Sostegno ai caregiver, al via un progetto in Lombardia

L'empowerment del paziente passa anche per l'assistenza a coloro che si prendono cura dei propri familiari in casa. Per questo motivo enti pubblici e privati hanno avviato un progetto pilota in Val Camonica

Curare il paziente significa prendersi cura anche del caregiver familiare che, dall’oggi al domani, si trova a dover acquisire competenze tecniche, sanitarie e psicologiche di cui, spesso, non è equipaggiato. All’interno di questo scenario è stato attivato il progetto pluriennale Place4Carers per creare una rete di coordinamento tra pazienti, familiari tutori e servizi socio-sanitari territoriali.

La Lombardia, e in particolare la Valle Camonica (Bs), è stata scelta come caso pilota per sviluppare il piano di azioni previsto da Place4Carers. L’obiettivo è quello di intervenire a sostegno dei caregiver familiari residenti in aree rurali, spesso svantaggiate dal punto di vista dell’accesso ai servizi per la salute.

Il progetto e i numeri su cui si basa

Secondo l’Istat sono almeno otto milioni e mezzo gli italiani che si prendono cura di un proprio caro. E chi aiuta di più sono frequentemente donne, che nel 60% dei casi hanno dovuto abbandonare il proprio lavoro. Un’attività che in media richiede sette ore al giorno di assistenza diretta e 11 di sorveglianza.

Su questi presupposti e sulle esigenze di queste persone che nasce il progetto Place4Carers grazie all’alleanza tra Fondazione Cariplo (che finanzia) e al coordinamento Centro di ricerca EngageMinds Hub, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con il Politecnico di Milano e fondazione NEED.

“Le prime fasi del progetto — racconta Guendalina Graffigna, coordinatore scientifico di Place4Carers — hanno restituito una fotografia della Valle Camonica come di un territorio in cui il numero di pazienti anziani aumenta sempre di più, parallelamente al numero dei caregiver familiari e del relativo carico assistenziale, sia pratico che emotivo, risultato in linea con i dati nazionali”. Le tinte di questa fotografia sono prevalentemente rosa. Chi si prende cura di un anziano in Valle Camonica è in 8 casi su 10 una donna, disoccupata e in età compresa tra i 50 e i 60 anni.

I bisogni

Tramite una revisione degli studi scientifici disponibili in letteratura e un’indagine qualitativa sul campo con focus group che hanno visto il coinvolgimento dei caregiver familiari del luogo, è stato possibile identificare i principali bisogni scoperti.

Tra le forme di sostegno ritenute più utili ci sono i gruppi tra pari per la condivisione delle esperienze, informazioni e orientamento sui servizi disponibili, e formazione sulle competenze per una gestione efficace del proprio caro.

Engagement delle comunità locali

Il primo passo per sostenere i caregiver è quello di costruire un ecosistema di competenze e consapevolezza. Almeno queste sono le intenzioni di chi promuove questa iniziativa. Si punta a un insieme di servizi per istituire delle occasioni di supporto continuative. In questo modo si favorirebbe l’acquisizione di abilità e competenze pragmatiche per la gestione dei propri familiari sia sotto l’aspetto fisico che emotivo e psicologico. A coordinare l’attività sul campo ci sarà un comitato di cittadini permanente, composto da caregivers che avrà la funzione di garantire lo svolgimento delle attività.

La survey sul patient engagement

Abbiamo preparato una survey il cui obiettivo è stimolare una riflessione e quantificare consapevolezza, aspettative e motivazioni nella relazione tra industria e pazienti. Ogni contributo è prezioso e può aiutarci a disegnare nuovi percorsi e a scrivere un nuovo capitolo sul settore bio-farmaceutico italiano. Il questionario richiede soltanto pochi minuti. I dati saranno raccolti in anonimo e utilizzati in maniera aggregata a fini formativi e/o di ricerca sul tema.

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*Foto in evidenza di Alessio Chiodi

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