Aderenza alle terapie nella terza età: verso un’alleanza tra generazioni

Un milione e mezzo di over65 dovrebbero assumere almeno dieci pillole al giorno. Al via il progetto “Io aderisco, tu che fai” dedicato alle scuole superiori: saranno i ragazzi a educare i meno giovani. In Senato una proposta per istituire una giornata nazionale

I nipoti diventano “tutor” dei nonni per migliorare l’aderenza alle terapie. È il cuore del progetto “Io aderisco, tu che fai?” presentato oggi al Senato, un’iniziativa rivolta alle scuole superiori e promossa dal Comitato italiano per l’aderenza alla terapia (Ciat), che riunisce numerose società scientifiche e organizzazioni del settore sanitario. L’obiettivo è un’alleanza tra generazioni per fronteggiare il fenomeno della scarsa aderenza alle prescrizioni mediche: il 70% degli over65, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), non segue le cure in modo corretto. Le conseguenze riguardano la salute, ma anche la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Lo scenario

Nel nostro Paese quasi sette milioni di over65 convivono con almeno una malattia cronica. L’11%, circa un milione e mezzo di persone in Italia, assumere ogni giorno dieci o più farmaci. Il problema dell’aderenza non riguarda solo i farmaci, ma anche i consigli per adottare uno stile di vita sano: non fumare, seguire una dieta corretta e svolgere attività fisica costante. In Italia, secondo dati Aifa, solo il 57,7% dei pazienti aderisce ai trattamenti antipertensivi, il 63,4% alle terapie per il diabete, il 40,3% alle cure antidepressive, il 13,4% ai trattamenti per le sindromi delle vie respiratorie e il 52,1% alle cure contro l’osteoporosi. Percentuali che crescono ancora di più tra gli anziani.

Il progetto

Il progetto “Io aderisco, tu che fai?” prevede incontri nelle scuole, con la distribuzione di materiali informativi, e flash bob in cinque piazza italiane (Roma, Milano, Venezia, Bologna e Napoli). Sarà anche lanciato un concorso rivolto agli studenti del biennio delle scuole superiori, in collaborazione con il ministero dell’Istruzioni. Ai ragazzi sarà chiesto di scrivere un tema sull’aderenza terapeutica e le scuole potranno aggiudicarsi premi come tablet e nuovi pc.

Una giornata nazionale

Nel frattempo – ha spiegato il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri – a Palazzo Madama è stata presentata una proposta di legge che prevede l’istituzione della “Giornata nazionale dell’aderenza alle terapie”, con l’obiettivo di promuovere cultura a 360 gradi su questi temi. La data individuata è il 12 aprile.

Una sfida anche economica

La sfida dell’aderenza terapeutica è anche economica. In Europa si stimano in 125 miliardi di euro l’anno i costi dei ricoveri dovuti alla scarsa aderenza. “La scarsa aderenza alle prescrizioni del medico  – sottolinea Ranieri Guerra, assistente direttore generale per le iniziative speciali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche ed è associata a un aumento degli interventi di assistenza sanitaria, della morbosità e della mortalità, rappresentando un danno per i pazienti, per il sistema sanitario e per la società. Maggior aderenza significa infatti minor rischio di ospedalizzazione, minori complicanze associate alla malattia, maggiore sicurezza ed efficacia dei trattamenti e riduzione dei costi per le terapie”.

Il progressivo invecchiamento della popolazione rende sempre più complessa la sfida della sostenibilità: “La popolazione anziana – commenta il presidente di Senior Italia, Roberto Messina – è quella più a rischio sotto il profilo dell’aderenza alle terapie, soprattutto in compresenza di numerose patologie. L’Italia è al secondo posto in Europa per indice di vecchiaia, con intuibili conseguenze sull’assistenza sanitaria a causa del numero elevato dei malati cronici. L’aderenza alle terapie è pertanto fondamentale per la sostenibilità del Ssn”.

I medici

Anche i medici devono fare la loro parte: “Quando, a seguito della nostra visita, riteniamo di dover prescrivere un farmaco al paziente anziano – commenta Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) – sarà nostra cura spiegargli chiaramente la posologia, preferibilmente redigendo uno schema e la tempistica di assunzione, e scegliere le formulazioni più adatte per garantire la migliore aderenza terapeutica”.

Il comitato

Al Comitato italiano per l’aderenza alla terapia aderiscono numerose società scientifiche, medici (es. Fnomceo, Fimmg e Fimp), farmacisti (Federfarma), infermieri (Fnopi), istituzioni e associazioni di pazienti. L’elenco completo è disponibile online.

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*Foto in evidenza di Alessandra Albano

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