Più vicina l’eradicazione della peste suina africana dalla Sardegna

I numeri sembrano essere sempre più confortanti e i focolai essersi esauriti, limitando la circolazione del virus. Il ministero della Salute ha presentato alla Commissione europea i risultati per il 2018 del piano per l’eradicazione della peste suina africana in Sardegna con soddisfazione: “Ma l’obiettivo non è stato ancora raggiunto” sottolinea Grillo

peste suina africana

Sembra sempre più vicina la rimozione del sblocco dell’export dalla Sardegna, a causa della peste suina africana. I numeri sembrano essere sempre più confortanti e i focolai essersi esauriti, limitando la circolazione del virus. “Su quattromila cinghiali solo uno è viremico e una quarantina sieropositivi” aveva riferito Giuseppe Pulina, amministratore unico dell’Agenzia Forestas lo scorso 14 gennaio parlando di una battaglia ormai vinta.  “Il silenzio epidemiologico è la condizione base per il superamento dei blocchi all’export” continua. “Tutto questo in un quadro europeo di crescita della peste suina in alcune zone: arriveremo al paradosso che saremo noi a dover chiudere le porte all’arrivo di suini dall’estero”.

Cala il numero dei focolai

Secondo i dati dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) presentati lo scorso aprile a Cagliari, le azioni di contrasto promosse attraverso l’Unità di progetto (UdP) per l’eradicazione della peste suina africana in Sardegna, dal triennio 2012-2014 al 2015-2017 hanno portato a una riduzione del numero dei focolai  nei maiali domestici del 75 per cento. Mentre la presenza della malattia nei cinghiali ha avuto un calo di circa il 64%. Prendendo in considerazione gli ultimi 8 mesi invece (agosto 2017 – marzo 2018), la riduzione dei focolai nel domestico ha raggiunto il 90 per cento.

Non abbassare la guardia

Proprio oggi inoltre il ministero della Salute ha presentato al Comitato permanente piante, animali, alimenti e mangimi della Commissione europea i risultati per il 2018 del piano per l’eradicazione della peste suina africana in Sardegna. “La lotta alla peste suina africana in Sardegna resta una priorità del Governo italiano nell’ambito della sanità animale e dell’export internazionale” ha spiegato il ministro della Salute, Giulia Grillo. “I risultati presentati oggi ci rendono orgogliosi, ma non ci accontentiamo, perché siamo consapevoli dell’importanza di non abbassare la guardia fino al pieno raggiungimento dell’obiettivo. La Sardegna ha subito gravi danni economici e, per i suoi sforzi, merita di uscire dall’embargo quanto prima”.

I dati del ministero della Salute

Come riporta una nota del ministero della Salute, nel 2018 sono stati abbattuti in Sardegna 3.300 suini bradi, che rappresentavano il principale serbatoio del virus. Inoltre, 8.666 aziende suine, conformi a tutti i parametri del controllo ufficiale, hanno ottenuto la certificazione e altre 4.912 hanno raggiunto lo status di azienda controllata. Quasi 65.000 capi sono stati sottoposti a controlli sierologici nel contesto del programma di sorveglianza attiva della malattia.

Tendenza invertita

“I risultati dimostrano che anche in una situazione che si considerava irreversibile è possibile invertire la rotta intervenendo con fermezza” ha aggiunto Silvio Borrello direttore generale per i servizi veterinari. “Tutti i Paesi colpiti potranno beneficiare dell’esperienza maturata dalle autorità italiane, che hanno affrontato le difficoltà sul campo. Va quindi ammirato l’impegno efficace, che rende verosimile l’obiettivo di raggiungimento dell’indennità della Regione in un arco temporale di medio termine. E permette ora di affrontare i passi successivi per rivedere la regionalizzazione della Sardegna e, quindi, le restrizioni al commercio di prodotti a base di carne suina”.

Un esempio per gli altri Paesi

Gli esiti presentati, ha specificato la Commissione, sono fondamentali per l’Europa, in un momento in cui diversi Stati membri stanno lottando contro l’epidemia. Perché supportano l’approccio europeo alla regionalizzazione, anche nei confronti dei nostri partner commerciali dei Paesi terzi.
La Commissione ha accolto inoltre con grande favore l’intenzione di presentare un Piano nazionale italiano, sostenuto attraverso le procedure di cofinanziamento dell’Unione europea. Piano che combinerà la sorveglianza e la prevenzione nei territori indenni dell’Italia, con la prosecuzione delle azioni per l’eradicazione completa in Sardegna.

Sblocco dell’export più vicino

“Stiamo lavorando per togliere il blocco” ha confermato Donatella Spano Assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna. “E ricordiamo che la nostra battaglia viene guardata con molta attenzione, come dimostra l’inserimento della Sardegna nelle best practice contro la peste suina”.