Cresce il mercato dei farmaci a prescrizione, +2,4% nel 2018

Secondo i dati forniti da Iqvia l'andamento del mercato a valori è in crescita sia nel canale farmacie che in quello ospedaliero, anche se si registra un rallentamento rispetto agli anni precedenti

medicale italiano

Cresce il mercato dei farmaci a prescrizione in Italia che chiude il 2018 con un fatturato totale di 21,8 miliardi di euro. +2,4% rispetto al 2017. L’andamento del mercato a valori è quindi in crescita sia nel canale farmacie che in quello ospedaliero, anche se si registra un rallentamento rispetto agli anni precedenti. Ad analizzare lo scenario è Iqvia.

Gli ospedali

L’andamento del canale ospedaliero nel 2018 risulta in crescita del 4% a 10,8 miliardi. Vanno bene i consumi dei farmaci oncologici sia a volumi (+12,7%), sia a valori (+23,1%). Sergio Liberatore, Amministratore delegato di Iqvia Italia dice: “Oggi il comparto dei farmaci oncologici rappresenta circa il 40% del consumo di farmaci in  ospedale, ma in questo computo vanno considerati i costi sanitari evitati con l’uso appropriato dei farmaci salvavita”.

Il piano di eradicazione dell’epatite C

Inoltre, continua il piano di eradicazione farmacologica dell’epatite C. Infatti, si nota un calo sia a volumi (-4,1%) sia a valori (-15,9%) dei farmaci Hcv grazie alla progressiva diminuzione dei pazienti affetti da questa patologia. Nel 2018 il fatturato lordo per i farmaci per l’epatite C si attesta a circa 1,4 miliardi di euro, ben lontano dal picco di due miliardi del 2016.

La Dpc

Sempre in area acquisti diretti (ospedaliera), è da evidenziare distribuzione in nome e per conto (Dpc). Questo canale distributivo registra un importante aumento a 2,3 miliardi (+13,7%). In questo comparto si rafforza la leadership della classe degli anticoagulanti di nuova generazione (Noa) che rappresentano il 15% del totale a valori e circa il 50% dell’incremento.

Fascia A e fascia C: leggera flessione dei consumi

Il consumo dei farmaci a prescrizione di fascia A e C in farmacia flette del 2,3% a 8,6 miliardi di euro, di cui 6,7 miliardi rimborsati dal Ssn. Oggi la dispensazione dei farmaci più innovativi e, pertanto, più costosi avviene attraverso l’ospedale o l’Asl con l’obiettivo di ridurre i costi attraverso l’acquisto diretto di medicinali dall’industria farmaceutica. Ma questo ha influito sui ricavi della farmacia. Inoltre, hanno un peso sempre più rilevante i prodotti equivalenti.

Fascia A e fascia C: invariati i volumi

I volumi dei farmaci di classe A (quasi l’80% del valore dei farmaci etici in farmacia) sono sostanzialmente invariati rispetto all’anno prima. In questo comparto sono i farmaci gastroprotettori a risultare primi in termini di spesa, nonostante la quota di acquisto privato sia rilevante per questa categoria di farmaci (circa il 20% a volumi). Il mercato dei farmaci per l’ipercolesterolemia, che occupano la seconda posizione in termini di spesa, con un peso del 6% sul totale rimborsato, si è ridotto del 25% a causa della scadenza del brevetto di rosuvastatina e di ezetimibe e la conseguente genericazione. Per quanto riguarda i farmaci di fascia C l’andamento è stabile sia a volumi che a valori (1,9 miliardi di euro).

I generici crescono

Prosegue la crescita di generici che sia in fascia A che in C hanno raggiunto una quota di mercato in farmacia del 26% a volumi. Il ricorso ai prodotti equivalenti continua a essere più alta al nord (31,7% quota mercato a volumi) e al centro (26,4%). Mentre al sud il consumo di prodotti equivalenti resta più basso con una quota a volumi del 19,9%.  La spesa aggiuntiva a carico del cittadino per acquistare il prodotto branded è stato di oltre un miliardo di euro nel 2018.

Si spende sempre più per i nuovi medicinali

Liberatore riassume così l’attuale situazione di mercato: “La spesa farmaceutica in Italia, soprattutto ospedaliera, continua ad aumentare ma in maniera controllata. Da un lato si nota un ulteriore risparmio nella spesa per i cosiddetti prodotti maturi, a causa dell’abbassamento del prezzo quando scadono i brevetti. Dall’altro si spende sempre di più sui nuovi medicinali per la cura di patologie gravi alleggerendo, tuttavia, la spesa sanitaria complessiva per queste malattie. Secondo le nostre previsioni, nei prossimi anni la spesa per questi farmaci salvavita continuerà comunque a crescere, a causa dell’arrivo di importanti nuove molecole e al progressivo invecchiamento della popolazione”.