono per le fusioni. Secondo una ricerca di Baker McKenzie pubblicata su “Oxford economics” e resa nota dalla Cnbc, le operazioni di questo tipo aumenteranno del 7% salendo a 331 miliardi di dollari di valore. Previsto, quindi, il segno più dopo il -5% del 2018. Nel computo finale non sono considerate le acquisizioni di Eli Lilly e Bms. Dal punto di vista geografico a trainare la crescita saranno soprattutto Usa e Asia (con il Giappone in testa). Meno bene l’Europa dove lo spettro Brexit pende come una spada di Damocle e il nuovo regolamento sulla privacy, varato dall’Ue nel 2017, potrebbe compromettere, secondo il partner di Baker McKenzie Hideo Norikoshi, ulteriori operazioni di M&A a causa della difficoltà di reperire dati sui pazienti per la ricerca farmacologica.