Life science britannico, Uk si muove in caso di no deal

Nuove piattaforme per la richiesta di autorizzazione per le industrie healthcare e futuri investimenti per la ricerca nel life science. Londra si prepara al peggio in caso di mancato accordo con l'Unione europea

Le autorizzazioni verranno presentate direttamente alla Mhra (agenzia regolatoria nazionale) tramite un portale apposito. Questo è quanto emerge da Oltremanica in caso di hard Brexit. Il ministero competente sta lavorando affinché le aziende healthcare possano continuare a sottoporre i propri prodotti al mercato britannico una volta avvenuto il divorzio Londra-Bruxelles.

Il nuovo sistema

Il portale fin qui utilizzato (ad eccezione di alcune transazioni con l’Ue) non sarà più disponibile per le autorizzazioni in quanto facente parte del sistema Ue (Cesp) e quindi è stato messo a disposizione un webinar per il mercato britannico. Inoltre, ravvisano gli esperti, che i dati presenti sul Cesp non saranno trasferibili sulla nuova piattaforma che da questo punto di vista sarà vergine.

Futuri investimenti

Intanto come rivela FierceBiotech, dal World economic forum 2019 di Davos arrivano novità su nuovi potenziali finanziamenti per la ricerca. Il governo britannico vorrebbe mettere sul piatto 130 milioni di dollari in investimenti per attirare nuovi ricercatori e dottorandi nelle proprie università nel campo dell’intelligenza artificiale. Tra i settori interessati c’è anche quello delle scienze della vita. L’investimento fa parte di una strategia industriale più ampia affinché il Paese non perda l’eccellenza tecnologica di cui va fiero. Nei piani c’è quello di migliorare le tecnologie ospedaliere attraverso nuovi filoni di ricerca, soprattutto in ambito digitale.

Ema pronta al trasloco

Intanto l’Agenzia europea dei medicinali è pronta a fare le valigie. La sede temporanea, l’ormai famoso Spark building, è praticamente pronta, e l’ente del direttore Guido Rasi è entrata ufficialmente nella fase 4 del processo di rilocazione. Il trasloco dei dipendenti (al netto di un 25% di questi che darà le dimissioni) inizierà fisicamente il primo marzo e sarà completato ad aprile e le attività dovrebbero tornare a regime dalla seconda metà del 2019. Dal 4 all’8 marzo l’Agenzia lavorerà per estendere la propria rete di telelavoro e durante questa settimana un piccolo numero di dipendenti sarà già operativo nella nuova sede. Tra l’11 e 15 ci sarà una seconda ondata di trasferimenti.