Chemioterapia a basse dosi, ok dell’Aifa alla rimborsabilità di vinorelbine

L’agenzia italiana del farmaco apre le porte alla chemioterapia metronomica, aggiornando la legge 648/96 e autorizzando la piena rimborsabilità di un farmaco utilizzato nel trattamento di tumori solidi dell’adulto

Polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica

L’agenzia italiana del farmaco apre le porte alla chemioterapia metronomica. L’Aifa, nell’ultimo aggiornamento della legge 648/96,  ha autorizzato la piena rimborsabilità di un farmaco utilizzato nel trattamento di tumori solidi dell’adulto. Si tratta di vinorelbine, che può essere somministrato oralmente in dosi settimanali frazionate.

Chemioterapia metronomica, ecco cos’è

La chemioterapia metronomica è una strategia innovativa che prevede una terapia orale, a basse dosi, con una frequenza che va dal quotidiano alle 2-3 volte alla settimana. Come spiega Marina Cazzaniga, direttore del centro di ricerca di fase I Asst Monza “ha una  tossicità diretta sulle cellule tumorali. E inoltre garantisce un effetto sul loro microambiente, poiché inibisce l’angiogenesi neoplastica, ovvero il meccanismo di formazione di nuovi vasi sanguigni, responsabile di crescita tumorale e metastasi. La sua  efficacia è dimostrata in alcune forme di tumore al seno, del polmone, linfomi, neoplasie pediatriche e in molti casi di tumori in stadio avanzato”.

“Non è solo efficace – prosegue – ma ha anche un profilo di bassa  tossicità. È in grado di modulare la risposta immunitaria, riduce gli  effetti collaterali (meno dell’1% presenta alopecia e la tossicità  neurologica è inferiore al 5%) e può portare alla cronicizzazione  della malattia. Senza contare l’enorme risparmio economico che offre  una terapia ‘a domicilio’. L’indicazione ora rimborsata riguarda la schedula metronomica in tutti i tumori solidi laddove il farmaco ha  già dimostrato di avere attività, in base a usi consolidati nati dalle evidenze scientifiche, non solo tumore mammella e polmone. Si apre  dunque oggi la strada a un utilizzo più ampio della schedula metronomica”.

“Dobbiamo lavorare sulla giusta dose di farmaco – rilancia l’oncologa  – poiché ad oggi appare chiaro che dosi e tempi di somministrazione  differenti dello stesso farmaco inducono effetti diversi sulla cellula tumorale e su quello che la circonda, ovvero il cosiddetto  micro-ambiente tumorale. Modulando la dose e la cadenza di  somministrazione possiamo avere azioni ed effetti diversi: sui vasi  tumorali, sulla stimolazione della risposta immunitaria e sulle  cellule staminali tumorali”.

Un aggiornamento atteso da tempo

Questo aggiornamento della legge 648/96  è “una rivoluzione attesa da  tempo, sia dai clinici che dai pazienti oncologici”, continua Marina  Cazzaniga. “La  metronomica è una chemioterapia ampiamente diffusa nella pratica  clinica ma oggi, supportata da numerosi dati di letteratura, entra a  pieno titolo in decine di centri oncologici. Le linee guida per quanto riguarda il tumore della mammella sono state riportate all’Esmo due  anni fa. Il recepimento da parte di Aifa rappresenta un enorme passo  avanti”.

A esprimere soddisfazione per questa novità, anche Francesco Grossi, responsabile Uoc Oncologia medica Fondazione Irccs Ca’ Granda, ospedale Maggiore, Policlinico di Milano. “Vinorelbine orale metronomica – dichiara  l’oncologo – ci permette di offrire ai pazienti anziani o in  condizioni generali non ottimali un trattamento efficace e poco  tossico e consente in alcuni casi una prolungata stabilizzazione della malattia. In particolare ciò avviene in pazienti che hanno un tumore  polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato”.