Depressione, un manifesto per migliorare diagnosi e terapia

Presentato alla Camera un documento della Fondazione Onda: appello alle istituzioni per promuovere prevenzione, accesso alle cure, servizi sul territorio e attività di ricerca in ambito farmacologico, cognitivo e psicosociale

depressione

Dieci mosse per una lotta più efficace contro la depressione. Sono quelle contenute in un manifesto presentato oggi alla Camera da Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere). Un appello alle istituzioni per promuovere  prevenzione, accesso alla diagnosi e cura, anche attraverso il potenziamento dei servizi sul territorio, e attività di ricerca in ambito farmacologico, cognitivo e psicosociale. Anche alla luce dei dati a nostra disposizione: la depressione è stata riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità la prima causa di disabilità a livello globale. In Italia – ricorda Onda – si stimano 3,5 milioni di pazienti e in generale solo una persona su due riceve diagnosi e cure adeguate. Trascorre più di un anno e mezzo tra la comparsa dei primi sintomi e la decisione di rivolgersi ad un medico. E circa due anni per ricevere una diagnosi corretta.

Il decalogo

Questi, in sinesi, i dieci punti del manifesto:

  1. Attivare campagne di prevenzione e screening;
  2. Ridurre i tempi tra comparsa dei primi sintomi e diagnosi;
  3. Non sottovalutare i campanelli d’allarme;
  4. Potenziare la rete dei servizi sanitari, territoriali e della medicina generale e specialistica;
  5. Facilitare l’accesso alle cure;
  6. Coinvolgere familiari e caregiver nel percorso di cura, facilitando l’aderenza terapeutica;
  7. Promuovere e sostenere la ricerca;
  8. Ridurre lo stigma;
  9. Ridurre i costi diretti e indiretti della depressione;
  10. Coinvolgere le istituzioni in una lotta per poter aiutare pazienti, caregiver e società a uscire dall’ombra della depressione.

Un piano nazionale

Depressione: sfida del secolo – Un impegno per contrastarla in attesa di un Piano nazionale” è il titolo di un documento che è all’origine del decalogo.  “ Il manifesto è uno strumento che auspichiamo possa essere la base per la costituzione di un tavolo interparlamentare, al fine di definire in tempi brevi un piano nazionale di lotta alla depressione coinvolgendo tutti gli interlocutori”, commenta Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda. A guidare il tavolo, secondo Merzagora, dovrebbe essere l’onorevole Rossanna Boldi, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera: “Mi auguro – commenta la deputata Boldi – che il manifesto diventi la base per proposte concrete per definire un Piano Nnzionale per la depressione, mirato a stabilire percorsi certi per la prevenzione, la diagnosi e la cura di questa patologia. Un piano che finalmente metta al centro i pazienti e le loro famiglie e sappia cogliere la complessità di questa patologia”.

La ricerca sui farmaci

“Occorre aumentare il finanziamento per la salute mentale e incoraggiare la ricerca al fine di individuare le cure o le combinazioni di trattamento più efficaci e innovative nonché gli interventi di supporto cognitivo e psico-sociale più opportuni”, è quanto recita il punto 6 del manifesto. L’industria sta facendo la sua parte: “Le imprese del farmaco  – sottolinea Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria – sono in prima linea per combattere la depressione con una quarantina di nuove molecole in sviluppo nel mondo, potenziali capostipiti di nuove classi terapeutiche. Inoltre, tra i 1.600 studi clinici sulla depressione condotti oggi a livello internazionale anche grazie al contributo dell’industria farmaceutica, oltre 1.300 utilizzano approcci innovativi, quali tecnologie digitali, identificazione di nuovi target terapeutici e nuove vie di somministrazione”.

Il documento e il manifesto promossi da Onda hanno ottenuto il patrocinio di Cittadinanzattiva, Progetto Itaca, Società italiana di neuropsicofarmacologia e Società italiana di psichiatria e hanno ricevuto il contributo incondizionato di Janssen.