eSource-Ddc, secondo l’Ema può supportare l’immissione in commercio di un farmaco

L'Agenzia europea per i medicinali ha pubblicato un documento in cui esamina i requisiti regolatori dell'uso di un'acquisizione diretta dei dati negli studi clinici condotti a supporto di una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio di un farmaco. *IN COLLABORAZIONE CON EXOM GROUP

Ema

Di recente, l’Ema ha pubblicato un documento in cui esamina i requisiti regolatori dell’uso di un’acquisizione diretta dei dati eSource (ddc), negli studi clinici condotti a supporto di una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco. Lo ha fatto in seguito a una richiesta da parte di Novartis, che aveva condotto alcuni studi clinici di fase precoce con la stessa tecnologia. Dall’articolo pubblicato dall’Agenzia europea per i medicinali, sono emersi dettagli interessanti relativi all’uso dell’e-Source-Ddc. Vediamo quali.

Che cos’è l’eSource-Ddc ?

Come abbiamo già avuto modo di spiegare in un recente articolo pubblicato su AboutPharma, con il termine eSource Ddc si intende un sistema elettronico e/o un dispositivo che consente la generazione e raccolta diretta dei dati originali nel database del centro clinico (source) e il successivo trasferimento automatico (Ddc) di alcuni di essi nel database dello studio a fini della sperimentazione clinica. Va inoltre osservato che una linea guida sui sistemi elettronici e sui dati elettronici nelle sperimentazioni cliniche è attualmente in fase di elaborazione presso l’Ema e che, una volta entrata in vigore, costituirà l’orientamento definitivo dell’agenzia su questa tematica.

Quali dati si possono raccogliere e come. Il parere dell’Ema

Solo i dati che si riferiscono ai parametri richiesti dal protocollo sperimentale devono essere trasferiti al database dello studio e accessibili allo sponsor. Tuttavia, il sistema deve assicurare la possibilità per l’operatore sanitario di registrare, conservare e rintracciare anche quelle informazioni che sono non richieste dal protocollo.

I dati relativi al protocollo devono essere sotto il controllo e direttamente accessibili in qualsiasi momento al personale dell’istituzione sanitaria coinvolta nella cura del paziente. Per questo motivo, solo i dati originali previsti dal protocollo devono essere registrati nella parte del sistema eSource-Ddc accessibile anche allo sponsor.

Interessante sottolineare come l’Ema concordi sul fatto che le eCrf possono, ove specificato nel protocollo, essere il punto originale e primario di registrazione di informazioni specifiche, quali le scale di valutazione, dove queste non sono utilizzate nella normale pratica clinica, o la registrazione dettagliata dei tempi multipli di prelievo del sangue, o di altri parametri. Per tali dati, la trascrizione diretta in eSource piuttosto che la registrazione iniziale in una cartella clinica e la successiva trascrizione in una eCrf sembra destinata a migliorare la qualità dei dati.

Alcuni studi clinici richiedono dati che, a causa delle peculiarità del protocollo, non possono essere integrati nella cartella clinica del paziente o nelle cartelle cliniche elettroniche esistenti, se non aggiungendo una scheda separata.

Questi studi clinici possono trarre beneficio dalla creazione di un foglio di lavoro elettronico direttamente nell’applicazione eSource, garantendo poi, che questa scheda aggiuntiva vada ad integrare i dati della cartella clinica ospedaliera.

Ogni singola informazione deve essere pseudo-anonimizzata prima del trasferimento dallo sperimentatore al database dello studio, e l’ospedale dovrà essere l’unico detentore del link ai documenti originali.  Infine la struttura e il contenuto del foglio di lavoro elettronico deve essere trasferibile in un file stampabile (es. pdf) senza perdita di informazioni.

Quali sono i requisiti essenziali che un sistema eSource-Ddc deve rispettare?

Per essere accettabile, un sistema ed un’applicazione eSource-Ddc deve essere in linea con i requisiti legali nazionali, quelli previsti dal Gdpr e dalle Ich-Gcp, deve essere convalidato, sicuro e mantenuto.  Lo sponsor dello studio è responsabile di assicurare che tutti i requisiti siano rispettati e che la convalida sia effettuata secondo procedure scritte e verificabili.

Le Gcp richiedono che tutte le voci, le modifiche e le cancellazioni in un database siano completamente monitorate. Nel caso di eSource-Ddc, è prevista una codifica 1 a 1 dei dati. Eventuali modifiche ai dati, compresi quelli derivanti dai controlli automatizzati dovrebbero essere visibili: di conseguenza, l’audit trail dove essere per campo e non per modulo di visita.

Poiché le informazioni nel sistema eCrf sono pseudo-anonimizzate, mentre sono integrali nella cartella clinica del centro, nel trasferimento dei dati devono essere garantiti la tracciabilità ed un rigoroso controllo di qualità.

Secondo le Ich-Gcp E6 [R2] lo sponsor deve garantire che anche lo sperimentatore abbia il controllo e l’accesso continuo ai dati in eCrf.  Lo sperimentatore/istituzione deve avere il controllo di tutti i dati essenziali/documenti e registrazioni generati prima, durante e dopo la sperimentazione clinica. La mancanza di un controllo continuo da parte dello sperimentatore sui dati dell’eCrf  è un rilievo frequente durante le ispezioni Gcp. Con l’eSource-Ddc questo problema viene superato in quanto i dati della eCrf sono una copia elettronica di quelli dell’eSource e quindi in quanto tali sono anche sotto il controllo continuo dello sperimentatore.

La protezione dei dati e la loro accessibilità nel tempo

Infine un altro importante requisito che deve essere rispettato da un sistema eSource-Ddc è la garanzia che i dati siano sufficientemente protetti da calamità ed attacchi informatici e che siano sempre disponibili per l’ispezione, sia a breve che a lungo termine. Questo accesso deve essere controllato dallo sperimentatore e indipendente dallo sponsor.

Inoltre, occorre documentare bene il modo in cui saranno garantite la disponibilità, l’accessibilità e la leggibilità dei dati, conformemente a tutte le leggi e linee guida applicabili. Devono essere predisposti processi di back-up e la migrazione dei dati e dei supporti dovrebbe essere pianificata, eseguita e tracciabile.

Tutti i dati e l’accesso al sistema devono essere completamente monitorati e tracciati. Occorre garantire che i dati eSource siano leggibili anche  in futuro indipendentemente da piattaforme software e sistemi operativi specifici.

Tutti i trasferimenti di dati devono essere crittografati con procedure di crittografia all’avanguardia e i dati sorgente trasferiti devono essere protetti da alterazioni, accessi e duplicazioni durante il trasferimento.

Genius Epr, la soluzione eSource Ddc messa a punto da Exom Group, risponde a tutti i requisiti regolatori descritti precedentemente, oltre a essere integrata  con il modulo per il consenso informato elettronico, Genius Engage, ed il trial master file elettronico per un conduzione completa dello studio clinico.

Conclusione

Nel caso in cui nell’esecuzione di una sperimentazione clinica sia stato utilizzato il sistema eSource-Ddc, questi dati possono essere presentati a supporto di una richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio di un  nuovo farmaco,  a condizione che questi dati siano conformi alla GCP, ossia che tutti i requisiti di cui sopra menzionati siano soddisfatti, e che siano disponibili per una possibile ispezione.

il sistema Genius Epr consente di raccogliere ed elaborare i dati clinici dei pazienti in modo sicuro, nel rispetto di tutte le normative applicabili in materia di protezione dei dati, fornendo ai ricercatori, al personale che gestisce lo studio ed alle istituzioni un ambiente più efficiente, sicuro e veloce.

A cura di Exom Group

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