Takeda, Rita Cataldo confermata general manager della divisione italiana

Il gruppo giapponese, a seguito della conclusione del processo di acquisizione di Shire, ha comunicato di voler proseguire il rapporto con la manager. L'obiettivo? Continuare il percorso di trasformazione dell'azienda, con sempre maggiore focalizzazione verso le cure specialistiche

Takeda

Sarà ancora Rita Cataldo a guidare la divisione italiana di Takeda. Il colosso biofarmaceutico giapponese, a seguito della conclusione del processo di acquisizione di Shire – spiega un nota diffusa dalla società –  ha comunicato di voler proseguire il rapporto iniziato nel 2016 con la general manager italiana.

Il nuovo assetto di Takeda

Rita Cataldo – si legge ancora nel comunicato  – ha accompagnato l’azienda sin dall’inizio del suo percorso di trasformazione, con una sempre maggiore focalizzazione verso le cure specialistiche, in modo da poter così offrire risposte terapeutiche all’avanguardia nelle aree in cui sono ancora molti i bisogni insoddisfatti.

Il nuovo assetto consentirà a Takeda di rafforzare la sua presenza nello scenario farmaceutico e di consolidare il suo ruolo di partner per gli interlocutori del sistema sanitario e per la collettività intera. Per il gruppo inizia ora un processo di integrazione delle due aziende, sia a livello internazionale che nazionale. Fino alla definitiva conclusione di questa fase, Shire e Takeda continueranno ad operare come aziende separate.

Il matrimonio Shire-Takeda

La notizia dell’interesse per Shire da parte di Takeda inizia a circolare nella prima metà del 2018. In quell’occasione fu la stessa società giapponese a comunicare ufficialmente la possibile acquisizione del gruppo irlandese. In seguito all’annuncio, il valore di mercato della società con sede a Lexington balzò a 50 miliardi di dollari, guadagnando il 26% in borsa.

L’ufficialità dell’acquisizione arriva a maggio 2018. Takeda e Shire trovano l’intesa per 52 miliardi di euro. L’acquisizione di Shire apre le porte al mercato americano, soprattutto quello dell’emofilia, al colosso nipponico. Con questa operazione nasce il nono gruppo farmaceutico mondiale in termini di fatturato. Un gigante che rappresenta la più grande acquisizione in terra straniera di una società giapponese.

Le altre acquisizioni

Nel 2018 Takeda ha portato a casa una serie di accordi. A gennaio con la belga TiGenix NV per terapia a base di cellule staminal valso 520 milioni di euro. Successivamente con Denali Therapeutics per una partnership sulle malattie neurodegenerative. Mentre a febbraio 2018 sono stati, inoltre, promessi 230 milioni di dollari a Wave life sciences per un pacchetto di trattamenti per il sistema nervoso centrale.