Telemedicina, così aiuta a migliorare le cure domiciliari

La medicina telematica, tra le principali forme di assistenza domiciliare, si sta affermando come soluzione per la riprogettazione dei profili di cura destinati ai pazienti affetti da patologie croniche. *IN COLLABORAZIONE CON VIVISOL

Telemedicina

L’aumento dell’aspettativa di vita e l’incremento dell’insorgenza di patologie croniche sono fattori critici per il Servizio sanitario nazionale. Il Ssn si trova di fronte a un’enorme sfida dal punto di vista organizzativo: riprogettare e innovare i percorsi di cura. Si tratta di una mossa fondamentale per decongestionare i reparti, abbattendo i costi derivanti da ospedalizzazioni improprie. È necessario farlo per dare al paziente la possibilità di migliorare la propria qualità di vita e acquisire strumenti per il self-management della propria condizione clinica. In particolare, il coinvolgimento del paziente nella cura di sé stesso è la chiave di volta che permette di ottenere una continuità e una attenzione a tutto tondo sulle condizioni del soggetto.

Migliorare la qualità di vita del paziente permettendogli di rimanere nel proprio ambiente domestico, rendendolo autonomo e responsabile, ma nello stesso tempo seguito e protetto, rilevando immediatamente variazioni nella situazione clinica che comportino modifiche nella terapia o un ricovero in ospedale è un modo virtuoso di sfruttare le innovazioni che derivano dal mondo digitale.

La Telemedicina a supporto delle cure domiciliari

L’assistenza domiciliare, declinata secondo le varie forme di telemedicina, si sta affermando come la soluzione maggiormente accreditata per la riprogettazione dei profili di cura destinati ai pazienti fragili affetti da più di una patologia cronica.

Spesso i pazienti per i quali la telemedicina rappresenta lo strumento diagnostico-terapeutico più adeguato presentano un quadro clinico complesso e un contesto sociale di grave fragilità. Per questa categoria di soggetti, un monitoraggio continuo ha un duplice vantaggio. Clinico, dal momento che i parametri vitali sono tenuti sotto controllo, ma anche psicologico. Un paziente anziano è spesso insicuro e la consapevolezza di un occhio vigile, anche se invisibile, che tenga sotto controllo le evoluzioni cliniche, è un supporto importante che consente un miglioramento globale della qualità della vita. E, talvolta, anche un miglioramento della percezione dei sintomi.

Un servizio di telemedicina capace di prendere in carico il paziente sotto i punti di vista clinico e psicologico ponendo l’attenzione sui concetti di educazione sanitaria e formazione professionale deve prevedere la presenza di un intermediario, un cardine di connessione tra le due realtà distinte del produttore e dell’azienda sanitaria.

Il contributo degli Homecare provider

Gli Homecare service provider, di cui Vivisol è una delle principali realtà europee, rappresentano quei soggetti che, all’interno di un percorso di telemedicina, forniscono la tecnologia necessaria e più innovativa. Inoltre gestiscono tutto il percorso domiciliare con l’installazione e la formazione al paziente stesso o il caregiver su come utilizzare i device, garantendo al contempo alle strutture ospedaliere tutto il supporto necessario per supportare l’aderenza terapeutica al paziente.

La tendenza comune a tali soluzioni disponibili sul mercato prevede l’utilizzo di un’unità centrale per l’archiviazione e l’invio dei parametri a cui collegare differenti device biomedicali che rilevano i parametri di interesse, scelti in base alle esigenze cliniche del paziente.  

La tecnologia come fattore abilitante

Le tecnologie digitali stanno diventando risorse strategiche per i player dell’assistenza domiciliare. Tali player si pongono come interlocutori delle strutture ospedaliere abilitando modelli di cura personalizzati basati sull’innovazione digitale in varie soluzioni di telemedicina.

Le caratteristiche di un servizio di telemedicina devono rispondere a logiche ed esigenze cliniche e procedurali. Per esempio, registrazioni multiparametriche afferenti a un’unica interfaccia, questionari personalizzabili dallo staff clinico, trasmissione dei dati verso i centri servizi, sistemi interamente web-based, architettura modulare e semplicità d’uso sono le principali caratteristiche di una soluzione capace di creare un ambiente digitale centrato sul paziente.

Nonostante il ruolo delle tecnologie risulti un fattore abilitante per il successo delle sperimentazioni, le maggiori criticità sono rappresentate da limiti strutturali e organizzativi.

 Le criticità del sistema

La mancanza di una normativa di riferimento e di protocolli operativi condivisi, fa sì che le esperienze attive sul territorio italiano siano caratterizzate da una grande eterogeneità. Nel Piano nazionale della cronicità, al ruolo della sanità digitale viene dedicato un focus specifico per potenziare continuità, qualità, efficacia, efficienza e appropriatezza della presa in carico del paziente cronico.

Acquista sempre maggiore risalto l’importanza di cogliere i vantaggi derivanti dalla telemedicina. Perché? Per agevolare e migliorare la qualità del lavoro di medici e infermieri, così come per incrementare l’efficienza e la produttività del Servizio sanitario progettando nuovi paradigmi di erogazione del servizio domiciliare. Il mercato Homecare deve continuare a sperimentare i modelli di assistenza che riescano a coniugare le innovative soluzioni tecnologiche con i bisogni di salute del paziente.

La diffusione della cultura della telemedicina nelle istituzioni, nei pazienti e negli operatori deve quindi essere il risultato di uno sforzo condiviso tra le figure cliniche di riferimento e i servizi di assistenza domiciliare che, coltivando una condivisione di intenti, abbia come perno il paziente e le sue esigenze.

A cura di Vivisol

“Homecare service provider: la presa in carico del paziente a domicilio”

 In collaborazione con Vivisol