BiovelocITA, quasi 3 milioni di euro per una startup e due progetti di ricerca

L'acceleratore dedicato al biotech sosterrà uno spinoff dell'università di Milano Bicocca e due progetti realizzati in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità e l'Università di Catanzaro

Startup biotech

BiovelocITA investe quasi tre milioni di euro per supportare una startup e due progetti di ricerca. L’acceleratore italiano, guidato da Silvano Spinelli, ha annunciato mercoledì 12 marzo un’operazione di finanziamento che servirà per sostenere lo sviluppo di tre progetti del nuovo portafoglio. I progetti finanziati sono una piattaforma innovativa per lo sviluppo di vaccini terapeutici contro il cancro e le malattie rare; un progetto per lo sviluppo un anticorpo monoclonale per combattere cellule tumorali; Amypopharma, startup che sviluppa nanoparticelle per la terapia delle amiloidosi.

“Abbiamo puntato su tre progetti strategici per lo sviluppo del nostro portafoglio”. Ha commentato Silvano Spinelli, presidente di BiovelocITA. “L’Italia ha bisogno di capitali e di competenze per comprendere le potenzialità delle idee che sviluppiamo. BiovelocITA esiste per questo”.

“Con il nuovo portafoglio allarghiamo il nostro orizzonte di collaborazioni con centri di eccellenza un po’ in tutta Italia. Capitali e competenze strategiche mirate sono gli ingredienti che mettiamo a disposizione. Il nostro obiettivo è trasformare una scoperta di laboratorio, potenzialmente vincente, in un progetto con valenza industriale”. Ha aggiunto Gabriella Camboni, amministratore delegato di BiovelocITA.

I progetti finanziati

Un milione e cento mila euro andranno al progetto per sviluppare nuovi vaccini terapeutici contro il cancro e malattie infettive. In collaborazione con il team guidato da Maurizio Federico, nei laboratori dell’Istituto superiore di sanità, BiovelocITA svilupperà un innovativo progetto di studio finalizzato allo sviluppo di una piattaforma di vaccini terapeutici contro il cancro e le malattie infettive croniche. Si tratta di vaccini che stimolano le difese dell’organismo per rallentare o fermare il progredire della malattia in atto. Grazie al capitale ricevuto, sarà possibile  sviluppare e ottimizzare la tecnologia, validando il principio in modelli di cancro e malattie infettive. L’obiettivo è  creare una piattaforma tecnologica capace di sviluppare una pipeline di vaccini ampia e potenzialmente applicabile a diverse malattie ad andamento cronico, di origine sia tumorale che infettivo.

Un passo avanti nella lotta alla leucemia

All’idea sviluppata da Pierfrancesco Tassone, Ordinario di Oncologia Medica dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, andranno circa 800mila euro. Il progetto si prefigge l’obiettivo di attaccare e uccidere le cellule tumorali sfruttando un anticorpo indirizzato verso un nuovo target presente in alcuni tumori sulla proteina CD43, che nella forma comune è espressa da alcune componenti cellulari del sangue. L’obiettivo ultimo è lo sviluppo di una nuova terapia mirata, efficace e sicura, per alcune forme incurabili di leucemia infantile e dell’adulto. Grazie al capitale raccolto sarà possibile studiare più approfonditamente le caratteristiche del nuovo epitopo e la sua espressione su cellule leucemiche, con l’obiettivo di continuare lo sviluppo dell’anticorpo monoclonale sviluppato dal gruppo di lavoro.

Uno spinoff universitario per combattere le amiloidosi

Infine 800mila euro andranno alla startup Amypopharma, spinoff dell’Università di Milano Bicocca. La startup di Massimo Masserini e Francesca Re mira a sviluppare nanoparticelle per la terapia delle amiloidosi. Si tratta di malattie caratterizzate dall’accumulo di materiale proteico fibrillare all’interno di numerosi organi e che sono causa della loro disfunzione in patologie che attualmente non hanno terapie disponibili. O, come nel caso dell’Alzheimer, hanno terapie sintomatiche di scarsa efficacia.

Le strategia di BiovelocITA

BiovelocITa supporta la ricerca medico-scientifica italiana nel campo delle biotecnologie. Punta i riflettori sul settore “red biotech” (ovvero quell’ambito dedicato allo sviluppo di applicazioni terapeutiche avanzate per la cura di malattie gravi). La società ha raccolto fino ad oggi 14,6 milioni di euro dai fondatori, dal fondo Atlante seed e da un gruppo di investitori privati. Di questi 14 milioni quasi la metà sono stati già investiti in società del primo portafoglio (Enthera è il caso più conosciuto), mentre la restante parte verrà investita in progetti futuri. Al netto dei quasi tre milioni utilizzati per finanziare progetti appena descritti.