Payback e nuovi criteri per contrattare il prezzo dei farmaci: il Def conferma tutto

Resta il payback per i farmaci. Nella bozza del Documento economia e finanza 2019 (Def) presentata in mattinata dal Governo si specifica che il monitoraggio della spesa e il calcolo della quota di mercato di ciascun produttore saranno calcolati in base alle fatture elettroniche emesse nell’anno solare di riferimento rilevate dall’Aifa

Resta il payback per i farmaci. Nella bozza del Documento economia e finanza 2019 (Def) presentata in mattinata dal Governo si specifica che il monitoraggio della spesa e il calcolo della quota di mercato di ciascun produttore saranno calcolati in base alle fatture elettroniche emesse nell’anno solare di riferimento rilevate dall’Aifa. Si afferma inoltre che il ripiano dell’eventuale disavanzo rispetto agli obiettivi sarà a carico per il 50% delle aziende produttrici secondo le rispettive quote di mercato e per l’altro 50% a carico delle Regioni in cui si è determinato lo sforamento del tetto di spesa.

Nuove modalità di calcolo. Ma quali?

La governance dei farmaci (e dei medical device) occupa alcune righe del paragrafo dedicato alla sanità. Qui il documento accenna al lavoro che il Tavolo tecnico sui farmaci e i dispositivi medici svolgerà per individuare “adeguate soluzioni dei contenziosi in essere in relazione ai provvedimenti legislativi ed amministrativi relativi alle procedure di payback farmaceutico”. Genericamente si fa riferimento:

  • a una nuova modalità di calcolo degli scostamenti dai vincoli della spesa farmaceutica per acquisti diretti relativi al 2018.
  • All’adeguamento dei criteri di contrattazione del prezzo dei farmaci rispetto ai livelli di innovazione del mercato.
  • Alla definizione di “specifiche direttive per l’acquisizione delle categorie merceologiche (sanitarie), in modo da rendere maggiormente trasparenti e condivise le migliori esperienze da parte del Comitato Guida del Tavolo dei Soggetti Aggregatori”.

Altre aree di intervento

Altri temi toccati dal Def riguardano l’erogazione su tutto il territorio nazionale in modo uniforme dei Lea, i miglioramenti dell’edilizia sanitaria e dell’assistenza domiciliare, la digitalizzazione. Altro tema caldo riguarda anche le professioni.

La digitalizzazione

Sulla digitalizzazione si fa riferimento all’intesa in seno alla Conferenza Stato-Regioni sulla creazione di un’anagrafe dei vaccini e sui provvedimenti in ambito Fascicolo sanitario elettronico. Si parla anche di interconnessione dei sistemi informativi del Servizio sanitario nazionale per evitare che si creino troppi gap tra le varie piattaforme regionali. Va da sé che il processo di digitalizzazione riguarderà anche l’ambito veterinario.

Nuovo regolamento per Lea e cronicità

All’interno del piano della cronicità e dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza il ministero precisa che verranno varati ulteriori regolamenti per nuovi standard qualitativi, strutturali e tecnologici per migliorare l’assistenza territoriale. Ciò detto viene dato spazio anche alla professione medica.

La professione medica

Nello specifico, si legge sulla bozza del Def: “La legge di Bilancio per il 2019 prevede che venga sottoscritto il nuovo Patto per la Salute 2019-2021, da concordare con le Regioni e che venga tenuto conto della valutazione dei fabbisogni del personale del Servizio sanitario nazionale e dei riflessi sulla programmazione della formazione di base e specialistica e sulle necessità assunzionali. La legge di Bilancio – si continua a leggere – prevede anche l’incremento delle risorse per i contratti di formazione specialistica dei medici con maggiori finanziamenti per 330 milioni nel quinquennio 2019-2023”.

Liste di attesa più snelle

Per la riduzione delle liste d’attesa la legge di Bilancio 2019 destina circa 350 milioni di euro per il triennio ’19-’21. Verrà inoltre attivato l’Osservatorio nazionale sulle liste d’attesa che dovrà affiancare gli enti locali per il miglioramento del servizio offerto. Verranno monitorati gli andamenti degli interventi previsti, rilevate le criticità e fornite indicazioni per uniformare le pratiche dei vari centri di cura.

Edilizia sanitaria

C’è bisogno di migliorare anche le infrastrutture sanitarie. La legge di Bilancio per l’anno in corso ha aumentato di quattro miliardi di euro il budget per gli investimenti nel settore all’interno del quadro programmatico pluriennale. Al ministero della Salute il compito di rilevare le criticità maggiori e mappare le aree a maggior rischio sismico. A tal proposito saranno avviate collaborazioni con altri soggetti pubblici istituzionali.