Il valore aggiunto dell’assistenza domiciliare: il modello Vivisol

Gli Homecare service provider rivestono un ruolo fondamentale nella gestione del paziente cronico, proponendosi come partner del sistema sanitario e non più solo come fornitori di beni e servizi. Dal numero 165 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON VIVISOL

Gli italiani vivono più a lungo, ma non vivono meglio. Se da un lato si stima che negli ultimi quarant’anni la popolazione ha guadagnato 10 anni di vita grazie all’impegno nella prevenzione, all’avanzamento della tecnologia e al progresso della ricerca clinica, dall’altro non assistiamo al contemporaneo incremento degli anni passati in salute. Allo stesso tempo mentre si riduce l’età media in cui viene diagnosticata una patologia cronica (che colpisce più del 30% dell’intera popolazione), aumenta in maniera esponenziale il fenomeno delle comorbilità (ovvero la presenza di più malattie croniche). Per comprendere l’entità del fenomeno basta considerare che circa un over 65 su due soffre di almeno una malattia cronica grave o è multicronico, con quote tra gli ultraottantenni che, secondo gli ultimi dati Istat, arrivano fino al 65%. In un contesto di questo tipo, la vera sfida per il Servizio sanitario nazionale consiste principalmente nel riuscire a far fronte a una crescente domanda di assistenza sanitaria a lungo termine.

Verso nuovi modelli di assistenza domiciliare

Una sfida per nulla banale perché, se consideriamo che in un ambito di scarso finanziamento pubblico (in Italia la spesa sanitaria, sia in rapporto al Pil sia procapite, è tra le più basse in Europa) oltre il 70% delle risorse destinate al Ssn sono assorbite dalla popolazione affetta da patologie croniche, appare chiaro come le prospettive sulla tenuta e sulla sostenibilità del sistema siano a rischio. Ecco perché oggi più che in passato occorre orientarsi verso modelli virtuosi di presa in carico del paziente, sperimentando approcci alla cura e all’assistenza che impongono al Ssn di ripensare la sua organizzazione e la sua capacità di erogare servizi. In altre parole, servono nuove formule basate sulla gestione integrata e multidisciplinare di percorsi assistenziali che valorizzino i contributi dei vari attori e dei vari setting assistenziali lungo il continuum di cura del paziente. All’interno dell’universo sanitario stiamo assistendo ad un cambiamento significativo dei modelli di assistenza, che stanno evolvendo da un sistema verticale ospedale-centrico, no ad oggi perno dell’attuale sistema, verso un modello trasversale e integrato tra diversi soggetti (ospedale-territorio-domicilio) che possa garantire la presa in carico del paziente cronico, dalla prevenzione alla cura fino alla riabilitazione e all’assistenza.

La mission di Vivisol

Su questo modello punta con convinzione Vivisol, società del Gruppo Sol che opera da più di trent’anni nel campo dell’assistenza domiciliare in oltre 20 Paesi in Europa e non solo. Claudio Petronio, direttore centrale Italia e sud Europa Vivisol, spiega così la mission di Vivisol: “La nostra stella polare è migliorare la qualità di vita del paziente cronico e della famiglia che se ne fa carico. Tutti i nostri servizi e progetti innovativi sono pensati e costruiti intorno a questo principio”.

Vivisol, una delle principali realtà tra gli Homecare service provider in Italia e in Europa, ricopre un ruolo fondamentale nella gestione domiciliare del paziente cronico, proponendosi quale partner del Servizio sanitario, e non più solo come fornitore di beni e servizi, per realizzare una sempre più efficiente presa in carico dei pazienti con cronicità severa, garantendo la continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Gli Homecare service provider, infatti, forniscono tutte le terapie (assistenza sanitaria, ossigenoterapia, ventilazione artificiale, nutrizione enterale e parenterale, cura delle patologie del sonno, ausili e comunicatori) che permettono al paziente con cronicità stabilizzata di essere curato a domicilio, garantendogli, dove possibile, anche il diritto alla mobilità.

A chi si rivolgono i servizi di Vivisol

“Il nostro gruppo – spiega Petronio – assiste quotidianamente pazienti polipatologici con complessità cliniche e fragilità sociali che quindi hanno necessità di cure invasive e continuative, per esempio i pazienti con patologie degenerative neuromuscolari che nelle fasi avanzate presentano alcune funzionalità vitali fortemente compromesse ma è anche il caso dei circa 70 pazienti pediatrici dimessi dalla rianimazione ai quali Vivisol assicura un assistenza continua e un monitoraggio h 24”. Troppo spesso il sistema delle cure domiciliari in Italia risulta insufficiente a soddisfare un bisogno crescente ed appare frammentato rispetto ad una reale presa in carico del paziente cronico. “Oggi – prosegue Petronio – chi contribuisce al mantenimento del paziente a casa gestendone il percorso assistenziale a 360° non trova nel sistema un riconoscimento adeguato. Per fare un esempio, le cure domiciliari sono spesso acquistate dalla pubblica amministrazione con modalità che non tengono conto delle peculiarità di ogni singolo paziente nel definire percorsi assistenziali personalizzati”.

“Se non ci fossero aziende come Vivisol, la gestione del paziente fuori dall’ospedale sarebbe estremamente difficoltosa per il sistema” sottolinea Petronio. “Il Ssn, ancora spesso strutturato su vecchi modelli, fatica a garantire tramite le figure attualmente operanti sul territorio un adeguato livello di assistenza ai pazienti domiciliari. Per garantire efficienza e capillarità servono competenze tecnologiche e logistiche che solo gli home care service provider sono in grado di assicurare quando si tratta di erogare un servizio a bordo letto del paziente, fuori da un contesto protetto come quello dell’ospedale”.

Gli Homecare service provider come partner del Ssn

Anche nel dibattito relativo alla sostenibilità economica dell’intero Ssn, appare rilevante il contributo che forniscono gli Homecare service provider. In un contesto di generale contrazione di risorse che investe l ambito sanitario, una gestione più virtuosa del paziente cronico, basata sul modello ospedale-territorio-domicilio, rappresenterebbe una boccata d ossigeno necessaria per le casse del nostro sistema. Il costo giornaliero di una degenza media di un posto letto in ospedale si attesta, infatti, intorno a 830 euro, mentre un paziente assistito a domicilio dopo la stabilizzazione clinica assorbe risorse per circa 40/50 euro al giorno no a un massimo di 150 euro per le condizioni più complesse.

L’impatto delle cure domiciliari non è soltanto di tipo economico, ma ha interessanti ricadute anche a livello sociale, legate al benessere della famiglia e non soltanto del paziente. Come sottolinea Petronio, infatti, “in letteratura numerosi studi dimostrano come il miglioramento delle cure domiciliari incida positivamente anche sulla qualità di vita e il benessere del caregiver. Le analisi di sostenibilità economica dovrebbero contemplare anche questi benefici per programmare adeguati investimenti in un ambito così complesso come l assistenza territoriale in cui si intrecciano aspetti clinici e risvolti sociali”.

Per rispondere al progressivo aumento dell invecchiamento della popolazione risulta quindi evidente che riprogettare i modelli delle cure domiciliari governando la continuità assistenziale tra ospedale e territorio rappresenti un passaggio chiave per la sostenibilità del nostro sistema sanitario.

Una rubrica digitale su Aboutpharma.com

Per approfondire il tema dell’assistenza domiciliare, Vivisol curerà una rubrica digitale sul sito Aboutpharma.com, dal titolo “Homecare service provider: la presa in carico del paziente a domicilio”. L obiettivo della rubrica è contribuire a tracciare alcune prospettive di innovazione del Ssn in ambito territoriale, proponendo modelli e strumenti che possano rispondere alle crescenti esigenze di salute e di benessere per i pazienti e di sostenibilità gestionale ed economica del sistema per gli attori della sanità pubblica e privata in Italia.

 

 In collaborazione con Vivisol