Farmindustria: “Nessun mistero sul prezzo dei farmaci”

Il presidente Massimo Scaccabarozzi replica alla posizione assunta dal Governo italiano. “I negoziati non sono segreti e tra payback e sconti abbiamo i prezzi più bassi d’Europa”

Massimo Scaccabarozzi

Nessun mistero sul prezzo dei farmaci, né tantomeno sulle negoziazioni tra imprese e Aifa. Non si è fatta attendere la replica di Farmidustria alle posizioni assunte oggi dal ministero della Salute, in una conferenza stampa che presentava il testo di una risoluzione inviata all’Oms per favorire la trasparenza. Apprezzando “la disponibilità al confronto offerta finora dal Ministro della Salute e dai suoi Uffici”, il presidente degli industriali farmaceutici italiani, Massimo Scaccabarozzi si è affrettato a rammentare che “la determinazione del prezzo dei farmaci nel nostro Paese è frutto di analisi dei dossier da parte dell’Agenzia italiana del Farmaco, negoziazione con l’azienda produttrice, accordo, contratto tra le parti. Passaggi lunghi – dalla Commissione Tecnico Scientifica (Cts) al Comitato Prezzi e Rimborso (Cpr) di Aifa – ed estremamente scrupolosi. Infatti i prezzi sono il risultato di negoziazioni che si firmano in due, che portano a prezzi più bassi rispetto agli altri paesi Ue”.

La trasparenza c’è già

Soprattutto, però, ha precisato ancora il presidente Scaccabarozzi, “Per chi paga (Stato, Regione, Asl) i prezzi e gli sconti sono assolutamente trasparenti e quindi non segreti. La riservatezza della procedura serve solo a tutelare l’accordo raggiunto, che prevede lo sconto a vantaggio del Servizio sanitario nazionale. Garantendo una più efficace competizione tra aziende, un accesso più rapido alla cura da parte dei pazienti e limitando il fenomeno dell’esportazione parallela, dovuto proprio ai prezzi più bassi che altrove”.

L’effetto degli sconti

Più nel dettaglio Scaccabarozzi ha spiegato che dopo la negoziazione del prezzo, sostanzialmente tutti i farmaci sono soggetti ad altri sconti fissati per legge del 5%+5%, “a cui si aggiunge in alcuni casi un ulteriore taglio dell’1,83%. Aifa poi firma con le aziende, in particolare sui medicinali innovativi, contratti di rimborso condizionato al risultato del trattamento. In questi casi ingenti somme vengono restituite dalle imprese attraverso il sistema del payback. Di fatto si tratta di un ulteriore sconto che viene detratto dal prezzo ufficiale del farmaco”.

Garanzia degli accordi

A garanzia degli accordi (“e quindi dei rimborsi”) esistono poi i registri Aifa, “che assicurano il monitoraggio continuo dei pazienti in trattamento – rammenta Scaccabarozzi – sia per l’appropriatezza terapeutica sia per i risultati delle cure. I registri, a uso esclusivo di Aifa, sono a costo zero per l’Agenzia, perché a carico delle imprese”. Farmindustria sottolinea l’assoluta peculiarità italiana (“una best practice”) tant’è che il 35% dei contratti mondiali di questo tipo vige nel nostro Paese, laddove in Europa non raggiungono il 5%.

In coda all’Europa

Considerando poi che dal 2013 le imprese sono costrette a pagare quote di sforamento di tetti di spesa “palesemente sottofinanziati – dice Massimo Scaccabarozzi – con un’ulteriore riduzione di fatto dei prezzi, ci pare quindi in definitiva che il quadro sia molto chiaro: considerando nel complesso gli sconti riservati al Ssn; gli sconti aggiuntivi applicati per legge (1,83% e/o 5%+5%); il payback legato ai contratti di rimborso condizionato e il payback sulla spesa farmaceutica il prezzo effettivo dei farmaci è molto più basso di quello che appare e di sicuro il più basso in Europa”.

Collaborare sul prontuario

Sulla revisione del prontuario terapeutico in atto, le imprese si dicono pronte a portare esperienze e proposte. Conclude il presidente di Farmindustria: “Va ricordato però che qualunque intervento in materia non può essere realizzato con logiche economicistiche. Tanto più che si tratta di farmaci a costi molto contenuti, con ricavi medi per l’industria di 5 euro a confezione, che equivalgono a pochi centesimi di terapia al giorno. In una fase di forte personalizzazione delle cure, il Ssn deve garantire la disponibilità di diverse alternative terapeutiche che consentano al medico la prescrizione del farmaco più adatto al singolo paziente, per assicurare qualità, appropriatezza e aderenza alla cura”.