Industria degli integratori alimentari: in crescita fatturato e occupazione

Presentata alla Camera la nuova indagine sul settore in Italia realizzata dal Centro Studi di Federsalus. La stima sul fatturato 2017 segna un +12% rispetto all’anno precedente. Il numero di addetti (11.500) è salito dell’8,7%

Industria degli integratori alimentari

Cresce la filiera italiana degli integratori alimentari. Il fatturato industriale (stimato) nel 2017 ha raggiunto quota 1,33 miliardi, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Il numero di occupati è aumentato dell’8,7%, attestandosi a 11.509 addetti. Il numero di prescrizioni mediche (26 milioni nel 2018) è salito del 30% negli ultimi due anni. Sono questi alcuni dei dati emersi dalla quarta indagine sull’industria degli integratori realizzata dal Centro Studi di Federsalus, l’associazione che rappresenta circa 200 aziende del settore in Italia, e presentata oggi alla Camera.Le stime derivano da un campione di 87 aziende, che rappresentano il 44% degli associati a FederSalus e il 70% del fatturato.

Identikit delle aziende

La filiera dell’integratore è costituita soprattutto da produttori di materie prime, aziende di produzione conto terzi e aziende a marchio proprio sul mercato di consumo. Secondo l’indagine, si tratta di imprese dinamiche e orientate all’innovazione: gli investimenti assorbono circa l’11% del fatturato e si concentrano per un 72% in impianti e nuovi macchinari, ricerca e sviluppo, tecnologie e formazione.

Quanto alla produzione, l’81% è realizzata in conto terzi e il 73% è concentrata in Italia, ma le aziende guardano comunque ai mercati internazionali: il 22% esporta oltre un quarto del fatturato. Di certo non mancano i margini di miglioramento, visto che per il 53% delle aziende l’incidenza del fatturato estero sul totale è inferiore al 25% e un altro 25% non esporta affatto.

Internazionalizzazione e regole comuni in Europa sono una priorità secondo Marco Fiorani, presidente di Federsalus: “Per continuare a creare occupazione e innovazione e quindi crescita – commenta Fiorani. – il settore necessita di criteri di valutazione di sicurezza ed efficacia specifici per l’integratore a livello europeo. La mancata armonizzazione regolatoria nella Ue è un freno alla libera circolazione dei prodotti e quindi alle esportazioni delle aziende italiane, che sono un riferimento di qualità nel mondo. Molto è ancora da fare in questa direzione e stiamo  attivando un desk internazionalizzazione, in collaborazione con Ice – Italian Trade Agency, per supportare le aziende verso i mercati esteri. Nel 2019 – conclude il presidente di Federsalus –  attraverso l’organizzazione di incontri BtoB con operatori internazionali e di collettive nei più importanti eventi mondiali del settore, l’associazione sarà a Ginevra, a Tokyo e a Chicago”.

In farmacia

Spostandosi sul versante dei consumi, la farmacia è il principale canale di distribuzione degli integratori. Vale infatti l’86% del mercato nazionale, valutato in 3,3 miliardi di euro. A seguire parafarmacie (8,6%) e grande distribuzione (5,4%). Per il 32% dei consumatori il farmacista è la figura di riferimento per l’uso degli integratori. Per il 42% è il medico.

I medici

Nel 2018, secondo dati Iqvia Medical Audit per FederSalus, si contano 26 milioni di prescrizioni mediche, in crescita del 30% negli ultimi due anni. Gli integratori alimentari rientrano a pieno titolo nella pratica clinica del medico e in particolare dei medici di medicina generale (24%), dei pediatri (16%), degli ortopedici (15%) e dei ginecologi (14%), tra le principali categorie che ne consigliano l’utilizzo ai propri pazienti.

L’analisi

Una conferma dello stato di salute dell’industria degli integratori arriva anche da un’analisi di Elite Borsa Italiana, il network internazionale delle eccellenze. Uno studio condotto su un campione di aziende confermerebbe “performance molto interessanti di un settore in crescita anno dopo anno” e “una propensione all’innovazione delle aziende” certificata “dalla valorizzazione della dinamica degli investimenti industriali”.

I DATI IN SINTESI