Al via accordi tra Apmar, Sidima e Aihc per nuovi protocolli operativi

Due intese che si propongono l'obiettivo di migliorare l'accesso ai servizi oltre a rafforzare la conoscenza della propria disabilità per i pazienti coinvolti nei progetti che verranno presto avviati

Apmar, Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare ha firmato a Roma due nuovi protocolli d’intesa con Sidima, Società italiana disability manager e Aihc, Associazione italiana health coaching.

Gli obiettivi

L’obiettivo principale del protocollo d’intesa, di durata triennale, è quello di promuovere una visione integrata della disabilità che comprenda anche le persone con malattie reumatologiche e rare. Ciò dovrebbe portare alla definizione di protocolli operativi mirati alla creazione di una soluzione di autonomia per le persone con disabilità all’interno di contesti territoriali inclusivi.

Cultura di inclusione

Antonella Celano, presidente di Apmar ritiene che “collaborare con queste due associazioni possa rafforzare la nostra mission. Grazie a questi nuovi accordi, infatti, aumenta il nostro impegno al fianco delle persone con disabilità e fragilità nel tentativo di promuovere sempre di più una cultura dell’inclusione e dell’integrazione, garantendo loro una migliore qualità della vita attraverso un efficace percorso di assistenza e cura”. Soddisfatto anche Rodolfo Dalla Mora, presidente Sidima: “Inauguriamo l’ingresso nel nostro network delle associazioni che rappresentano le persone affette dalle diverse patologie che caratterizzano la disabilità. In tal modo viene aggiunto un importante tassello nel lavoro di consolidamento della rete professionale che la Sidima.

Accessibilità ai servizi

Quello tra Apmar e Aihc è invece un accordo biennale. Prevede l’implementazione e lo sviluppo di attività volte all’inclusione delle persone con disabilità con la realizzazione di progetti pilota per l’accessibilità a servizi, strutture e prodotti. Si garantirà, nello stesso tempo, formazione e accesso al lavoro, alla cultura, allo sport e al tempo libero. Si vuole inoltre favorire, attraverso tecniche di health coaching per la gestione attiva della propria condizione di salute (patient engagement e patient empowerment), il benessere psico-fisico delle persone con patologie, dei loro familiari e del personale socio-sanitario coinvolto nell’assistenza.

“Sono davvero lieto che Aihc abbia siglato questa partnership”, spiega Francesco di Coste, presidente di Aihc. “Come health coach abbiamo disegnato e condiviso con Apmar un primo cantiere che vede in questi giorni l’avvio. Obiettivo comune è quello di valutare, attraverso una serie di laboratori esperienziali di health coaching gli effetti positivi di alcune nostre tecniche, utili al mantenimento di uno stato di salute accettabile”, conclude di Coste.