Collaborazione farmacisti-veterinari, grandi manovre per la Pet health

Cresce il mercato veterinario in farmacia, ma va migliorata la collaborazione tra i professionisti dei due settori, soprattutto nell'ambito della ricetta elettronica veterinaria che rivoluzionerà l'intero ecosistema

L’importanza di una stretta collaborazione tra veterinari e farmacisti, il crescente ruolo degli angoli dedicati agli animali da compagnia in farmacia e la ricetta veterinaria elettronica sono stati i temi dominanti del simposio organizzato da Msd Animal Health, intitolato “La veterinaria in farmacia e la farmacia Petferenziale” tenutosi nell’ambito di Cosmofarma.

Cresce il settore veterinario in farmacia

Durante la prima parte del simposio, Filippo Boschetti di Iqvia ha illustrato i principali dati che confermano la crescita del settore veterinario in farmacia, che nel 2018 riporta non solo un aumento del 6,8% a valore per un ammontare di 372 milioni di euro, ma anche un aumento a volume del 5,2% con quasi 16 milioni di unità vendute. Boschetti ha sottolineato come quattro regioni (Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana) rappresentino più del 50% del mercato, seguite da Emilia Romagna e Veneto, evidenziando quindi l’accentuato gradiente Nord-Centro-Sud per la medicina veterinaria.

Progetto “Farmacia Petferenziale”

Paolo Sani, Ad di Msd Animal Health, partendo dalla considerazione che una famiglia su due in Italia possiede un animale da compagnia e che l’Italia è sicuramente tra i paesi più petfriendly al mondo, ha sottolineato come gli animali da compagnia rappresentino una componente fondamentale della filosofia “one health“ di cui Msd si è fatta promotrice. Con il progetto di “Farmacia Petferenziale”, Msd Animal Health punta in modo deciso sulla sinergia vincente tra medico veterinario e farmacista, per far sì che il farmacista accresca le sue competenze in ambito veterinario in modo da poter consigliare i propri clienti sulle problematiche più semplici e indirizzarle verso il veterinario per quelle più complesse. Come affermato da Marco Melosi, Presidente Anmvi, questa è una filosofia su cui Anmvi si trova allineata al 100% e che l’associazione cerca di promuovere in modo capillare tra i propri associati.

Fare sistema

E proprio un esempio virtuoso di collaborazione sul campo farmacista veterinario è quello di Natalia Soroldoni e di Laura Ersi rispettivamente farmacista e veterinaria per animali di compagnia nell’area di Milano Est. Le due dottoresse hanno sottolineato l’importanza di una stretta collaborazione “sul campo” per superare quell’approccio “competitivo” in cui farmacista e veterinario sovrapponevano le proprie competenze e i propri ruoli, creando confusione e diffidenza nei proprietari, ma soprattutto per cercare di contrastare l’approccio fai-da-te, passaparola e “dr Google” che comunque guidano ancora troppo spesso l’approccio del proprietario al proprio pet.

La ricetta elettronica

Per rafforzare la collaborazione tra farmacista e veterinario, elemento fondamentale è una presa in carico corretta ed efficace della prescrizione del veterinario da parte del farmacista, e qui inevitabilmente si è toccato l’hot topic del momento, e cioè la ricetta elettronica. Antonio Vitali, Direttore generale della sanità unità organizzativa veterinaria Regione Lombardia, ha condiviso alcuni dati molto interessanti sui progressi della ricetta elettronica in Lombardia, più volte citata come esempio all’avanguardia in questo campo, come confermato con un certo orgoglio sia da Annarosa Racca che da Giampiero Toselli, rispettivamente presidente Federfarma Lombardia e segretario generale Federfarma Lombardia.

A oggi, le ricerche elettroniche veterinarie sono 60.500, con circa 2.800 farmacie (più del 90% del totale) e 1500 veterinari lombardi che sono in grado di “gestire” le ricette elettroniche. Questo numero rappresenta per la Lombardia circa 50% del totale. Di queste, la grande maggioranza sono stilate da medici buiatri per gli animali da reddito, ma si contano circa 13 mila ricette che riguardano gli animali da compagnia. Grande impulso alla ricetta elettronica verrà dato dall’obbligo emanato dal ministero della Salute e che andrà in funzione con il decreto attuativo. Secondo tutti i panelist, un passo avanti complesso ma doveroso che faciliterà quel salto di qualità necessario alla crescita del settore.

Farmaco umano o farmaco veterinario?

A questo proposito, grande convergenza di opinioni sulla problematica relata alla sostituzione del farmaco veterinario con farmaco umano. Vitali ha affermato che il costo non è e non deve essere una giustificazione per la sostituzione e Paolo Sani ha ricordato come i costi dei farmaci veterinari, spesso superiori a quelli per uso umano, hanno una giustificazione molto semplice: i costi della ricerca farmacologica in campo veterinario sono proporzionalmente di gran lunga superiori a quelli umani, proprio perché le aziende devono dimostrare la sicurezza dei farmaci nelle diverse specie animali e, all’interno di queste, in animali di piccola, media e grande taglia, a fronte di un potenziale di mercato nettamente inferiore a quello umano per ammortizzare i costi di r&s. Sani ha sottolineato altresì come il mercato dei farmaci veterinari sia un mercato libero, dove incide solo una sana concorrenza tra le diverse aziende, senza altri fattori in gioco.

Le difficoltà regionali

Secondo Melosi, se la Lombardia rappresenta indubbiamente un esempio da seguire, moltissimo c’è da fare su tutto il territorio nazionale perché la ricetta elettronica possa davvero far fare quel salto di qualità auspicato da tutti. Diverse regioni sono, in questo senso, ancora molto indietro e sicuramente l’implementazione della ricetta elettronica non sarà priva di complessità organizzative. I veterinari e le farmacie devono essere ambasciatori di questa rivoluzione e le istituzioni devono avere un approccio rigoroso e collaborativo ma non “punitivo” per rendere questa fondamentale transizione efficace e indolore. Vedremo cosa succederà davvero nelle prossime settimane.