Libertà di ricerca in Italia: all’Onu un report sulle violazioni

L’Associazione Luca Coscioni presenta un rapporto che sarà inviato a marzo alle Nazioni Unite, una “documento ombra” rispetto alla relazione periodica presentata dal nostro Paese: “Proibizioni, burocrazia e mancanza di fondi soffocano i ricercatori”

libertà di ricerca

Pochi investimenti, limitazioni e ostacoli burocratici. È questa la diagnosi sulla salute della libertà di ricerca in Italia secondo un rapporto presentato oggi a Roma dall’Associazione Luca Coscioni. Un documento che sarà inviato a marzo alle Nazioni Unite in concomitanza con la presentazione, da parte dell’Italia, della relazione periodica sul rispetto degli obblighi internazionali derivanti dalla ratifica dei maggiori trattati internazionali in materia di diritti umani nel corso del 2019. Il testo sarà aperto al contributo di scienziati e addetti ai lavoro, con una consultazione sul sito dell’associazione.

Le risorse

La riflessione dell’associazione Luca Coscioni parte dai fondi per la ricerca. L’Ue ha fissato al 3% del Pil l’obiettivo di investimenti pubblici sulla ricerca da raggiungere entro il 2020. Secondo i dati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), investe solo l’1,3%, collocandosi al di sotto della media dei Paesi Ocse e Ue.

Sebbene il rapporto tra spesa in ricerca e sviluppo e Pil sia passato dall’1% del 2000 all’1,3%, la quota di questa ricerca finanziata dal Governo è rimasta immobile (circa lo 0,5% del Pil), mentre gli stanziamenti del’ ministero dell’Università e della Ricerca (Miur) sono scesi dai 1.857 milioni del 2002 ai 1.483 milioni del 2015.

Limitazioni e burocrazia

“La ricerca italiana – commenta Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – è soffocata da proibizioni, burocrazia e mancanza di fondi, nel disinteresse della politica ufficiale. E’ tempo che siano innanzitutto gli scienziati, i ricercatori e gli studenti a mobilitarsi proponendo soluzioni. Dai divieti clericali su embrioni e genoma al fallimento dell’obiettivo del 3% di spesa per ricerca in rapporto al PIL, passando per il clientelismo politico delle baronie accademiche, è tempo che siano gli stessi ricercatori ad opporsi al declino della ricerca, organizzando una resistenza che parta dalla conoscenza”.

Scienza e libertà

Filomena Gallo, segretario dell’Associazione, ribadisce l’impegno per la libertà di ricerca: “Negli anni scorsi, e con successo, l’Associazione Luca Coscioni ha attivato giurisdizioni nazionali, regionali e internazionali per conquistare diritti di scelta, e lo abbiamo fatto richiamando la necessità di affermare la legalità costituzionale quanto gli obblighi internazionali partendo dalla fecondazione assistita. La Corte costituzionale ci ha dato più volte ragione per quanto riguarda divieti italiani, la Corte InterAmericana sui diritti umani ha tenuto conto delle critiche costruttive che abbiamo rivolto alle proibizioni in Costa Rica su questioni simili. Con il rapporto che invieremo all’Onu – spiega Gallo-  vogliamo sistematizzare ulteriormente questo nostro lavoro continuando a chiamare a raccolta la comunità scientifica per un impegno riformatore permanente”.

Questi i temi principali affrontati nel rapporto:

  • Scienza e processo decisionale
  • Il diritto umano alla salute e il diritto umano alla scienza
  • Tecnologie di riproduzione assistita (ART) e donazione di embrioni alla ricerca
  • Gestazione per altri
  • Aborto e contraccezione
  • Disposizioni anticipate di trattamento e consenso informato
  • Suicidio assistito ed eutanasia
  • Organismi geneticamente modificati e CRISPR
  • Il D.Lgs 26/2014 sull’uso di animali per fini scientifici
  • Salute mentale
  • Applicazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità
  • Diritti delle persone con disabilità
  • Cannabis
  • Altre sostanze controllate
  • Politiche di finanziamento della ricerca per le malattie rare

Il rapporto è stato presentato oggi, nella data in cui ricorre l’anniversario della morte di Luca Coscioni, e sarà aggiornato ogni 20 febbraio.

I temi del rapporto