M&A, Roche acquisisce Spark Therapeutics per 4 miliardi

La transazione dovrebbe chiudersi entro metà del 2019. Secondo i termini dell'accordo, Spark continuerà ad operare come società indipendente seppur all'interno del gruppo Roche in attesa comunque dell'approvazione di entrambi consigli di amministrazione  

terapie geniche

Roche acquisisce Spark Therapeutics e mette sul tavolo quattro miliardi di dollari per un valore di 114,50 dollari ad azione. La transazione che rappresenta un premio del 122% per la chiusura in borsa di Spark del 22 febbraio 2019 dovrebbe chiudersi entro la metà dell’anno. Secondo i termini dell’accordo, Spark continuerà ad operare come società indipendente seppur all’interno del gruppo Roche. Si è in attesa dell’approvazione di entrambi consigli di amministrazione.

Grandi opportunità

Le valutazioni del mercato della terapia genica in questi anni è positiva. Severin Schwan, ceo di Roche dice che “l’esperienza di Sparks in questo campo rappresenta una grande opportunità per trattare malattie complesse” e fa cenno al nuovo programma sull’emofilia A su cui la società di Basilea sta puntando. Proprio questo programma, chiamato Spk-8011, dovrebbe entrare nella fase III di sperimentazione nel 2019 e andrebbe di pari passo con il programma di Spark Spk-8016 (fase I/II) sempre in ambito emofilico. La pipeline della compagnia, inoltre, include un altro prodotto (Spk-9001) per il trattamento dell’emofilia B e un altro contro la coroidemia (quest’ultima in fase I/II). In aggiunta, entro il 2019, dovrebbero arrivare allo sviluppo clinico altre due soluzioni contro la malattia di Pompe e la ceroidolipofuscinosi neuronale di tipo 2.

Il blockbuster di Spark

Una delle terapie più interessanti di Spark è voretigene neparvovec-rzyl per il trattamento di pazienti con perdita della vista dovuta ad una mutazione genetica in entrambe le copie del gene RPE65. Dopo l’approvazione Fda nel 2017, il farmaco viene commercializzato negli Usa proprio da Spark, mentre in Europa sarà Novartis a gestirne le vendite. A settembre 2018 c’è il parere favorevole del Chmp dell’Ema.