Healthcare, sono i dati a guidare la rivoluzione digitale del settore

C’è una proliferazione di fonti di informazioni che possono essere analizzate tramite le nuove tecnologie. L'uso di strumenti di intelligenza artificiale, machine learning, deep learning, Iot, blockchain e cloud aiuteranno i professionisti del settore a migliorare le loro prestazioni. *IN COLLABORAZIONE CON IBM

Healthcare

La trasformazione digitale del mondo healthcare passa dai dati. Dalla capacità di saperli gestire, riconoscere, catalogare e infine estrarne valore. La vera sfida in capo agli attori dell’ecosistema sanitario è compiere il definitivo passo in avanti verso quella che viene definita sanità 4.0. Di cosa si tratta? Di una realtà in cui tecnologie come intelligenza artificiale, machine learning, deep learning, Iot, blockchain e cloud si intrecciano con le esigenze e i bisogni di medici, pazienti, aziende sanitarie e farmaceutiche, con l’obiettivo di avere un impatto significativo sulle persone e sulla gestione della loro salute. Affinché questo passaggio si completi, però, molto dipenderà dalla capacità che avranno i protagonisti del mondo sanitario di portare a bordo le competenze necessarie per sfruttare le potenzialità di queste tecnologie. Ma anche dalla loro voglia di sviluppare partnership con chi queste tecnologie le realizza ed è pronto a metterle al servizio della collettività.

I dati guidano la rivoluzione digitale nell’healthcare

“Siamo nel mezzo di una vera e propria esplosione di dati”. Spiega Antonio Pelliccia Business Development Life Science Ibm. “Da un lato sta aumentando la raccolta di informazioni tramite sensori statici e wearable. Dall’altro cresce la disponibilità di dati che possono essere raccolti attraverso l’elaborazione di immagini, cartelle cliniche, sperimentazioni cliniche, sequenziamenti genetici e molto altro ancora. In altre parole, c’è una proliferazione di fonti di dati. Dati che possono essere analizzati tramite le nuove tecnologie. E dalle quali si potrebbero ricavare informazioni che aiutino i professionisti del settore a migliorare le loro prestazioni”.

In quest’ottica una spinta significativa verso la digitalizzazione del settore può arrivare dal mondo farmaceutico. “Le aziende farmaceutiche, continua Pelliccia, possiedono grandi volumi di dati non strutturati. Tali dati possono arricchire e personalizzare le cure e i servizi offerti al paziente. Ma possono contestualmente aumentare l’aderenza terapeutica e l’efficacia della terapia, riducendone i costi.  Molto spesso, le aziende di questo settore raccolgono una quantità enorme di dati e conoscenza, che non sempre sono in grado di analizzare a causa della loro complessità. Con il supporto di modelli di machine learning, queste informazioni potrebbero essere elaborate in tempi brevi. Con quale obiettivo? Portare evidenze significative per il miglioramento dei farmaci dedicati o per la dimostrazione della loro efficacia”.

Tecnologia nel mondo pharma: intelligenza artificiale 

Il mondo farmaceutico sta effettivamente abbracciando con convinzione le tecnologie digitali. Seppur si tratti ancora di applicazioni in fase primordiale, uno dei trend più rilevanti in questa direzione riguarda l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale per lo sviluppo dei farmaci. Grazie alla capacità di elaborazione degli algoritmi di Ai, infatti, è ipotizzabile che i costi di produzione dei medicinali potranno ridursi fino all’80%, accorciando il processo di ricerca e sviluppo da 10-15 anni a 2-3.

Nell’ambito della ricerca e delle sperimentazioni cliniche, invece, l’utilizzo di piattaforme di analisi avanzata di dati permettono non solo di velocizzare il processo, ma anche di trasformare i dati in conoscenza. Tutto ciò serve a prendere le giuste decisioni per ridurre i tempi e migliorare le cure.

Nuove piattaforme cognitive vengono messe a disposizione del paziente e di tutti gli attori che partecipano al sistema di cura. Una strategia utile sia a favorire l’aderenza terapeutica, sia a sviluppare nuovi modelli di Value based care. Tali modelli sono in grado di dimostrare l’efficacia dei farmaci con Real world data fino ad arrivare alla frontiera delle nuove terapie digitali.

La blockchain

Altro strumento innovativo in forte espansione nel settore healthcare è la blockchain. Il database distribuito e immutabile, (il cui contenuto una volta scritto non è più né modificabile né eliminabile da nessuno dei partecipanti, a meno di non invalidare l’intera struttura) è un ottimo supporto per la condivisione sicura dei dati sanitari. A questo proposito, una recente indagine condotta dall’Ibm Institute for business value mostra che su 200 top manager dell’industria life science intervistati a livello globale, circa il 16% ha in programma di attuare entro la fine di quest’anno una soluzione blockchain di tipo commerciale ed entro il 2020 un ulteriore 56% lo avrà adottato in modo stabile”. In questo contesto, le aziende del settore si mostrano interessate all’utilizzo di strumenti di tecnologia avanzati per potenziare il proprio business. Ma anche per portare una ventata di innovazione di processo e di prodotto nel settore healthcare. Di seguito riportiamo alcuni  dei casi più significativi di implementazione di tecnologie digitali.

Ibm e Pfizer

Nel campo dell’intelligenza artificiale va ricordata la parntnership tra Ibm e Pfizer. Le due aziende hanno avviato una collaborazione che vede l’utilizzo di Ibm Watson Drug Discovery per contribuire ad accelerare la ricerca immuno-oncologica di Pfizer. Si tratta di un approccio al trattamento del cancro che utilizza il sistema immunitario del corpo per aiutare a combattere la malattia. Pfizer è una delle prime organizzazioni al mondo ad utilizzare Watson drug Discovery. E la prima azienda a personalizzare la soluzione basata su cloud. Per farlo adotta il machine learning di Watson, il linguaggio naturale e le altre tecnologie cognitive per sostenere l’identificazione di nuovi farmaci specifici, lo studio della combinazione delle terapie e le strategie di selezione dei pazienti in immuno-oncologia.

Immunoterapie che modificano il sistema immunitario del paziente per riconoscere e indirizzare le cellule tumorali utilizzando una combinazione di vaccini, immunomodulatori, e le piccole/grandi molecole, stanno ridisegnando il campo dell’oncologia. I ricercatori di Pfizer utilizzano Watson drug discovery per analizzare enormi volumi di dati provenienti da fonti diverse, compresi i dati in licenza e quelli accessibili al pubblico, nonché i dati di proprietà di Pfizer. Con questo nuovo strumento, i ricercatori possono analizzare e testare le loro ipotesi e dar vita in tempo reale a insight basati sulle evidenze.

Ibm, Amgen e Sin (Società italiana di nefrologia)

 Stanno fiorendo alcuni esempi anche in Italia nel supporto ai medici. Un esempio è quello che vede la nascita di un’applicazione che rappresenta uno dei primi esempi europei di intelligenza artificiale per migliorare l’accesso alle informazioni mediche. La soluzione consente agli utenti di interagire in linguaggio naturale con un corpus di quasi 100 documenti specializzati, aggiornati e selezionati. Dall’analisi di questi documenti si può ottenere, in tempo reale, accurate ed efficienti informazioni, risposte e documentazioni necessarie all’aggiornamento professionale.

L’obiettivo è quello di realizzare uno strumento in grado di supportare gli utenti del sito web della “Società italiana di nefrologia” (Sin) nell’esplorazione e identificazione delle informazioni più aggiornate sulla letteratura scientifica relativa ai farmaci calciomimetici.

Gli esperti di Sin e Amgen hanno selezionato e raccolto materiali dalle più recenti e rilevanti pubblicazioni scientifiche. Inoltre hanno lavorato insieme agli esperti di Ibm per sviluppare una soluzione che potesse accompagnare i nefrologi in un percorso di formazione professionale altamente personalizzato. Lo scopo è migliorare l’esperienza dell’utente, fornendo un servizio in grado di rispondere rapidamente a domande anche complesse attraverso un’interazione naturale e semplice. Tutto ciò garantendo la massima fruibilità attraverso un’interfaccia intuitiva, disponibile gratuitamente sul portale di Sin tutti i giorni a qualunque ora.

Ibm e Medtronic

Nel campo dell’elaborazione di grandi dati in tempo reale, il caso più significativo è quello della partnership tra Medtronic e Ibm. Di recente le due società hanno annunciato il lancio di Iqcast. Si tratta di una nuova funzione che va a potenziare le capacità di SugarIq, l’assistente personale dedicato alle persone affette da diabete, sviluppato dalle due società, per ora disponibile solo negli Usa.

Grazie alla tecnologia basata sull’intelligenza artificiale di Ibm Watson, Iqcast integra le funzionalità di SugarIq. È  un’applicazione in grado di aiutare le persone affette da diabete a comprendere come il proprio livello di glucosio risponda all’assunzione di cibo, ai dosaggi di insulina, al movimento fisico e alle altre attività quotidiane. SugarIq, infatti, utilizza l’Ai e l’analisi avanzata dei dati per formulare previsioni riguardo la possibilità di andare incontro ad un attacco ipoglicemico. Tale operazione avviene in un arco di tempo compreso tra 1 e 4 ore.

Iqcast analizza molteplici segnali, tra cui il livello di glucosio, l’insulina assunta, i pasti effettuati e i precedenti eventi ipoglicemici. Stima una probabilità bassa, media o alta di andare incontro a un calo glicemico entro le 4 ore successive. In questo modo, Iqcast contribuisce ad alleviare le criticità legate alla cura del diabete, permettendo alle persone che ne sono affette di affrontare la giornata con maggiore libertà e consapevolezza del proprio stato di salute.

 In collaborazione con Ibm