Carcinoma mammario metastatico, ok della Commissione europea all’utilizzo di olaparib

Il farmaco sviluppato da AstraZeneca e Msd è indirizzato a pazienti adulte con tumore alla mammella localmente avanzato o metastatico con mutazioni Brca 1-2 germinali (gBRCAm) e che presentano il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (her) negativo

carcinoma mammario

La Commissione europea ha approvato l’utilizzo di olaparib come monoterapia per il trattamento del carcinoma mammario. Il farmaco sviluppato da Astra Zeneca e Msd è indirizzato a pazienti adulte con tumore alla mammella localmente avanzato o metastatico con mutazioni Brca 1-2 germinali (gBRCAm) e che presentano il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (her) negativo.

I risultati dello studio

L’approvazione di olaparib, secondo quanto riporta una nota diffusa delle due società, arriva a seguito della pubblicazione dei dati dello studio di fase III randomizzato in aperto Olympiad. Lo studio ha testato l’efficacia di oloparib vs chemioterapia (capecitabina, eribulina o vinorelbina). Nello studio Olympiad, oloparib ha ridotto il rischio relativo alla di progressione di malattia o morte del 42% rispetto alla chemioterapia. Di recente il farmaco ha anche ottenuto parere positivo dall’Ema.

“I tumori al seno associati alle mutazioni Brca1 e Brca2 tendono a svilupparsi in donne più giovani rispetto ai tumori non ereditari. Gli impatti psicologici e sociali sono significativi”. Ha dichiarato PierFranco Conte, coordinatore dello studio Olympiad in Italia. “L’approvazione europea di olaparib offre una terapia mirata in grado di prolungare in maniera significativa il controllo della malattia per queste pazienti, senza dover ricorrere alla chemioterapia”.

Come somministrare il farmaco

La nuova indicazione di olaparib in monoterapia prevede che le pazienti siano state precedentemente trattate con antraciclina e taxano. A meno che fossero risultate non idonee per questi trattamenti. Secondo le indicazioni, le pazienti con carcinoma mammario sensibile al recettore ormonale (Hr) devono essere andate in progressione durante o dopo una precedente terapia endocrina o essere considerate non eleggibili per la terapia endocrina.

“L’approvazione europea di olaparib per il trattamento del carcinoma mammario avanzato Her2-negativo con mutazione Brca germinale rafforza l’importanza di conoscere alla diagnosi lo stato mutazionale Brca. Questo permette alle pazienti di accedere a terapie personalizzate più efficaci e con meno eventi avversi”.A sostenerlo è Annamaria Mancuso, presidente di Salute donna. “Come donna mutata continuerò a impegnarmi affinché le pazienti italiane possano beneficare di questa arma terapeutica il prima possibile”.

Nello studio Olympiad, olaparib ha fornito ai pazienti un miglioramento mediano della sopravvivenza libera da progressione statisticamente significativo di 2,8 mesi. I pazienti trattati con olaparib presentavano inoltre un tasso di risposta obiettiva (Orr) del 52%, il doppio rispetto al braccio di chemioterapia (23%).

Terza indicazione per olaparib

Si tratta della terza indicazione per olaparib nell’Ue. AstraZeneca e Msd stanno lavorando insieme per garantire che questo trattamento sia reso disponibile a tutti i pazienti il più presto possibile. Olaparib ha un ampio programma di sviluppo clinico, compreso lo studio di fase III in corso Olympia che sta testando olaparib come trattamento adiuvante in pazienti con carcinoma mammario gBrcam Her2 negativo.