Lo stato della tecnologia nella sperimentazione clinica

Nel tentativo di comprendere meglio il ruolo della tecnologia nella ricerca clinica, e ciò che influenza il successo di sistemi presso i centri sperimentali, nel 2018 Forte Research US ha condotto un sondaggio tra i professionisti del settore. Ecco cosa è emerso. *IN COLLABORAZIONE CON EXOM GROUP

Ricerca clinica

L’industria della ricerca clinica ha sempre avuto un rapporto complicato con la tecnologia. Nel corso degli anni, si sono fatti grandi passi avanti per migliorare la gestione dello studio, la raccolta e l’analisi dei dati, gli aspetti amministrativi e altro ancora. Nel tentativo di comprendere meglio il ruolo della tecnologia nel settore della ricerca clinica e ciò che influenza il successo di sistemi presso i centri sperimentali, Forte Research US, ha condotto un sondaggio tra i professionisti della ricerca clinica nella primavera del 2018 (The State of Technology in Clinical Research) evidenziando quanto segue.

Quali sono le tecnologie più utilizzate 

Circa il 68% di coloro che hanno risposto al sondaggio avevano un ruolo di coordinamento o amministrativo di studi prevalentemente di tipo interventistico (79%). Tra i sistemi tecnologici più utilizzati spiccano l’eCRF (87%), l’IVRS (67%) ed il CTMS (63%). Oltre la metà degli intervistati hanno affermato di usare da 3 a 7 sistemi tecnologici nella gestione degli studi clinici.

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 Quanto spesso vengono usate le tecnologie 

In generale, i risultati mostrano che quando i sistemi tecnologici sono usati, essi lo sono almeno una volta al giorno. In particolare, EDC e CTMS hanno un tasso di utilizzo orario o giornaliero del 77% e del 69% rispettivamente. Per ciascuno dei tre sistemi più comunemente usati, EDC, IVRS, CTMS, la maggior parte degli intervistati ha riferito più di cinque anni di esperienza. Come atteso, parallelamente a un uso consolidato di alcune tecnologie viene riferito anche un elevato grado di soddisfazione nel loro utilizzo (77-89%).

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Anche se non strettamente correlati, i dati indicano che il grado di formazione su un sistema tecnologico può avere un impatto su quanto un intervistato si senta a suo agio nell’uso di quel sistema. Tuttavia più le tecnologie sono intuitive e facili da usare, più elevato e corretto è il loro frequente utilizzo.

La tecnologia aumenta la produttività?

Secondo l’opinione espressa dagli intervistati, l’impatto che le tecnologie hanno sulla loro produttività individuale viene definito come positivo nella maggioranza dei casi e, per i tre sistemi considerati varia dal 53% al 65%. (vedi figura)

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In generale, gli intervistati che hanno indicato come i sistemi tecnologici abbiano un’influenza positiva sulla loro produttività hanno anche confermato che essi hanno un impatto significativamente rilevante sulla conduzione degli studi clinici presso la loro organizzazione. In particolare l’EDC, l’IVRS ed il CTMS sono ritenuti migliorare la conduzione degli studi nel 74, 63 e 73% rispettivamente.

Conclusioni del sondaggio

I risultati di questo sondaggio ribadiscono che la tecnologia gioca un ruolo critico e determinante  nei  flussi di lavoro degli studi clinici. Molti utenti, in vari ruoli nelle diverse organizzazioni, usano costantemente diversi sistemi tecnologici per la ricerca clinica, almeno una volta alla settimana. I risultati di questo sondaggio mettono chiaramente in evidenza che i sistemi tecnologici applicati alla gestione degli studi clinici giocano un ruolo cruciale.

Quale futuro per la tecnologia nella ricerca clinica

Poiché si è visto che quegli utenti che in vari ruoli, nelle diverse organizzazioni ne fanno un uso regolare  sono facilitati, anche notevolmente, nei risultati anche qualitativi della loro attività, ci chiediamo quindi cosa induce molti altri utenti ad essere così restii e a non “abbracciare” completamente l’innovazione tecnologica? È la paura del nuovo e del cambiamento, o la necessità di formazione specifica e ripetuta oppure una semplice pigrizia mentale?

Sicuramente la preoccupazione di modificare i tradizionali processi, ormai consolidati da anni di esperienza, rappresenta il fattore principale che induce molti addetti ai lavori a ritardare l’utilizzo, comunque inevitabile, delle tecnologie digitali nella ricerca clinica. Tuttavia, siamo certi che i risultati indiscutibilmente positivi della rivoluzione digitale saranno in grado di convincere, in tempi brevissimi, anche i più resistenti al cambiamento.

A cura di Exom Group

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