Tumori, pronto il Piano per le terapie Car-T in Italia

Il documento di fattibilità, prodotto dal gruppo di lavoro sulle terapie Car-T individuato dal ministero della Salute, è stato inviato alla commissione Cultura della Camera, entro i termini previsti dall’ordine del giorno della Camera dei deputati dello scorso dicembre

Piano per le terapie Car-T in Italia

Notizia di oggi  è che il Piano per lo sviluppo della tecnologia Car-T in Italia, per il trattamento dei tumori, è stato ultimato e inviato alla commissione Cultura della Camera, che dovrà esaminarlo prima che si renda operativo. Il documento è stato messo a punto da un gruppo di ospedali e Istituti di ricerca individuati dal ministero della Salutelo scorso marzo. Il termine per la presentazione del progetto alla commissione Cultura, secondo l’ordine del giorno della Camera dei deputati dello scorso dicembre, era il 30 aprile.

Il gruppo di lavoro del ministero

Lo scorso marzo il ministero della Salute ha avviato il gruppodi lavoro sulle terapie Car-T con gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), per lavorare a un progetto di fattibilità sulle Car-T. La Camera dei Deputati, con l’Ordine del giorno del 30 dicembre scorso, ha delineato il complessivo percorso attuativo, impegnando il Governo ad assumere una serie di iniziative. Lo stesso ordine del giorno indicava come componenti del gruppo per la definizione del progetto di fattibilità rappresentanti dell’Ospedale S. Gerardo-Fondazione Tettamanti di Monza, della società Molmed e dell’Istituto di Biostrutture e Bioimmagini del CNR di Napoli, nonché gli IRCCS della Rete oncologica ed anche l’Ospedale pediatrico bambino Gesù di Roma e l’Ospedale San Raffaele di Milano.

Le terapie Car-T

Le Car-T sono trattamenti cellulari già approvati dalla Fda e dall’Ema, indicati per il trattamento di alcuni tumori liquidi (leucemia linfoblastica a cellule B nei pazienti pediatrici e fino ai 25 anni di età, linfoma diffuso a grandi cellule B e linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B due forme aggressive del linfoma non Hodgkin). Sono prodotti autologhi, che derivano cioè dalle cellule del sistema immunitario (i linfociti T appunto) del paziente stesso. Le cellule sono ingegnerizzate in laboratorio ed espanse e in seguito reinfuse in esso. L’ingegnerizzazione consiste nel modificare gentilmente i linfociti T in modo che esprimano un recettore chimerico (detto Car) in grado di riconoscere e distruggere il tumore.

Dieci milioni per la Car-T

Il Parlamento ha già stanziato 5 milioni di euro per il 2019 per un progetto di ricerca relativo alle Car-T. Altri 5 milioni sono stati stanziati per la medesima finalità dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136.

In attesa delle Car-T

Intanto è questione di poco tempo ancora (si spera) e le terapie cellulari Car-T, già approvate in Europa lo scorso agosto (tisagenlecleucele axicabtagene ciloleucel), arriveranno anche in Italia.