Con la ricetta elettronica veterinaria dati reali e un uso più razionale dei farmaci

Il ministero della Salute ha predisposto la versione aggiornata del manuale operativo per la trasmissione delle informazioni sui farmaci veterinari. Per l'occasione riproponiamo un approfondimento sul tema. Dal numero 1 di AboutPharma Animal Health

uso più razionale dei farmaci

È stata predisposta la versione aggiornata del “Manuale operativo per la predisposizione e la trasmissione delle informazioni al sistema informativo di tracciabilità dei medicinali veterinari e dei mangimi medicati“. Il manuale è stato redatto e revisionato dal gruppo di lavoro composto da esperti del ministero della Salute, delle Regioni e degli Istituti zooprofilattici sperimentali di Abruzzo e Molise e Lombardia ed Emilia Romagna. L’aggiornamento arricchisce il documento di numerose ulteriori casistiche che consentiranno a tutti gli attori della filiera dei medicinali veterinari, dai produttori fino agli utilizzatori finali, di rapportarsi in modo più semplice al nuovo Sistema informativo nazionale per la farmacosorveglianza adottando procedure univoche e condivise definite all’interno del manuale.

(Quasi) realtà

Basterà esibire un messaggio di WhatsApp (o un pin di quattro cifre e la tessera sanitaria) per ritirare in farmacia le medicine per i nostri animali. La ricetta elettronica veterinaria è (quasi) realtà nel nostro Paese e promette non solo l’addio alla carta, ma anche (e soprattutto) un monitoraggio efficace del consumo dei farmaci utilizzati per gli animali da compagnia e di allevamento. A febbraio scorso il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha firmato il decreto sulle modalità applicative dell’obbligo previsto dalla legge n.167 del 2017 (la cosiddetta “Legge europea”). Presto dovrebbe arrivare la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, che renderà finalmente obbligatoria la prescrizione elettronica dei farmaci veterinari. Un obbligo inizialmente previsto per il 2018, poi rinviato al primo gennaio 2019 e poi lasciato in sospeso dall’iter lento del decreto.

La nuova ricetta

La ricetta elettronica veterinaria (Rev) è identificata da un numero univoco e da un pin di quattro cifre generato dal sistema al momento dell’emissione da parte del medico veterinario. I possessori di animali (sia d’affezione che destinati alla produzione alimentare) potranno rivolgersi al farmacista semplicemente fornendo il proprio codice fiscale o la tessera sanitaria e il Pin che, insieme, identificano la ricetta. Il farmacista sarà in grado in questo modo di acquisire la prescrizione digitale e di consegnare il farmaco al cliente.

Cosa cambia per il settore zootecnico

La prescrizione dematerializzata si applica all’intero ciclo di gestione dei medicinali e dei mangimi medicati e prodotti intermedi destinati all’uso in veterinaria, dalla prescrizione all’erogazione fino alla registrazione delle informazioni sui trattamenti effettuati. Per gli operatori del settore zootecnico è previsto anche un “codice azienda”, che unitamente al Pin identifica le prescrizioni. La Rev sostituisce tutte le vecchie ricette (rosse, bianche, ripetibili e non, di mangimi medicati e prodotti intermedi), a eccezione di quelle relative a medicinali contenenti sostanze stupefacenti e psicotrope.

Tutto digitale

Il sistema della ricetta elettronica veterinaria prevede anche una vetrina sul web. Attraverso un portale dedicato tutti gli interessati a vario titolo, con le proprie credenziali, possono già accedere alla sezione dedicata alla ricetta veterinaria elettronica e registrarsi. Anche su un altro sito web si potrà procedere ugualmente alla richiesta delle credenziali, ma qui allo stesso tempo si può consultare e un manuale operativo e trovare tutte le informazioni pratiche sulla nuova ricetta. La piattaforma della Rev è accessibile anche attraverso un’app mobile. Il sistema informativo è stato realizzato dalla Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero della salute, in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, ed è stato sperimentato in questi ultimi anni in diverse Regioni.

Integrazione

L’innovazione della ricetta digitale si integra con il Sistema informativo nazionale della farmacosorveglianza e la già operativa Banca dati nazionale dei farmaci veterinari. A differenza della ricetta elettronica utilizzata per i farmaci a uso umano, le prescrizioni finiscono al ministero della Salute e non a quello dell’Economia e delle Finanze, non essendo i farmaci veterinari coperti dal Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Otto vantaggi della Rev

Secondo il ministero della Salute, la Rev ha almeno otto vantaggi. Aumenta la tutela della salute pubblica, favorisce l’uso corretto dei medicinali veterinari, rafforza la lotta all’antimicrobico resistenza, migliora il sistema di tracciabilità dei farmaci veterinari, riduce gli adempimenti e i costi, rende più efficiente l’attività di farmacosorveglianza e di analisi del rischio sanitario, ribadisce il ruolo del medico veterinario quale unico responsabile della prescrizione del medicinale.

Tracciabilità e antibiotici

Se l’addio alla carta sembra l’elemento più tangibile di questa innovazione, in realtà la Rev nasce principalmente da altre esigenze. Lo spiega Raffaella Barbero, coordinatrice nazionale del Gruppo di lavoro sul Farmaco della Fnovi (Federazione nazionale ordini veterinari) e ricercatrice dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. “La ricetta elettronica nasce da forti esigenze di tracciabilità e di contrasto al fenomeno dell’antibiotico- resistenza. Non a caso ad avviarla per primi sono Italia e Spagna, cioè i Paesi in cui si è registrato negli anni la vendita maggiore di antibiotici”.

Verifica più puntuale

Le prescrizioni digitali forniranno dati molto importanti: “Avremo la possibilità di monitorare i farmaci effettivamente consumati. Oggi le analisi dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) si concentrano sul fatturato. Ma quei dati includono anche i farmaci venduti per l’esportazione, così il totale per singolo Paese non è proprio realistico. Con la ricetta elettronica avremo una verifica più puntuale e i dati potranno essere utilizzati per valutare le correlazioni effettive tra l’utilizzo degli antibiotici negli animali e l’insorgenza di fenomeni di resistenza”.

Ne è convinto anche il docente di Veterinaria dell’Università di Torino, Giovanni Re, che fa parte del Gruppo di lavoro sul Farmaco Fnovi e presiede la Federazione degli Ordini dei medici veterinari (Omv) del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. “Finalmente speriamo di avere a disposizione dati reali sui consumi di tutti i farmaci, anche in relazione alla specie e alla patologia. Numeri che, per quanto riguarda gli antibiotici, potranno rendere giustizia ai veterinari. Sentiamo dire spesso che il 70% degli antibiotici è utilizzato in veterinaria, ma se la farmaceutica veterinaria rappresenta in media solo il 2-3% (e mai più del 9-10%) del fatturato globale dei farmaci, come si può sostenere una tesi del genere?

Probabilmente con la ricetta elettronica queste contraddizioni verranno a galla. Il punto di contatto – sottolinea il professore – tra Rev e strategie di contrasto all’antibiotico-resistenza è cruciale. Dai dati della Rev avremo sicuramente un controllo e una razionalizzazione dell’utilizzo degli antibiotici. Ci dirà anche quali aziende usano più antibiotici del necessario o meno, e quelle che arrivano a garantire una filiera senza antibiotici”.

Razionalizzare

La ricetta dematerializzata avrà un impatto non solo pratico sull’attività clinica del veterinario. “Sicuramente dovranno cambiare le abitudini dei veterinari – spiega Re – e speriamo si arrivi a una razionalizzazione dell’utilizzo del farmaco veterinario. La pratica clinica, soprattutto nei piccoli animali, dovrà adattarsi ancor di più alla normativa vigente, soprattutto in vista dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento Ue. Il veterinario dovrà ripassare la normativa che regola la prescrizione, in particolare l’uso in deroga, che dovrà essere razionalizzato”. Per il docente dell’ateneo Torinese, se si valuta l’impatto della Rev, “razionalizzazione” è la parola chiave. “Finora abbiamo usato la traduzione dell’inglese ‘prudent use’, che è diventato uso prudente. Ma dietro i farmaci c’è una scienza, che deve guidare il veterinario verso un uso razionale di questi strumenti terapeutici”.

Seguendo questo principio e superando le criticità iniziali (“il primo anno sarà di rodaggio”, come ha ribadito anche il ministero della Salute), secondo Re la ricetta elettronica si rivelerà uno “strumento di valorizzazione della professione”, che ribadisce la prescrizione del farmaco come “atto esclusivo del medico veterinario”, scoraggia gli “abusi” e fornisce numeri per “smentire voci e falsi miti”.

Dialogo con la farmacia

Il sistema della ricetta elettronica veterinaria coinvolgerà i medici veterinari, le farmacie e le parafarmacie, i grossisti autorizzati alla vendita diretta, i mangimifici, i servizi veterinari delle Regioni e delle aziende sanitarie locali, i proprietari d’allevamento o d’affezione. Secondo Re migliorerà anche il dialogo con il farmacista: “In caso di indisponibilità di un prodotto – spiega il docente – il farmacista può sostituire il farmaco prescritto con uno analogo per caratteristiche e specie di destinazione inclusa. Il veterinario è chiamato a esprimere il suo assenso e a correggere la prescrizione nel sistema”.

Su questo punto sia Federfarma che la Federazione nazionale dagli ordini dei farmacisti (Fofi) hanno chiesto in questi mesi diversi chiarimenti al ministero. Così nel sistema informativo della Rev è stato inserito un campo obbligatorio per il numero di telefono del veterinario prescrittore, nell’intestazione della ricetta, per rendere più agevole la sostituzione del farmaco da parte del farmacista in caso di urgenza. Su tutte le questioni operative che riguardano l’introduzione della Rev, Federfarma pubblicherà una circolare immediatamente dopo la pubblicazione del decreto ministeriale in Gazzetta Ufficiale.

Non si torna indietro

Guarda con ottimismo al futuro della Rev anche Raffaella Barbero: “Al di là delle criticità iniziali, l’impatto della ricetta elettronica è sicuramente sbilanciato sul versante dei benefici. I proprietari degli animali potranno avere la ricetta pure sullo smartphone, inviata via mail o tramite WhatsApp, e conterrà nelle note tutte le informazioni utili su dosaggio e modalità di somministrazione. Chi è meno disinvolto con la tecnologia, invece, può andare in farmacia con la propria tessera sanitaria e il pin di quattro cifre rilasciato dal medico. Sarà il farmacista a leggere la ricetta attraverso il sistema informativo”. Uno sforzo di adattamento in più è richiesto al veterinario: “Cambierà il modo di lavorare, con notevoli differenze tra il veterinario che si trova in ambulatorio e chi va nelle aziende zootecniche.

Ci saranno sicuramente delle semplificazioni, ad esempio per quanto riguarda la conservazione delle copie e dei registri. Ma i veterinari dovranno imparare a utilizzare uno strumento nuovo per generare la ricetta, che è un documento ufficiale con informazioni delicate e importanti. Rispetto alla prescrizione cartacea, all’inizio impiegheremo più tempo, poi con un po’ di allenamento sarà tutto più rapido. Il problema non si pone sicuramente per i colleghi ‘nativi digitali’: chi si laurea ora non conoscerà la ricetta cartacea”. Ma anche i colleghi meno giovani sono soddisfatti. “Tutti quelli che hanno provato la ricetta elettronica – conclude Barbero – oggi ci dicono che non tornerebbero mai più indietro”.

Per ricevere tutti gli aggiornamenti di questo nuovo giornale si veda qui.