Sostenibilità, la sottile linea rossa nel mercato globale della primary care

Se si guarda alla spesa farmaceutica territoriale, il ricavo medio per le aziende è di circa 0,20 euro per ogni giorno di cura assicurato in regime di rimborsabilità ai pazienti italiani. Così per l’industria – tra margini ristretti, domanda e costi crescenti – il tema della sostenibilità diventa una sfida cruciale. Dal numero 165 del magazine. *IN COLLABORAZIONE CON RECORDATI

Il tema della sostenibilità dell’industria farmaceutica a capitale italiano non può prescindere dalle dinamiche di mercato che hanno caratterizzato le sfide degli ultimi anni. In primis, il drastico calo dei prezzi a seguito della massiccia ondata di scadenze brevettuali che ha decurtato il valore della quasi totalità dei farmaci utilizzati per curare le grandi patologie connesse al progressivo invecchiamento della popolazione.

Prezzi crollati e aumento dei pazienti

Basti pensare che negli ultimi dieci anni il prezzo rimborsato dal Ssn, relativo ai primi 30 farmaci di fascia A nella spesa territoriale è crollato di oltre il 60% mentre i consumi, cioè la domanda di salute degli italiani, sono invece aumentati del 15%. Questo scenario, in cui la riduzione dei prezzi è associata all’aumento dei pazienti trattati, pone l’accento sulla virtuosità della spesa convenzionata (in cui le aziende a capitale italiano detengono una quota di mercato consistente), e cioè il suo rendimento crescente per il Ssn e la comunità. Il 2018 conferma, anzi accentua, questa virtuosità: i trend di spesa sono in ulteriore contrazione (-4,7%) a fronte di un aumento dei consumi in dosi giornaliere (+2,5%) rispetto al 2017.

Domanda crescente, complessità produttiva e ricavi in calo

Esiste però una linea rossa da “attenzionare” per non mettere a rischio la sostenibilità di un sistema che, oltre a garantire gli standard di salute di cui oggi il Ssn è esempio virtuoso nell’ambito dei Paesi Ue, rappresenta anche un asset industriale strategico per il Paese in termini di export, occupazione e produttività. Questa linea di sostenibilità per le aziende farmaceutiche italiane, che sono rimaste connesse al territorio nazionale senza percorrere quei processi di delocalizzazione che hanno caratterizzato il destino di molte imprese, è rappresentata proprio dal delicato rapporto tra domanda crescente, maggiori complessità produttive e ricavi unitari decrescenti. Dunque, per comprendere la questione della sostenibilità di chi opera nella farmaceutica convenzionata, bisogna innanzitutto scomporre il totale della spesa Ssn nel numero di dosi giornaliere erogate ogni anno in regime di rimborsabilità, pari ad oltre 1,1 miliardi di confezioni.

Ricavi marginali

Il risultato di questa equazione dimostra che, al netto degli sconti di legge e dei payback, il ricavo medio per l’industria è inferiore a 20 centesimi per ogni giorno di cura assicurato ai pazienti italiani. In questa prospettiva diventa più facile comprendere come il tema della sostenibilità industriale sia più che mai una sfida per industria ed imprenditori. Perché dietro un ricavo tanto marginale, un’impresa deve sostenere i costi e la complessità di strutture occupazionali importanti (sono circa 20 mila i dipendenti delle aziende a capitale italiano in Italia), gli adeguamenti alle rigorose normative in termini di produzione ed ambiente, i livelli di fiscalità rispetto ad altri mercati extranazionali poiché gli headquarter dell’industria farmaceutica a capitale italiano sono in Italia.

Condivisione

Per questo serve la condivisione di politiche non solo sanitarie ma anche industriali che consentano di superare le criticità produttive e commerciali indotte da minori ricavi unitari e maggiori costi operativi, oltre alla conferma di un quadro normativo stabile che innanzitutto scongiuri il rischio di derive pregiudiziali proprio nei confronti della sostenibilità di questo motore ed orgoglio industriale (cui bisogna includere peraltro le decine di migliaia di operatori della filera distributiva e della produzione in conto terzi italiana) e consenta alle aziende italiane di perseguire lo strategico programma di ingenti investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione che rappresenta la loro sfida già nel medio periodo in un mercato globalmente sempre più competitivo.

In collaborazione con Recordati