Confindustria dispositivi medici, Massimiliano Boggetti eletto presidente

48 anni, laureato in biologia molecolare presso l’Università degli Studi di Milano, è amministratore delegato e direttore generale di Sebia Italia e presidente di Interlab dal 2017. Fernanda Gellona sarà invece il direttore generale della neonata federazione che rappresenta le aziende di medical device

tribunale dei brevetti

Massimiliano Boggetti è il presidente della neonata Confindustria dispositivi medici. La Federazione che rappresenta le imprese dei medical device ha annunciato giovedì 28 marzo la nuova elezione. Sotto la guida di Boggetti si vuole riunire per la prima volta l’intera filiera del settore, che conta 3.957 aziende e occupa 76.400 dipendenti generando un mercato di 16,5 miliardi di euro tra export e mercato interno.

Il mercato dei dispositivi medici

Per quanto riguarda il mercato dei dispositivi medici, si tratta di un settore in espansione. È composto da 1 milione e mezzo di device che vanno dalle attrezzature chirurgiche alle grandi apparecchiature diagnostiche, dai test di laboratorio a quelli genetici per predire alcune patologie, dai software per il monitoraggio dei parametri vitali grazie alla telemedicina alle app mediche, dalle protesi dentali agli ausili sanitari, dai servizi per la territorialità ai macchinari per la medicina estetica. Ma sono dispositivi medici anche i biosensori, la robotica o l’intelligenza artificiale applicata alla sanità digitale.

Una casa comune per le aziende di dispositivi medici

“Confindustria dispositivi medici – ha dichiarato il presidente Massimiliano Boggetti – sarà la casa comune di tutte le imprese che operano nel settore dei dispositivi medici.  E sarà anche più rappresentativa del diversificato mondo in cui eticamente operiamo, grazie a un mix di competenze che creano contaminazione e valore. Inoltre sarà capace di comunicare il valore che le nostre innovazioni tecnologiche portano alla medicina moderna. In più, Confindustria dispositivi medici rappresenterà il  motore e l’attore principale della rivoluzione della salute 4.0 e della medicina del futuro. Una medicina, questa, che migliorerà e allungherà la vita dei cittadini in modo sostenibile.  D’altra parte, l’industria dei dispositivi medici, ha le caratteristiche per essere il punto di slancio del nostro Paese e lavoreremo con forza in questa direzione”.

L’endorsement di Confindustria e Aiic

A Massimo Boggetti è arrivato anche l’appoggio di Confindustria. Durante l’evento di presentazione della nuova federazione sono intervenuti infatti anche Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, e Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria. Da parte loro è arrivato un messaggio importante di fiducia nei confronti di Boggetti e del suo team di lavoro.

A fianco di Confindustria dispositivi medicali si schiera anche l’Aiic (Associazioni italiana di ingegneri clinici). Lorenzo Leogrande, al termine dell’evento, ha aggiunto: “Per gli ingegneri clinici e biomedici la nascita della nuova federazione è un grande segnale verso tutto il mondo delle tecnologie healthcare. Un messaggio che noi come operatori vogliamo cogliere immediatamente perché il nuovo soggetto può favorire una piattaforma positiva di collaborazione tra le vere eccellenze del settore, siano essi i professionisti, i responsabili della programmazione sanitaria, i dirigenti sanitari oppure i produttori, visto che tutti siamo chiamati a governare e gestire il mondo delle tecnologie avanzate e dei dispositivi medici in un continuum ospedale-territorio-domicilio di nuova concezione, partendo dalla considerazione che tutto questo rappresenta una straordinaria opportunità e non solo un costo”.

Il profilo professionale

Boggetti, 48 anni, laureato in biologia molecolare presso l’Università degli Studi di Milano, è amministratore delegato e direttore generale di Sebia Italia e presidente di Interlab dal 2017. È stato presidente di Assobiomedica ed è membro del Consiglio generale di Confindustria.

I membri del consiglio di presidenza

Peraltro, Boggetti ha anche scelto il direttore generale, Fernanda Gellona, e la squadra dei vicepresidenti che comporranno il Consiglio di presidenza della federazione: Angelo Gaiani (Bracco Imaging Italia) con delega al centro studi; Daniela Delledonne (BD-Becton Dickinson Italia) con delega alle politiche per lo sviluppo; Paolo Cirmi (3M Italia) con delega alle relazioni esterne; Gin Invernizzi (Thermo Fisher) con delega alla comunicazione; Mirella Bistocchi (Starkey Italy) con delega a etica e impegno sociale; Marco Ruini (Bomi Group) con delega alla finanza; Franco Gaudino (Johnson & Johnson Medical) con delega al capitale umano.

La percezione degli italiani su salute e tecnologie mediche

Gli italiani fanno passi avanti sulla prevenzione (il 62,6% ha fatto esami di propria iniziativa negli ultimi 5 anni) e la predisposizione agli screening (il 91% è favorevole), ma non sono ancora del tutto pronti alla medicina predittiva e partecipativa. A dirlo è “Tech45life”, una ricerca condotta da Community media reasearch in collaborazione con Confindustria dispositivi medici, presentata  nell’ambito dell’evento “Tech4life: la salute tra informazione e tecnologia”.

Il 59,4% degli intervistati è infatti contrario alla condivisione dei dati sulla propria salute e l’uso del mobile health risulta ancora molto limitato: solo il 7,6% usa app mediche e il 14,3% usa lo smartphone per monitorare la propria salute. Disposti a personalizzare i dispositivi medici anche di tasca propria (38%), gli italiani sono culturalmente indecisi sulla medicina predittiva: i giovani di 18-35 anni sono quelli più a favore di test che predicono patologie più o meno gravi, mentre gli over 55 sono i meno pronti a questo cambio di paradigma.

Troppi italiani cercano informazioni sulla salute su internet

Ancora troppi gli italiani cercano su internet informazioni sulla propria salute (57,1%).  Al tempo stesso rinunciano alle cure per motivi economici (71,8%). La gratuità della rete spesso sostituisce le spese necessarie per un consulto medico. La navigazione in internet avviene soprattutto per approfondire le nozioni su cure e terapie (55,9%) e fare diagnosi sul proprio stato di salute (54,5%). Gli internauti della salute sono per lo più maschi, tra i 18 e i 36 anni e del Sud. Tale caratteristica denota una frattura generazionale e territoriale in fatto di salute.

“I cittadini devono essere informati in modo corretto sulle tecnologie mediche a beneficio della propria salute. ” ha concluso  Massimiliano Boggetti”. “Per questo con l’indagine Tech4life abbiamo voluto fare un punto sulla consapevolezza degli italiani del valore delle tecnologie e delle nuove frontiere della medicina. Vogliamo favorire la divulgazione coinvolgendo il mondo scientifico e le istituzioni, che svolgono un ruolo cruciale in questo processo. Dobbiamo fare in modo che l’informazione corretta ed equilibrata sulle nuove possibilità di prevenzione e cura diventi sempre più centrale soprattutto sul web, dove le persone cercano sempre più spesso la risposta ai proprio bisogni di salute”.