Salute in azienda, un patto tra industria farmaceutica e medicina del lavoro

Siglato a Roma un protocollo d’intesa tra Farmindustria, Assogenerici e Siml. Focus su welfare per le donne e “diversity management”, cioè l’attenzione non solo alle differenze di genere, ma anche di esigenze, di situazioni familiari, di patologie e cure necessarie

salute in azienda

Un patto per la salute dei 66 mila dipendenti delle imprese del farmaco in Italia e delle loro famiglie, per un totale di oltre 200 mila persone. Con un’attenzione particolare al “diversity management”, che non va inteso solo come diversità di genere ma anche come diversità di esigenze, di situazioni familiari, di patologie, di cure e terapie. È lo scopo di un protocollo d’intesa siglato da Farmindustria, Assogenerici e Società italiana di medicina del lavoro (Siml). Un impegno sottoscritto oggi a Roma in occasione del quarto evento annuale promosso da Farmindustria in collaborazione con Onda (Osservatorio nazionale salute donna).

L’intesa

Il protocollo prevede la condivisione con i medici del lavoro di un programma di prevenzione dei bisogni di salute di ogni dipendente del settore, la promozione degli screening, l’educazione ai corretti stili di vita, l’informazione sulle malattie croniche. Con l’obiettivo, anche, di rendere il medico del lavoro non più “l’esecutore di un adempimento”, ma un “consigliere” delle donne e degli uomini che lavorano nelle aziende farmaceutiche.  Il protocollo prevede diverse azioni,  che potranno essere svolte nel corso delle visite mediche obbligatorie o in momenti concordati con le singole realtà aziendali attraverso iniziative specifiche – per esempio sull’antibiotico resistenza o sulle vaccinazioni – come seminari, campagne ad hoc, eventi mirati.

“Manager della salute”

“La persona al centro. È il must dell’industria farmaceutica che valorizza le esigenze di ciascuno, con uno sguardo al futuro. Ecco perché – commenta Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria – abbiamo sottoscritto il protocollo che ci auguriamo possa essere una best practice e diventare ‘contagioso’ per fare leva sui 12 milioni di addetti dei vari settori che i medici contattano ogni anno. Vogliamo offrire strumenti sempre più efficaci e concreti per aumentare la consapevolezza e le conoscenze sulle cure. Sia rispetto alla prevenzione sia all’assistenza, con particolare riferimento ai caregiver, molto spesso donne, vere e proprie ‘manager della salute’ della famiglia. Donne che sono un punto di forza delle nostre imprese e la figura chiave, per i loro molteplici ruoli, in una società in profonda trasformazione.”

Le donne nelle imprese del farmaco rappresentano il 42% degli addetti. E spesso con ruoli importanti nell’organizzazione aziendale. Nell’industria farmaceutica sono infatti il 40% dei dirigenti e quadri. E nella Ricerca sono addirittura più degli uomini: 52%. Perché la R&S ha bisogno di fantasia, lungimiranza e tenacia, doti tipiche delle donne.

Welfare aziendale

Produttività, qualità del lavoro, qualità della vita e salute, sono fortemente interconnesse. Così, ricorda Farmindustria, le imprese farmaceutiche garantiscono ai dipendenti misure ad hoc di welfare aziendale: mense aziendali e asili nido; servizi lavanderia, take away, calzoleria; smart working, flessibilità, agevolazioni di orario; trasporto collettivo; servizi per istruzione; borse di studio, stage, sconti sui libri di scuola per i figli dei dipendenti; assistenza sociale e sanitaria; sanità integrativa; campagne di prevenzione e vaccinazioni, screening periodici e pacchetti check-up; assistenza per familiari anziani o non autosufficienti; attenzione alla medicina preventiva, focalizzata sulle patologie femminili; cessione solidaristica di permessi e ferie in favore di colleghi affetti da patologie gravi o in stato di difficoltà ad assistere i familiari non autosufficienti; un’aspettativa più lunga, in caso di maternità, rispetto alla legge e al Ccnl.

 

Il protocollo d’intesa